venerdì, 17 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Fascismo. Nencini: “I due ‘Di’ del M5S vengono da lì”
Pubblicato il 10-07-2017


di-battista-di-maioÈ scontro sulla proposta di legge presentata da Emanuele Fiano che introduce nel codice penale il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista. La legge approda oggi all’aula della Camera per la discussione generale e in settimana è atteso il voto. Ma M5s in commissione Affari costituzionali ha dato parere negativo al testo, definendolo “liberticida”. Immediata la reazione del segretario dem Matteo Renzi: “Liberticidà era il fascismo non la legge sull’apologia del fascismo. Bisogna dirlo al M5s: era il fascismo liberticida. Almeno la storia!” scrive Renzi suoi profili social. E il segretario del Psi Riccardo Nencini, attacca con un post su Facebook: “I grillini non ritengono reato l’apologia del fascismo. Per forza, i vertici vengono da lì. Chiedi ai due ‘Di'”.

L’articolo unico della pdl Fiano introduce nel codice penale il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista punibile con la reclusione da 6 mesi a 2 anni. Le condotte penalmente rilevanti sono individuate nella propaganda di immagini o contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco o delle relative ideologie, anche solo con la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni che raffigurino persone, immagini o simboli chiaramente riferiti a questi partiti o ideologie; nel richiamare pubblicamente la simbologia o la gestualità del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco ovvero delle relative ideologie. Costituisce aggravante del delitto la propaganda del regime fascista e nazifascista commessa con strumenti telematici o informatici. L’aggravante riguarda quindi sia i siti Internet con contenuti di propaganda delle ideologie fasciste e nazifasciste sia il merchandising online dei gadgets e degli altri beni chiaramente riferiti al partito e all’ideologia fascista o nazifascista.

Nel parere contrario M5s sottolinea come la legge faccia divenire penalmente rilevanti anche “condotte meramente elogiative, o estemporanee che, pur non essendo volte alla riorganizzazione del disciolto partito fascista, siano chiara espressione della retorica di tale regime, o di quello nazionalsocialista tedesco” e dunque “il provvedimento in esame si palesa quale sostanzialmente ‘liberticida’”. “L’approvazione del provvedimento determinerebbe, quindi, l’entrata in vigore di una norma illegittima ed in parte priva di concreti effetti, se non, in alcuni casi, in merito all’abbassamento delle pene edittali” e dunque M5s ha espresso parere contrario. Ma il Pd ha reagito duramente, prima attraverso lo stesso Fiano, poi con le parole di Renzi.

Il M5s replica al Pd chiarendo: “L’antifascismo è un valore fondante della nostra Costituzione e del nostro Paese”. “Un principio – scrive il capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera Simone Valente – che non può mai essere dimenticato né messo in discussione, rispetto al quale non è neppure ipotizzabile un passo indietro. Gli attacchi odierni nei nostri confronti che provengono dal Pd sono puramente strumentali. Non permettiamo a nessuno di mettere in discussione principi fondanti della nostra storia e della nostra identità”.

Mentre Fi, con il capogruppo alla Camera Renato Brunetta, pungola il Pd: “Perché non introdurre nella legge Fiano anche l’apologia di comunismo? La storia va letta a 360gradi, non in un’unica direzione”.

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Commenti all'articolo
  1. Accadde oggi. Settantasei anni fa Il pogrom di Jedwabne (conosciuto anche come massacro di Jedwabne) ,un pogrom effettuato nel villaggio e nelle vicinanze di Jedwabne, in Polonia, e scatenato contro gli abitanti ebrei della zona nel luglio 1941, durante la Seconda guerra mondiale.
    Il 10 luglio 1941, sotto ordini dei soldati tedeschi, gli abitanti non-ebrei di Jedwabne circondarono i loro vicini ebrei e tutti coloro che riuscirono a trovare. Il gruppo venne condotto nella piazza di Jedwabne, dove venne assalito e picchiato. Cinquanta ebrei, tra i quali il rabbino della locale comunità ,vennero uccisi e gettati in una fossa comune. Successivamente la maggior parte degli ebrei rimasti in vita dopo le violente percosse e che ancora si trovavano sulla piazza, vennero rinchiusi in un granaio al quale venne appiccato il fuoco; morirono bruciati vivi.

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