domenica, 20 maggio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Incendi: Pastorelli: “Serve un piano di prevenzione”
Pubblicato il 20-07-2017


INCENDIUna situazione “eccezionale e complessa”: dal 10 al 17 luglio richiesti “oltre un terzo degli interventi anti-incendio dall’inizio dell’anno; oltre 300 in una settimana e oltre 950 da gennaio. La cifra più alta dal 2007 a oggi”. Cosi’ il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti in un’informativa in Aula alla Camera nel giorno in cui altri incendi continuano a devastare il territorio italiano. Due i principali motivi – spiega – “la forte siccità” e “la gravissima recrudescenza di episodi dolosi”.

Mentre i roghi degli scorsi giorni non sono ancora del tutto domati, le fiamme sono divampate anche oggi in diversi posti. Come in Calabria, nel Catanzarese. Incendi sono segnalati fra Caminia e Pietragrande, zone balneari fra il capoluogo e Soverato, e a Chiaravalle, dove è in fiamme un bosco. Almeno una decina i roghi che stanno impegnando i Vigili del Fuoco in provincia di Cosenza. Incendi di una certa rilevanza si sono sviluppati a Luzzi, ad Albidona, Rossano, Tortora e San Fili.

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti nella informativa ha annunciato il via un piano di riforestazione per le zone colpite. “Di fronte a questa emergenza – ha sottolineato il ministro – la risposta deve essere ampia, certamente emergenziale e repressiva dei fenomeni criminali, ma anche in grado di recuperare le preziose risorse perdute. Questo perché a essere messe in discussione sono anche le funzioni che tali risorse svolgono per il clima e la biodiversità, con particolare riferimento all’assorbimento di Co2 e all’adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici. Per questo annuncio il lancio di un Programma nazionale di riforestazione delle aree protette colpite dagli incendi, per il quale ho previsto un primo stanziamento di 5 milioni di euro”. “Siamo impegnati insomma – ha aggiunto Galletti – per riportare quei luoghi a come erano prima degli incendi: chi pensa invece possano diventare terre abbandonate o aree da piegare agli intenti criminali avrà dallo Stato la risposta che merita”.

Ma piantare alberi dove sono scoppiati gli incedi non serve senza una adeguata politica di prevenzione. Per Galletti l’emergenza incendi, con la “gravissima recrudescenza di episodi dolosi, che rappresentano la stragrande maggioranza”, è un “insopportabile crimine contro la natura e contro ognuno di noi stiamo mettendo in campo tutte le azioni e tutto il personale – Esercito compreso – disponibile”. “Serve però – ha aggiunto il Ministro – anche una fortissima azione repressiva contro i piromani, per la quale oggi Forze dell’Ordine e Magistratura dispongono di una normativa più adeguata, grazie proprio al lavoro del Parlamento”. La recente legge sugli Ecoreati, ha ricordato il ministro, “ha infatti introdotto strumenti attesi da decenni contro chi fa scempio dell’ambiente. La legge ha introdotto, tra le varie novità, il reato di “disastro ambientale”, la cui pena è la reclusione da 5 a 15 anni. In questa fattispecie può rientrare anche l’incendio boschivo. Con l’ “aggravante ambientale” dell’art. 452-novies è, inoltre, possibile un inasprimento della pena da un terzo alla metà (quando il reato riguarda i delitti ambientali). Questo vuol dire che un piromane può essere condannato a una pena di oltre 20 anni di reclusione. Una pena che io ritengo assolutamente adeguata, data la gravità del danno che quanti appiccano un incendio, specie se in un’area protetta, determina per la collettività”.

Quello che deve essere attuato per prevenire gli incendi “è un piano di prevenzione a medio-lungo termine”, come ha affermato Oreste Pastorelli, deputato del Psi e componente della commissione Ambiente della Camera, dopo l’informativa urgente del ministro Galletti a Montecitorio. Un piano che, ha continuato il deputato socialista, “preveda importanti finanziamenti da investire nel personale di polizia e di Vigili del Fuoco che opera sui territori. È fondamentale, poi, che vengano utilizzate tutte le attrezzature disponibili al contenimento degli incendi”. “Venire infatti a sapere di velivoli fermi negli hangar, quando invece dovrebbero essere in volo – prosegue – rappresenta una beffa doppia per chi ha visto incenerire la propria abitazione o il proprio raccolto. Il danno al comparto agricolo, poi, si sta di fatto rivelando ingente e più grave del previsto. Al termine dell’emergenza, dunque, andranno previste delle misure in favore degli agricoltori che, oltre alla carenza idrica, devono far fronte anche a questo nuovo allarme. Accogliamo comunque con favore l’emendamento del Governo al Dl Mezzogiorno che inasprisce le pene per i responsabili degli incendi”.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento