giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Migranti: Frontex, lavoriamo per migliorare Triton
Pubblicato il 12-07-2017


frontexNella riunione di ieri a Varsavia Frontex ha deciso di “vedere come il piano operativo di Triton può essere adattato, emendato, migliorato e come la solidarietà dell’Ue può essere rafforzata per aiutare l’Italia a far fronte alla pressione nel Mediterraneo centrale”. Lo ha detto il direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri, in un’audizione davanti all’Europarlamento sulla crisi dei migranti. “L’Italia è in prima linea, ma l’Italia ha anche il sostegno dell’Ue grazie all’operazione Triton”, ha ricordato Leggeri, spiegando che sono dispiegate 12 imbarcazioni, 5 mezzi aerei e 400 funzionari o guardiacoste.

L’incontro di Varsavia è stato richiesto dall’Italia “per discutere possibili emendamenti” al piano operativo della missione Triton, ha spiegato Leggeri. “Una delle conclusioni più importanti dell’incontro è che sarà creato un gruppo di lavoro” per discussioni bilaterali a livello tecnico tra Italia e Frontex per poi far “circolare le proposte tra gli altri Stati membri”. Durante la riunione di Varsavia si è anche parlato dei rimpatri dei migranti illegali presenti in Italia. “Gli Stati membri sono pronti a sostenere l’Italia con operazioni rapide di rimpatrio”. Infine, Frontex si è detta disponibile a “contribuire” al codice di condotta per le Ong che operano nelle operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale “con la sua expertise nel settore della gestione delle frontiere e del Search and Rescue”, ha detto Leggeri.

Secondo il direttore di Frontex, il codice di condotta su cui stanno lavorando Italia e Commissione può essere “rilevante”. Per quanto riguarda la disponibilità degli altri paesi ad accoglier gli sbarchi Leggeri ha detto di aver “sentito la richiesta dell’Italia, ma non ho registrato alcuna disponibilità da parte degli altri Paesi ad accogliere sbarchi di migranti nei loro porti”. Già nei giorni scorsi, e in particolare in occasione del Consiglio dei ministri degli Interni Ue di Tallinn, la scorsa settimana, diversi paesi avevano espresso dubbi e perplessità, se non un’aperta opposizione, all’idea italiana di chiedere che anche altri porti europei accolgano le imbarcazioni delle operazioni Ue che salvano migranti nel Mediterraneo centrale. Secondo la richiesta presentata formalmente ieri dall’Italia alla riunione del Consiglio di gestione di Frontex a Varsavia, il nuovo piano operativo per l’operazione Triton, che a fine 2014 ha sostituito quella nazionale Mare Nostrum, dovrebbe prevedere proprio questa possibilità: l’utilizzo di porti di altri paesi Ue oltre che di quelli italiani in caso di flussi massicci di migranti. Ma, come ha spiegato Leggeri, tale piano “deve essere concordato fra Italia, altri Stati e Frontex e gli Stati che partecipano devono essere d’accordo con il piano operativo”, che devono approvare “all’unanimità”. Cosa alquanto difficile.

Infatti l’ipotesi di consentire alle navi dell’operazione Triton di sbarcare i migranti in porti diversi da quelli italiani è “una questione complessa per diverse ragioni, soprattutto politiche, e non spetta a Frontex risolvere problemi politici”, ha aggiunto Leggeri a margine dell’audizione. “Frontex si occupa delle questioni operative e giuridiche”, ha spiegato. “Le autorità italiane hanno formulato la richiesta”, ha continuato, “ma un piano operativo deve avere l’accordo di tutti i Paesi partecipanti all’operazione Triton, all’unanimità. Non è solo una questione fra Italia e Frontex”.

Secondo Leggeri, per settembre sarà pronta la proposta per “adattare e migliorare il piano operativo” dell’operazione Triton. “In un primo tempo, senza indugi, Italia e Fronte lavoreranno insieme al miglioramento e adattamento del piano operativo. Spero che in settembre avremo qualcosa da presentare agli altri Stati dell’Unione europea e di Schengen per vedere la loro reazione e capire se sono d’accordo a partecipare alla missione anche con un nuovo piano operativo”

A fare polemica ci pensa Luigi Di Maio, deputato M5S e vicepresidente della Camera, che oggi si trova a Bruxelles. “Stiamo incontrando – ha scritto su Facebook – il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri. Ci ha confermato, dopo averlo chiarito anche in audizione al Parlamento Ue, che Triton, voluta da Renzi, prevede che tutti i migranti siano portati in Italia”. “Questa è la verità – ha aggiunto – ci hanno svenduti per 80 euro trasformandoci nel più grande porto d’Europa, pensando di poterci trattare come gli scemi, convinti che saremmo rimasti in silenzio. Ma hanno fatto male i loro calcoli, ora i nodi sono venuti al pettine e presto o tardi ne risponderanno davanti al Paese”. E continua: “Il movimento 5 stelle è pronto a depositare una mozione di sfiducia” contro il governo colpevole di avere firmato con Frontex l’accordo perché Triton sbarcasse solo nei porti italiani i migranti. “Quello che era il ministro degli Esteri nel governo Renzi ed ora è il primo ministro, Paolo Gentiloni, deve venire in parlamento a riferire”.

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