domenica, 19 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Mayer contro Mayer. Finale tra lacrime
e commozione
Pubblicato il 31-07-2017


Leonardo Mayer

Leonardo Mayer

Tennis, una settimana dopo si gioca negli stessi posti con ordini inversi. In Svizzera scendono in campo gli uomini a Gstaad; in Svezia, a Bastad, invece, è la volta delle donne. In più, nel periodo dell’attentato terroristico (seguito da quello di Ginevra), anche Amburgo vede impegnati i tennisti in un Atp inedito, per la serie Kramer contro Kramer: Germania vs Argentina, per due omonimi a contendersi un titolo un po’ particolare, reso speciale da un “fiocco azzurro”. La finale dell’Atp di Amburgo, infatti, vedeva opposti i due Mayer del torneo: Leonardo (l’argentino) e Florian (il tedesco). Sarà il primo a vincere, dedicando questa coppa al figlioletto che con la moglie assisteva al match in prima fila; visibilmente commosso (in lacrime) ed emozionato, non ha potuto che esprimere la sua doppia gioia per aver trionfato qui e sotto gli occhi di suo figlio. Lucky loser, fortunato lo è stato davvero, dunque, a riuscire a portare a casa il titolo in un torneo così importante. Ma anche molto abile. Entusiasmante la finale. Leonardo non solo ha giocato bene per tutto il torneo, ma è stato protagonista di una finale strepitosa contro Florian Mayer, che le ha provate davvero tutte: ha tentato di attaccarlo, di mettergli pressione, ma veniva passato; ha cercato di sorprenderlo con palle corte, ma Leonardo ci arrivava ed era lui a sorprenderlo con trovate e contro-smorzate eccezionali. Eccellenti, sicuramente, le finte di rovescio, che Florian fingeva di tirare normalmente o in back o in lungolinea, per tentare poi la palla corta; ma i fondamentali e il gioco messo in campo da Leonardo sono stati di qualità superiore: più potenti e più precisi. Semplicemente più ispirato e in forma, rispetto a un Florian apparso più stanco, ma che ha lottato tanto, portando la partita al terzo set, quando ormai sembrava chiusa. Veniva da una semifinale che ha visto il ritiro di Kohlschreiber, ma non è bastato. Non è stato sufficiente neppure l’alto livello di tennis espresso in tutti gli altri match. 64 46 63 il risultato finale, di un incontro che ha entusiasmato il pubblico, esploso in un lungo applauso al termine dello stesso, quasi in una sorta di standing ovation, a ringraziare l’impegno dei due tennisti che si sono spesi generosamente. Primo titolo da papà (di Federico, avuto da Flavia Pennetta come noto) anche per l’azzurro Fabio Fognini all’Atp di Gstaad. Torna a vincere dopo il trofeo conquistato nel 2016 ad Umago (che quest’anno non gli ha portato altrettanta fortuna, dove ha perso dal giovane Rublev). Ottiene una wild card d’oro, dunque, la testa di serie n. 4. Tutto facile, fin troppo, per lui contro il qualificato tedesco Yannick Hanfmann, numero 170 Atp. Fabio rischia di deconcentrarsi. Parte bene e si porta sul 4-1, ma si fa recuperare sino al 4-4 per poi fare di nuovo break e chiudere 6/4; intanto l’avversario entra in partita e il match si fa sempre più lottato ed equilibrato. Il secondo set si chiuderà con un 7/5 insidioso: pericolosi soprattutto i kick di servizio ad uscire sul lato sinistro, che spingono il ligure fuori dal campo, che prende le misure; tiene bene lo scambio, aspettando e costringendo l’avversario all’errore, soprattutto con il suo rovescio e tentando anche delle smorzate. Sicuramente da sottolineare lo scenario idilliaco che li circondava: tanto verde e casette di legno, come baite di montagna circondate da monti floridi, a dare un senso di pace e poi il volo di aeroplani con la bandiera svizzera a disegnare in cielo un cuore. Non è mancato il vento, che ha fatto volare l’ombrellone del giudice di sedia, subito prontamente afferrato e chiuso. Episodi curiosi che hanno rallegrato un po’ l’atmosfera.

Particolare anche la finale del Wta di Bastad, in Svezia. Tra la danese Caroline Wozniacki e la ceca Katerina Siniakova. Sarà quest’ultima ad avere la meglio, ma molte e troppe le occasioni sciupate dall’ex numero uno. Caratteristico, soprattutto, il time out medico per due chiesto (contemporaneamente) da entrambe: per il polso sinistro, anche se è parso accusasse dolore e fastidio anche alla mano destra durante il servizio, per la Wozniacki; al tricipite del braccio destro (visibilmente già fasciato) per la Siniakova. La ceca ha chiuso per 6/3 6/4, ma complice una danese molto fallosa e “sciupona”: nel primo set si procedeva in equilibrio e la strada sembrava quella dell’essere destinata al tie-break; invece, sul 4-3 (dopo aver già recuperato dal 4-1), con un doppio fallo orrendo, la Wozniacki ha regalato il primo parziale alla giovane avversaria. Poi l’interruzione per time out medico (dopo quella per pioggia). La danese sembra partire bene e va subito 3-1 nel secondo set, ma non sfrutta l’occasione per dare il colpo definitivo alla ceca, un po’ spaesata e sorpresa, per allungare al terzo set l’incontro; ed è di nuovo parità sino al break decisivo per chiudere 6/4: ma molte le palle del set point e i match point annullati. Comunque positiva la notizia del ritorno di Caroline, che gioca un buon tennis anche se a tratti appare un po’ confusa e in difficoltà. Sicuramente non al 100%, forse per lei si tratta solo di recuperare il top della forma fisica per diventare ancora una volta, di nuovo, competitiva come un tempo, quando raggiunse la vetta del ranking mondiale. Forse l’interruzione pe pioggia non le ha giovato, ma sicuramente è stata la rapidità di gioco (in pressione) della Siniakova a creare problemi alla danese, togliendole ritmo, continuità e regolarità con la sua solidità.

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