giovedì, 21 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Migranti. Non ci saranno sbarchi in Francia
Pubblicato il 03-07-2017


minniti 2Roma chiama, l’Europa prova a rispondere sull’emergenza migranti. Ieri a Parigi il ministro degli Interni italiano, Marco Minniti durante il vertice con i suoi omologhi di Germania e Francia, Gérard Collomb e Thomas de Maizière, ha ribadito la richiesta da parte del nostro Paese di una più equa distribuzione dei migranti in arrivo, con forme di ricollocamento in destinazioni diverse dall’Italia. Presente all’incontro anche con il commissario europeo per gli Affari interni Dimitri Avramopoulos, e con il quale i tre ministri hanno stilato un documento che l’Italia presenterà giovedì a Tallin in Estonia all’incontro dei ministri degli Interni di tutti e 28 i paesi Ue. Il testo, che ha l’appoggio di Parigi e Berlino, vede tra i punti qualificanti la regolamentazione delle azioni e dei finanziamenti delle Ong e più fondi per consentire alla Libia il controllo delle coste. Sul primo capitolo si innesta la necessità di dare un ruolo più forte di coordinamento alla Guardia costiera. Non sarà facile imporre una linea in un’Europa con paesi refrattari, finora, a una collaborazione fattiva, che chiedono – Francia compresa – di distinguere bene tra migranti economici e rifugiati, visto che solo questi ultimi hanno realmente diritto a una protezione.
“È buono L’accordo raggiunto sui migranti a Parigi: rafforzare la strategia sui rimpatri, sostegno alla guardia costiera libica, riallocazione dei migranti, codice di condotta per le ONG. E chi vive tra noi, aggiungo, deve giurare sulla nostra Costituzione”, afferma Riccardo Nencini, segretario PSI. Tra i punti dell’accordo di Parigi anche un codice di condotta per le Ong, sostegno anche economico alla Guardia costiera libica per monitoraggio coste, aiuti all’Oim e all’Unhcr affinché i centri in Libia rispondano agli standard internazionali per condizioni di vita e di diritti umani. Rafforzare la strategia europea sui rimpatri, incrementare i tassi di riammissione, attuare pienamente lo schema della relocation concordato a livello UE per rafforzare la riallocazione delle persone che necessitano di protezione. Inoltre contribuire ad organizzare un’area di soccorso e salvataggio (Sar) per la Tunisia; e cambiare la regola in base a cui le navi delle organizzazioni non governative sbarcano i migranti a bordo dei mezzi di EunavforMed Sophia, che rappresentano il 35-40% della flotta in mare che fa ricerca e salvataggio. Nella bozza è previsto anche un miglioramento della collaborazione tra Italia e Malta nelle operazioni di soccorso, che tuttavia, si sottolinea, non significa che i migranti saranno sbarcati sull’isola.
Ma a proposito delle ONG la Caritas italiana, a nome di Oliviero Forti, responsabile dell’area immigrazione, ha affermato: “Continua la delegittimazione, anche se indiretta, delle Ong. Temiamo non si vogliano avere soggetti indipendenti in mare per verificare l’operato della guardia costiera libica, al momento sotto osservazione della Corte di giustizia europea per questioni legate a crimini contro l’umanità, tra cui il caso dell’affondamento di un barcone sparando in aria”. Poi si parla di esternalizzazione delle frontiere in Libia, “un piano per noi inaccettabile dal punto di vista dei diritti umani” sottolineano alla Caritas.
Ma a intervenire è stato anche il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni alla Conferenza Fao rimette in primo piano il ruolo del nostro Paese in materia di immigrazione: “L’Italia intera è mobilitata nell’accoglienza dei migranti e chiede condivisione in questa opera, necessaria se l’Europa vuole mantenere fede ai propri principi, storia e civiltà e necessaria all’Italia per evitare che la situazione divenga insostenibile e alimenti reazioni ostili nel nostro tessuto sociale che finora ha reagito in modo esemplare dimostrando capacità di accoglienza e coesione”.
Tuttavia le prospettive sembrano solo quelle dei respingimenti, Andres Anvelt, il ministro degli Interni estone, ha messo le mani avanti, sottolineando che “non daremo nessuna risposta” ma “ascolteremo l’Italia, per vedere come affrontare la questione della protezione delle frontiere, dei porti e le relazioni con la Libia”. Inoltre alcune fonti francesi hanno ribadito che nella riunione di ieri sera a Parigi il governo francese abbia chiaramente rifiutato l’ipotesi di sbarchi di migranti nei porti del Paese. C’è sì un accordo di massima su un codice di condotta per le Ong – codice che dovrà preparare l’Italia – ma a quanto pare non ci sarebbe nessuna intesa sulla possibilità che la Marina italiana dirotti le navi verso altri Paesi europei.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento