domenica, 19 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Liu Xiaobo, Locatelli: “Forte attenzione ai diritti umani”
Pubblicato il 14-07-2017


Liu Xiaobo Dopo la morte del premio Nobel per la pace e dissidente cinese Liu Xiaobo, deceduto ieri
per un cancro al fegato, e le critiche rivolte a Pechino per non aver consentito le cure all’estero, gli Stati Uniti e l’Unione europea fanno pressioni sul presidente cinese Xi Jinping perché lasci libera di lasciare il Paese la vedova di Liu, la poetessa Liu Xia, che è agli arresti domiciliari dal 2010.

Il premio Nobel conferito a Liu Xiaobo non è mai stato digerito dai cinesi. La Cina ha protestato formalmente con diversi paesi per “i commenti irresponsabili” di leader stranieri sulla morte del premio Nobel Liu Xiaobo. “Ogni paese deve essere consapevole di quello che dice e chi lo dice, abbiamo presentato solenni rimostranze contro questi paesi, che sono più d’uno”, ha detto Geng Shuang, portavoce del ministero degli Esteri cinese. Le proteste sono state presentate, fra gli altri, a Germania e Stati Uniti, oltre che all’Onu.

Condannato nel 2009 a 11 anni di carcere per “istigazione alla sovversione dello Stato”, il dissidente cinese Liu Xiaobo ha ottenuto il premio Nobel per la pace mentre era in carcere. Il 26 giugno è stata annunciata la sua scarcerazione per poterlo sottoporre a cure mediche per un tumore al fegato in fase terminale. Liu si è spento ieri in un ospedale del nord della Cina, dopo che era stata respinta la sua richiesta di farsi curare all’estero. Liu sperava di poter portare con sé in un altro paese la moglie Liu Xia, agli arresti domiciliari dal 2010. Diversi paesi hanno chiesto ieri che la donna sia liberata e ottenga il permesso di viaggiare all’estero.

Profonda tristezza per la morte di Liu Xiaobo è stata espressa da Pia Locatelli, capogruppo socialista alla Camera. “Quando si parla – ha detto intervenendo alla veglia in memoria del premio Nobel che si è svolta di fronte alla Rappresentanza cinese alle Nazioni Unite – di paesi come la Cina ci concentriamo solo sugli aspetti economici e commerciali, dimenticando le violazioni dei diritti umani e civili. Forse avremmo dovuto fare di più per ottenere la sua liberazione. Sono qui – ha aggiunto – per ricordare, ma anche per mantenere alta l’attenzione sul rispetto dei diritti umani che vengono ancora violati in molte parti del mondo” .

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