sabato, 23 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il nodo
Pubblicato il 16-07-2017


C’è un pessimo clima intorno a noi. Piccoli e durevoli segnali di ripresa economica ancora non si percepiscono tra le famiglie italiane in difficoltà. Paura e insicurezza restano sentimenti diffusi. Trattare il tema ‘ius soli’ senza tenerne conto sarebbe un errore grave. La proposta è giusta e va approvata ma non può essere votata come fosse un’imposizione contro i cittadini.

Suggerisco di calendarizzarla in settembre, alla ripresa dei lavori, e di collegarla a tre misure da assumere contestualmente: chiunque risiede in Italia giuri sulla nostra Costituzione e dunque rinunci a vivere secondo tradizioni in conflitto con i diritti fondamentali delle persone; i profughi svolgano lavori socialmente utili per la comunità che li ospita; si dia un segnale certo della volontà di separare i profughi dai migranti economici.

Insomma, abbiamo il dovere di spiegare bene agli italiani ciò che intendiamo fare senza dimenticare chi siamo.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. C’è più di un motivo per essere preoccupati, il clima che si respira è il solito del prima Referendum.
    Non c’è nessuna sintonia con la gente da parte di chi ci governa.
    La propaganda martellante dei leader delle forze politiche di opposizione, contro qualsiasi provvedimento del Governo, trovano spazio sui media, sulle televisioni private e pubbliche, molto spesso senza contraddittorio. La gente ascolta!
    Renzi è diventato il bersaglio preferito non solo degli oppositori, ma anche di chi si dichiara possibile alleato e molto spesso di compagni del suo stesso partito. C’è qualcosa che non quadra!

    Condivido totalmente le tue osservazioni Segretario, il dramma è che noi non contiamo nulla, l’unica cosa che possiamo fare raccomandare soluzioni ragionevoli, che molto spesso non vengono prese in considerazione.
    La prossima Primavera se non cambia il clima sui migranti su” Ius soli” e la gente continuerà a non percepire un po di benessere, si andrà a sbattere.
    La sinistra nel suo insieme sta preparando le condizioni con il suo atteggiamento disfattista, il ritorno del cavaliere, nella migliore delle ipotesi,il resto è un’incognita.

    Buon Lavoro Segretario.

  2. Carissimo Segretario, il tuo editoriale offre lo spunto per approfondire il tema dello Ius Soli. Eppure devo confessarti di non cogliere il nesso fra questa legge, sacrosanta, che renderebbe finalmente italiane persone che lo sono, de facto, da tempo, e l’insicurezza percepita dalle famiglie italiane.
    Ma forse non soggiornando in Italia da alcuni anni devo avere perso il contatto con la realtà del mio amato Belpaese.
    Pace, serenità e buon lavoro!
    Mario Mosca.

  3. Per quanto è dato saperne, la decisione che è stata presa al riguardo, ossia la calendarizzazione rinviata a settembre, avrebbe una duplice motivazione, l’una maggiormente tecnica, ovvero la priorità di altre scadenze nei lavori parlamentari, e l’altra di segno più politico, vale a dire le dissonanze che sarebbero sorte in materia all’interno delle forze che sostengono l’Esecutivo.

    Ma io credo che le componenti della maggioranza, in particolare quelle meno “ideologiche”, dovrebbero tener anche conto di un terzo elemento, che a me pare affatto secondario e irrilevante, vale a dire il “sentire” delle nostre comunità – cioè quanto si avverte e percepisce nelle conversazioni del nostro quotidiano – che, dal mio osservatorio almeno, dovrebbe indurre alla cautela e prudenza, giustappunto in questo delicato campo, rispetto all’accelerazione che una parte politica vorrebbe invece imprimervi.

    In chiusura di questo Editoriale si dice poi che occorre “spiegare bene agli italiani ciò che intendiamo fare…”, ma a me pare che i più abbiano già maturato in proposito una propria convinzione, e va altresì considerato il clima di sfiducia e scetticismo – quando non è diffidenza – che si è andato via via generando nei confronti dei pronunciamenti della politica, a fronte di come stanno andando le cose.

    Paolo B. 17.07.2017

  4. Direi di più. Cominciamo a dire che non possiamo accettare che si crei in Italia ciò che è la Francia e l’Inghilterra dove l’integrazione è fallita e si sono creati più stati in uno (imperium in imperi).

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