sabato, 23 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ius soli, slitta esame. Minniti: “Impegno Ue scarso”
Pubblicato il 05-07-2017


minniti 4Era tutto pronto per oggi, ma alla fine l’iter sullo ius soli in Aula al Senato slitta alla prossima settimana. Non vi era in effetti momento peggiore per discuterne dopo l’attrito con l’Europa sulla redistribuzione e i continui sbarchi che rischiano solo di aizzare ancora di più le polemiche. La discussione generale sul provvedimento sul cosiddetto “ius soli”, cioè il diritto a diventare cittadini per coloro che nascano in Italia, anche se da genitori stranieri, non riuscirà ad arrivare in aula oggi pomeriggio come previsto. A rallentare l’iter, il percorso ad ostacoli del codice Antimafia che – sempre nelle previsioni – doveva essere approvato già entro la mattinata e invece così non è stato per problemi di una norma ‘sbagliata’ relativa alle coperture finanziarie. Questo intoppo ha fatto slittare il prosieguo dell’esame del codice Antimafia alle 16.30 e non è neppure scontato che questo provvedimento venga approvato entro oggi. A seguire, tra l’altro, c’è l’esame del ddl che prevede il trasferimento del comune di Sappada dal Veneto al Friuli Venezia Giulia. Quindi, solo al terzo punto ci sarebbe lo Ius soli. Ma oggi, alle 18.30, il ministro dell’Interno Marco Minniti terrà l’informativa urgente sulla gestione degli sbarchi di migranti nei porti italiani. Per questo, lo Ius soli è destinato ad arrivare all’attenzione dell’Assemblea soltanto la prossima settimana.

Proprio sull’impegno italiano e la disattenzione europea nella questione migranti ha posto l’accento il Viminale. Il ministro dell’Interno Marco Minniti ha sottolineato, intervenendo alla Camera, la “sproporzione evidente tra quello che si è investito nella rotta balcanica e quello che si sta investendo oggi per il Mediterraneo centrale. Una sproporzione a mio avviso ingiustificata”.

L’impegno della Ue per la gestione del fenomeno migratorio “è insufficiente punto di vista finanziario” e “c’è bisogno di un impegno diretto dei singoli Stati membri”. “Il 94% delle persone salvate vengono dalla Libia, ma non c’è un libico, lì va affrontato il problema”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, in un’informativa alla Camera. “È importante, molto importante, che l’Ue, Francia e Germania abbiano deciso di rafforzare con noi il loro impegno in Libia”, ha aggiunto e ha puntato ancora il dito contro l’Ue: “L’Italia ha dato magnifica prova di accoglienza” dei profughi in fuga dalle coste africane, perché questo “è nel nostro Dna”. Ma, ha aggiunto, “non si può separare la salvezza in mare dalla terra di accoglienza: senza la terra che accoglie la salvezza è solo temporanea”. Per il ministro infatti “è impossibile pensare che la salvezza sia opera di molti paesi, e l’accoglienza sia affidata ad un solo”, come l’Italia. Da Minniti è arrivato quindi un appello perché i Paesi partner riscoprano “l’etica della responsabilità: l’Europa che non comprende questo è un’Europa che rischia di perdere un pezzo importante di se stessa”.

Sulle comunicazioni di Minniti è intervenuta la capogruppo socialista alla Camera Pia Locatelli: “Ho sentito molte critiche dentro e fuori quest’Aula alle misure messe a punto con la Commissione europea che verranno discusse nel prossimo vertice di Tallin. E’ stato detto che la UE ci volge le spalle, che abbiamo sbagliato e che sbagliamo a salvare vite umane e a raccogliere per mare i disperati che scappano a situazioni drammatiche, che le nostre politiche di accoglienza e il lavoro delle ONG hanno incentivato gli sbarchi, che il piano Ue ‘è una ridicola presa in giro’. E’ singolare che questo avvenga proprio quando qualcosa comincia a muoversi; quando si inizia a porre le basi per europeizzare i flussi migratori”.

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