lunedì, 21 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Belgio: Corte di Strasburgo approva il divieto sul velo
Pubblicato il 11-07-2017


veloLa Corte di Strasburgo ha avallato il divieto belga sull’uso del niqab (il velo delle donne islamiche che copre testa e corpo lasciando visibili solo gli occhi) ed ha decretato che la legge vigente in Belgio non viola la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. In due sentenze il Tribunale Europeo dei Diritti Umani ha respinto altrettanti ricorsi di una cittadina belga e di una cittadina marocchina. Il primo ricorso era contro la legge del primo giugno 2011, che ha introdotto il divieto di indossare il niqab in tutti i luoghi pubblici. Il secondo ricorso impugnava un regolamento comunale del 2008 che imponeva lo stesso divieto. Secondo i giudici europei, la proibizione “può essere considerata proporzionata con il fine di garantire la convivenza e la socialità” oltre che tutelare “i diritti e le libertà delle donne”.

In sostanza, questo divieto può essere considerato “necessario in una società democratica”. Il Tribunale ha continuato a seguire la propria giurisprudenza cominciata nel 2014 con il caso della Francia: divieto simile in circostanze simili. Le ricorrenti sono la cittadina belga Samia Belcacemi, 36 anni, e la cittadina marocchina Yamina Oussar, 44 anni, contro la legge del 2011 e la belga Fouzia Dakir che aveva impugnato il regolamento comunale. Belcacemi, residente nel quartiere di Schaerbeek a Bruxelles, era stata multata e aveva rischiato l’arresto. Ouassar, abitante a Liegi, aveva deciso di non uscire piu’ di casa da quando era entrata in vigore la legge. Nel ricorso, la marocchina aveva sottolineato come il divieto avesse “cambiato profondamente la vita sociale e privata”. Dakir, 40 anni e residente a Duson, indossa il velo integrale da quando aveva 16 anni e si opponeva al regolamento di tre municipalità: Pepinster, Dison e Verviers. In questo caso, però, il Tribunale di Strasburgo ha condannato il Belgio perché il Consiglio di Stato belga aveva applicato un “eccesso di formalismo” nel respingere il ricorso della donna e ha concesso per questo un indennizzo di 800 euro per costi legali.

Scheda. Velo islamico: la situazione legislativa nei Paesi europei

Il velo islamico integrale, di cui oggi la Corte europea dei diritti umani ha avallato il divieto
nello spazio pubblico in Belgio, è bandito o limitato in diversi Paesi europei.

GERMANIA: i deputati hanno adottato il 27 aprile 2017 una legge che vieta parzialmente il velo integrale, obbligando i pubblici ufficiali ad avere il volto completamente scoperto durante lo svolgimento delle loro funzioni e le persone il cui volto è dissimulato a scoprirlo in caso di verifica di identità. Il Bundesrat ha approvato a sua volta il testo il 12 maggio.

AUSTRIA: il governo di coalizione centrista ha annunciato il 9 giugno 2017 che il velo islamico integrale nei luoghi pubblici sarà vietato dal primo ottobre.

BELGIO: il velo integrale è bandito nello spazio pubblico da una legge del 2011. L’infrazione è punita con una multa e/o la carcerazione fino a sette giorni.

BULGARIA: il Parlamento ha adottato nel settembre 2016 una legge che vieta il velo integrale in pubblico tranne che per ragioni di salute o professionali.

DANIMARCA: il governo ha limitato nel gennaio 2010 il velo integrale nello spazio pubblico, senza vietarlo, lasciando alle scuole, all’amministrazione e alle imprese di fissare delle
regole.

FRANCIA: primo Paese europeo a vietare il velo integrale nello spazio pubblico, con una legge “che vieta la dissimulazione del volto nello spazio pubblico” promulgata nell’ottobre 2010 e applicata dall’aprile 2011. Convalidata dalla Corte europea dei diritti umani nel 2014, prevede per le infrazioni fino a 150 euro di multa.

ITALIA: Una legge del 1975 vieta di uscire con il volto coperto ma i tribunali hanno sistematicamente respinto le ordinanze municipali che si rifacevano a questa legge per vietare il velo integrale adducendo che il velo è il frutto più di una tradizione che di una volontà di nascondere la propria identità.

NORVEGIA: il governo ha presentato il le 12 giugno 2017 un progetto di legge che vieta il velo integrale nell’insegnamento nazionale, dall’asilo all’università.

PAESI BASSI: i deputati hanno votato nel novembre 2016 un disegno di legge che vieta il velo integrale in certi luoghi pubblici (scuole, ospedali, trasporti pubblici). Il progetto è in corso di esame al Senato.

REGNO UNITO: il ministero dell’Educazione ha pubblicato nel 2007 delle direttive che consentono ai direttori degli istituti scolastici di vietare il niqab. Nel servizio di salute pubblica, è a discrezione degli ospedali.

SVEZIA: gli istituti scolastici possono dal 2006 vietare il velo se nuoce alla comunicazione fra alunni e insegnanti, se è pericoloso (in un laboratorio, durante lo sport) o se viola le regole di igiene. In tutti gli altri casi è autorizzato.

SVIZZERA: il Consiglio nazionale, camera bassa del Parlamento, aveva approvato nel settembre 2016 il divieto del velo integrale, misura che è stata respinta dal Consiglio degli Stati (camera alta). Il divieto è oggetto di una iniziativa popolare federale per un referendum. Attualmente il velo integrale è vietato solo nel cantone di Tessin (Sud) dal luglio 2016.

SPAGNA: la Corte suprema ha annullato nel 2013 il divieto del velo integrale negli edifici pubblici deciso tre anni prima da delle città della Catalogna.

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