mercoledì, 17 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

DONNE AL LAVORO
Pubblicato il 31-07-2017


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Disoccupazione giù a giugno, record donne al lavoro. La disoccupazione cala a giugno, anche tra i giovani, e rimbalza il numero degli occupati, ma soprattutto si segnala l’aumento record delle donne e dei dipendenti a termine. È questo lo stato del mercato del lavoro fotografato dall’Istat. Il tasso di disoccupazione a giugno scende all’11,1%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto a maggio. Dopo l’incremento del mese precedente, la stima delle persone in cerca di occupazione diminuisce del 2% (-57 mila), tornando su un livello prossimo a quello di aprile. La disoccupazione torna a scendere anche tra i giovani, attestandosi al 35,4%, in calo di 1,1 punti percentuali rispetto a maggio. Gli occupati recuperano parzialmente il calo registrato a maggio (-53 mila) e a giugno crescono di 23 mila unità (+0,1%) su base mensile. Aumentano soprattutto i dipendenti a termine che crescono di 37 mila unità in un mese attestandosi a 2.690.000: si tratta del livello più alto dall’inizio delle serie storiche, ovvero dal 1992. Il tasso di occupazione si attesta al 57,8%, in aumento di 0,1 punti percentuali.

Determinante l’occupazione femminile che a giugno sale al 48,8% (+0,2 punti percentuali), toccando il livello più alto registrato dall’inizio delle serie storiche, ovvero dal 1977. Plaude alle “buone notizie”, il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. “Meno disoccupati, anche tra giovani. Aumenta lavoro donne. Fiducia in risultati Jobs Act e ritorno a crescita”, commenta in un tweet. Per il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, “al di là delle oscillazioni mensili – questo mese di segno positivo – il dato incoraggiante è la conferma della costante crescita di medio lungo periodo dell’occupazione e della contestuale diminuzione dei disoccupati e degli inattivi”. Il ministro richiama l’attenzione soprattutto sul calo della disoccupazione giovanile. E assicura: “Perché possa diminuire ancora concentreremo ulteriormente su questo obiettivo gli interventi della prossima legge di bilancio”. In quest’ottica, si fa sempre più strada l’ipotesi di un taglio strutturale del cuneo fiscale per l’assunzione a tempo indeterminato dei giovani: il governo studia un taglio del 50% dei contributi per i primi 2-3 anni. Cauti i sindacati. Per la Cisl, “siamo ancora lontani dal numero di occupati pre-crisi e siamo tra gli ultimi in Europa, soprattutto per l’occupazione femminile e giovanile”.

Per la Uil i dati Istat sul lavoro “confermano come la (troppo) graduale crescita degli occupati vada maggiormente sostenuta e stimolata. Questo per evitare che le imprese tendano a prolungare, impropriamente, il lavoro a termine e per incentivare, con forza, l’occupazione delle ragazze e dei ragazzi”. In una nota il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy, continua affermando che “la parziale ripresina del lavoro ‘giovane’ a giugno è dovuto, anche, a due incentivi ad esso dedicato (bonus giovani e mezzogiorno) e ciò dimostra che strumenti mirati, selettivi e vincolanti per premiare il lavoro a tempo indeterminato possono funzionare sempre se accompagnati da politiche economiche espansive”. E la Cgil mette in guardia: “I dati diffusi oggi confermano, purtroppo, che la ripresa occupazionale e’ principalmente fondata sull’estrema precarizzazione dei nuovi rapporti di lavoro”. Per Confcommercio, invece, “il modesto aumento degli occupati di giugno rappresenta, comunque, per il mercato del lavoro un recupero quasi completo dei livelli persi durante la doppia crisi: all’appello mancano, tuttavia, 230mila occupati per raggiungere il massimo storico di aprile 2008”.

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