martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Macron pacifica la Libia e ridicolizza Alfano
Pubblicato il 26-07-2017


Emmanuel Macron sembra essere riuscito a portare la pace laddove Nicolas Sarkozy portò solo la guerra trascinando tutta l’Europa in una avventura sino a poche ore fa senza soluzione. L’Italia resta ai margini, esattamente come ai tempi del governo di Silvio Berlusconi che a Gheddafi baciava le mani mentre il collega francese dell’epoca ridacchiava di lui in pubblico con Angela Merkel preparandosi a bombardare Tripoli e il dittatore senza avere una soluzione politica adeguata per il dopo. Ovviamente le opposizioni faranno il tiro al bersaglio sul governo Gentiloni. Ma è evidente che poco possono dire gli “eroi” del centro-destra (come la Meloni o Salvini) che erano al governo con Berlusconi quando venimmo ugualmente umiliati come nazione. Gli unici che possono legittimamente chiosare il comportamento del governo sono i pentastellati, non coinvolti oggi e non coinvolti ieri. La realtà, però, è molto semplice. Da tempo la politica estera dell’Italia è debole, guidata con scarsa autorevolezza, priva di una visione strategica. E pensare che tutto questo possa essere garantito da una figura criticabile e sbiadita come Angelino Alfano è esercizio veramente complicato e destinato a essere coronato da insuccesso. Per altre umilianti storie uno come l’attuale ministro degli esteri avrebbe dovuto abbandonare volontariamente la poltrona del Viminale. È evidente che anche in questo caso solo le dimissioni gli restituirebbero un minimo di dignità. Ma si guarderà bene dal presentarle. E noi continueremo a essere insieme a lui irrilevanti in Europa e ancor di più nel mondo.

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Commenti all'articolo
  1. Prendersela con Alfano serve a poco.
    Che non ci fosse un’idea, anche leggera, di una linea politica in Renzi, i più accorti se n’erano subito resi conto.
    Cosa rivela il colpo di Mano di Macron?
    Che mentre l’Italia restava fedele alla linea USA – che ci impediva di operare su tutti e due i fronti – la Francia (già ancora quella del “compagno” Hollande) operava per tornare a mettere le mani sullo scacchiere libico.
    Ora l’impedimento ai migranti di passare il confine di Ventimiglia assume un aspetto del tutto più significativo: quanta parte del petrolio che finora ha estratto l’Eni dovrà passare alla Total affinché possiamo ripagare il “gentil dono” dai francesi che ci permetterà di avere meno migranti nei nostri porti?

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