sabato, 25 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Ius soli. Vincono i centristi, tutto rimandato in autunno
Pubblicato il 17-07-2017


gentiloniAlla fine la paura di ‘cadere’ stavolta ha avuto la meglio su una legge che viene rinviata da almeno due anni, lo ius soli. I numeri ballerini del Senato e l’offensiva del centrodestra pronto alle barricate, insieme all’emergenza sbarchi, con un diffuso senso di abbandono nel paese a fronte di una Ue sorda, hanno certamente pesato sulla decisione finale del Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che ha deciso così di rinviare la legge sullo ius soli a dopo l’estate. “Prendendo in considerazione le scadenze urgenti, che non possono essere rinviate nell’agenda del Senato, e le difficoltà emerse in alcuni settori della maggioranza del governo, penso che non ci sono le condizioni per approvare il decreto di legge sullo ius soli prima delle vacanze dell’estate. Questa resta comunque una legge giusta”, ha fatto sapere Gentiloni.
La decisione è stata salutata come una vittoria dalla destra in Parlamento, in pole position il leghista Matteo Salvini che ha dichiarato: “In Senato siamo 13 su 300 ma abbiamo fatto il diavolo a quattro e la legge sulla cittadinanza regalata non la possono approvare e ne riparleranno in autunno. Se ci riproveranno torneremo a bloccare il Parlamento e spero che tutte le piazze d’Italia ci diano una mano”.
Ma la vera vittoria è soprattutto di Ap che ha fatto così valere il suo appoggio (mancato) al Governo Dem. Il leader di Alternativa Popolare, il ministro per gli Affari esteri, Angelino Alfano, ha detto che è d’accordo con Gentiloni e saluta “il suo realismo, buon senso e rispetto per chi appoggia il governo”. Alfano afferma che il premier ha gestito molto bene la questione dello ius soli e che i popolari apprezzano molto il suo approccio. Ma ha dichiarato che “su questo provvedimento dato il nostro sì alla Camera e faremo lo stesso al Senato. Con una discussione più serena avremo modo di migliorare i termini del testo, evitando che l’emergenza di questi giorni condizioni il dibattito”.
Mentre il gruppo Forza Italia ha anche applaudito la posticipazione del dibattito, secondo il senatore Paolo Romani. Il deputato Renato Brunetta, invece, considera il rinvio una sconfitta politica dell’ex premier e segretario del Pd, Matteo Renzi.
Mentre sul fronte della Sinistra in Parlamento: Mdp e Sinistra Italiana hanno attaccato a testa bassa l’archiviazione della legge, una scelta, a loro giudizio, frutto di una resa “alla destra” e ai “ricatti dei centristi”.
“Per noi – afferma Roberto Speranza, coordinatore di Mdp – lo ius soli è e resta una priorità. Ogni arretramento o rinvio è un errore. Soprattutto in questo momento. Nessun cedimento culturale alla propaganda della destra”. “Ancora una volta – gli fa eco il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni – a vincere sono le ragioni di una cultura ipocrita e regressiva. Noi continueremo a batterci perché venga approvata al più presto una legge di civiltà”.
Per la prima volta poi il Pd sembrava tutto schierato dalla stessa parte, quella di poter e dover garantire la cittadinanza ai cittadini nati in Italia, ma nonostante tutto i Dem appoggiano la decisione del Presidente Gentiloni. Anche se resta il rammarico per il rinvio della legge, il presidente dei deputati del Pd, Ettore Rosato ha affermato: “Secondo la destra è una vittoria avere negato il diritto di essere italiani a molti bambini che crescono in Italia insieme ai nostri figli, che parlano in dialetto, e fanno vita qui. L’approvazione del decreto sullo ius soli è stata fermata dalla speculazione politica, alla quale purtroppo si è piegata Alternativa Popolare”.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento