martedì, 11 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Incostituzionali’s Karma
Pubblicato il 18-07-2017


Bel gruppo di politici davvero, quello italiano. Prima inventa una legge per riformare l’istituto dei vitalizi, poi si rende conto, dopo aver consultato costituzionalisti, che si tratta di legge che la Consulta avrebbe bocciato. E allora ripiega su una delibera dell’ufficio di presidenza di Camera e Senato. Intanto é oltremodo ridicola questa presunta ignoranza della Carta costituzionale che nega l’effetto retroattivo delle leggi. Dico presunta perché non credo proprio che Richetti e Di Maio non la conoscano. Più preoccupante é semmai che non la conosca Boeri. La irretroattività delle leggi, in materia pensionistica, potrebbe essere superata qualora, dice la Corte, esistano principi di universalità (l’intervento deve riguardare tutti e non una sola categoria), di transitorietà (l’eventuale taglio deve essere solo occasionale, non definitivo, anzi di breve durata), di ragionevolezza (deve essere molto parziale e non incidere in misura eccessiva), ma addirittura l’eventuale taglio non può riguardare un fatto concluso. Cioè una situazione già completamente determinata.

Quel che stupisce, ma fino a un certo punto, é che i parlamentari dei Cinque stelle e, dispiace dirlo, anche molti (o pochi?) parlamentari del Pd abbiano invece presentato una legge “parziale”, cioé da applicare solo ai parlamentari, dopo aver pubblicizzato l’istituto del vitalizio con un costo di oltre 50 milioni di euro per le casse dello stato. Solo ai vitalizi si dovrebbe infatti applicare un sistema completamente contributivo, addirittura conteggiandolo anche per gli anni precedenti l’entrata in vigore, 1 gennaio 1996, della legge Dini che prescrive il sistema contributivo e senza contare i 18 anni di contributi antecedenti l’entrata in vigore della legge che hanno consentito di spostare la sua applicazione a partire dal 2012. Discorso diverso sarebbe farlo per tutti. Ma interessando, un eventuale provvedimento del genere, milioni di italiani, si preferisce, all’universalità così poco redditizia sul piano elettorale, la parzialità di un intervento popolare contro gli ex parlamentari.

Anziché renderlo transitorio, com’è la recente legge appena approvata sui vitalizi che impone un taglio percentuale di durata triennale, la legge Richetti-Di Maio assegna una durata definitiva al provvedimento. La prescritta ragionevolezza dovrebbe portare semmai a prelevare di più sui vitalizi più alti, che resterebbero invariati, e non su quelli mediobassi che verrebbero quasi dimezzati. L’ultima clausola potrebbe poi far piazza pulita anche delle altre. La legge Richetti-Di Maio si impone proprio a una categoria che non può tornare al lavoro (nel momento in cui un ex parlamentare venisse rieletto perderebbe immediatamente il versamento del vitalizio per acquisire l’emolumento da parlamentare). Allora mi chiedo. Dove si vuole arrivare? L’interpretazione non é difficile. Perché non si é proposto, ad esempio di intervenire sui boiardi di stato e sulle loro pensioni dieci volte superiori a quelle degli ex parlamentari?

Perché colpendo il Parlamento si colpiscono i politici, quelli che, é ormai luogo comune, vengon definiti la Casta. E siccome, per la debolezza della politica di oggi, e anche per molte sue nefandezze, qualche scalpo va lanciato al popolo, anziché diminuire o anche dimezzare gli stipendi dei parlamentari di oggi (tra i quali coloro che presentano la legge o la delibera e coloro che intendono approvarla), misura assolutamente costituzionale, si punta l’indice sui politici di ieri, che sulla debolezza e anche le nefandezze dei politici di oggi non portano alcuna responsabilità, tagliando i loro vitalizi, miusura incostituzionale. Danno lo scalpo degli altri per difendere il loro. In questa rincorsa ipocrita si é distinto il movimento pentastellato. Perché lasciargli l’intera paternità della battaglia? Cosi Richetti e i suoi si sono allineati. Tanto, avranno pensato, interverrà la Corte a invalidare tutto e noi potremo sempre dire che abbiamo tentato. Alla fine faranno la figura dei pirla, e anche degli ignoranti. Ma contro la Casta (di ieri) ben vengano queste accuse. Resta un dubbio. Ma se una legge é incostituzionale, lo sarà anche una delibera interna, no? Il primo che farà ricorso invaliderà tutto. Vabbè, saranno due volte pirla e due volte ignoranti ma sempre contro la Casta di ieri e per gli stipendi di quella di oggi….

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Commenti all'articolo
  1. Purtroppo oggi essere ignoranti e pirla è una base per essere considerati interessanti o attendibili, o una buona carta di credito per ricevere un bel mucchio di voti, ce ne siamo accorti?
    Come dimostrare, in pratica, che non esserlo è una garanzia per i cittadini?

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