venerdì, 18 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

Migranti. Dietrofront Austria, rientra allarme della Lega
Pubblicato il 05-07-2017


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Dopo le tensioni di ieri, oggi Vienna chiarisce la sua posizione con Roma. Dopo essere stato convocato l’ambasciatore austriaco a Roma ha infatti rappresentato al ministero la posizione secondo la quale i preparativi per controlli di frontiera al Brennero “sono misure di pianificazione e di preparazione in caso di emergenza”. Così come affermato da un portavoce del ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz all’agenzia Apa. Stamattina inoltre il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha avuto un colloquio telefonico con il Cancelliere austriaco Christian Kern che ha affermato: “Al momento l’Austria non eseguirà alcun controllo ai confini del Brennero e non sta per ricorrere all’impiego dell’esercito nell’immediato”. “La collaborazione tra le forze di polizia produce ottimi frutti e si basa sul rispetto da entrambe le parti delle regole europee, senza alcun bisogno di truppe o mezzi militari da schierare alla frontiera”, fanno sapere da Palazzo Chigi. In questo modo rientra anche l’allarme politico della Lega già pronta a cavalcare la protesta. “Dopo la decisione del governo austriaco di inviare i militari e i carri armati al Brennero per il controllo del territorio, a causa dell’incapacità italiana di gestire il problema dei profughi, la Lega Nord del Trentino Alto Adige Südtirol organizza venerdì 7 alle ore 11.30 un presidio sul
confine di stato del Brennero”. Aveva detto Maurizio Fugatti, segretario Lega Nord Trentino Alto Adige Südtirol. Il sindaco di Brennero Franz Kompatsche ha infatti affermato: “Non vedo, al momento, nessuna emergenza. Ci sono pochissimi profughi, abbiamo vissuto altri tempi emergenziali, al momento quello che dicono mi sembra esagerato”.
Inoltre l’esercito segnalato ieri al Brennero è stato bollato da Vienna come un “equivoco” il rafforzamento dei controlli al confine col Brennero annunciati ieri farebbero parte della strategia politica del nuovo leader del centrodestra Kurz, in vista delle elezioni del 15 ottobre, un modo per togliere consensi all’estrema destra dell’FPOE.

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Commenti all'articolo
  1. Non si può “rispondere in positivo” alla domanda “antisemitismo e islamofobia: due facce della stessa medaglia?”. Ad affermarlo in modo chiaro, la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni nel corso del convegno tenutosi ieri l’altro a Palazzo Marino a Milano che gravitava proprio attorno a questo interrogativo. Un’iniziativa organizzata da Daniele Nahum assieme alla Coreis (Comunità religiosa islamica italiana) nella prestigiosa Sala Alessi del Comune di Milano – che ha dato il patrocinio all’evento – e che si è aperta con i saluti del sindaco Giuseppe Sala. “È necessario riflettere a partire da questo interrogativo”, ha affermato Sala, ricordando che “i sindaci delle grandi città metropolitane si interrogano su come garantire i sevizi ai cittadini, ma anche sul futuro della vita sociale” che passa dall’integrazione, da una “nuova forma di multiculturalismo” e dal rispetto dei principi sanciti dalla Costituzione. “Devono essere rispettati da tutti sia i diritti sia i doveri di cittadinanza” stabili nella Carta costituzionale, ha ricordato il sindaco, parlando di Milano come di un laboratorio e di un modello possibile di convivenza per il resto del Paese.
    Folto il numero degli interventi, tra cui in apertura quello dell’imam Yayha Pallavicini, presidente del Coreis, che ha ribadito come antisemitismo e islamofobia “non sono due facce della stessa medaglia, e vanno effettivamente evitate confusioni”.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

    • Compagno Andrea, non so in Italia, ma in Ungheria dove ancora abito, antisemitismo e islamofobia sono proprio le due facce della stessa medaglia. Quelli che odiano gli ebrei odiano anche i musulmani.
      Cordiali saluti, Mario.

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