lunedì, 18 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Libia. L’Eni incontra al Serraj per il progetto sul gas
Pubblicato il 31-07-2017


de scalziL’Italia prova ancora a rivalersi sulla Libia, nonostante l’iniziativa francese, ma stavolta è spalleggiata dall’Eni, presente nel territorio dal 1959, dove attualmente produce oltre 350.000 barili al giorno di olio equivalente. L’AD dell’Eni, Claudio Descalzi ha incontrato il presidente della Libia, Fayez al-Sarraj e il numero uno della società energetica pubblica Noc, Mustafa Sanalla.
Durante l’incontro si è discusso anche della seconda fase di sviluppo del campo di Bahr Essalam, uno dei più grandi giacimenti in Libia e importante fonte di approvvigionamento di gas per il Greenstream. Questa fase prevedrebbe il completamento di 10 pozzi offshore, di cui 9 già perforati nel 2016 e per cui Eni si è aggiudicata il contratto di fornitura e installazione delle strutture. Il primo gas è previsto per il 2018.
“Il colloquio, incentrato principalmente sulle attività correnti di Eni nel paese, si è focalizzato su possibili futuri sviluppi, in particolare nel settore del gas. Eni è infatti il principale fornitore di gas del Paese, 20 milioni di metri cubi al giorno alle centrali elettriche, nonché il maggiore produttore di idrocarburi straniero in tutte le regioni della Libia”, si legge nel comunicato Eni.
In mano al cane a sei zampe sono da citare i giacimenti di Abu Attifel e NC-125 oltre a quello di Nakhla (C97) diviso però con Wintershall e Gazprom. A questi si aggiungano anche i campi petroliferi di El Feel (Elephant, la cui produzione ha visto diverse sospensioni a causa della guerra civile che ha costretto alal chiusura anche di altre zone di estrazione) e quelli di gas di Wafa e Bahr Essalam (scoperti nel 2015) oltre agli off-shore di Bouri.
L’attività di gas si esplica attraverso il gasdotto Green Stream per l’importazione del gas libico prodotto dai giacimenti di Wafa e Bahr Essalam operati da Eni. Nel 2016 l’attività produttiva in Libia è stata in linea con quanto pianificato e l’equity di Eni nel paese è stata di 352 mila boe/giorno, il livello più elevato dal 2010, la Libia rappresenta ben il 20% dell’intera produzione Eni.

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Commenti all'articolo
  1. È atteso per oggi martedì 1 agosto il via libera della Camera al piano del governo Gentiloni per la Libia in risposta a una richiesta d’aiuto del premier Sarraj. “Secondo fonti diplomatiche libiche che conoscono il testo, Tripoli chiede all’Italia sostegno navale logistico, attrezzatura, risorse tecnologiche, personale, per fermare le migrazioni clandestine” scrive La Stampa. Le operazioni, viene inoltre spiegato, sarebbero gestite in concerto dagli italiani e da ministero dell’Interno e Guardia Costiera libica. A Tripoli però c’è chi si oppone fortemente a quest’operazione, considerandola una violazione della sovranità nazionale. “Se all’Italia per procedere occorre il voto del Parlamento, anche il Parlamento libico dovrebbe essere interpellato. Sarraj potrebbe finire in un bel pasticcio se la missione prendesse il via” afferma tra gli altri Guma al-Gamaty, leader del partito libico Taghyeer.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

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