martedì, 25 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Mps: 5.500 dipendenti e 600 filiali in meno
Pubblicato il 05-07-2017


MPSSeimila esuberi, 600 filiali in meno, 500 assunzioni. In cambio della ricapitalizzazione da 8,1 miliardi di euro, con un intervento pubblico da 5,4 miliardi, arrivano i tagli. Il piano di salvataggio del Monte dei Paschi di Siena 2017-2021 prevede che a fine periodo i dipendenti del gruppo scenderanno dai 25.566 del 2016 ai 20.065 nel 2021. Dei 5.500 in meno, 4.800 usciranno attraverso l’attivazione del Fondo di solidarietà, 450 tramite la cessione o la chiusura di attività, i restanti 750 con il turnover fisiologico (pensionamenti). “Il piano non prevede licenziamenti”, anzi, “abbiamo previsto 500 assunzioni e questo è un segnale importante”, ha spiegato l’amministratore delegato Marco Morelli, che ha ricordato come i mesi trascorsi prima del via libera dell’Unione europea al piano, più che in una banca, è come essere stati “in un pronto soccorso: abbiamo vissuto in una situazione in cui ogni ora c’era un’emergenza, un’esigenza diversa. Abbiamo lavorato come si lavora in un reparto d’urgenza, speriamo nel frattempo di aver salvato il più possibile”. Finita la fase “della chirurgia d’emergenza”, si punta adesso alla gestione operativa di tipo industriale e commerciale, con la “fiducia che a questo punto la banca può recuperare masse e quote commerciali perse, andarsi a riprendere clienti e depositi”, attraverso un piano che Morelli, oltre che di ristrutturazione, è di “rilancio e ripresa” per consentire al Monte di riprendere “un cammino tranquillo”.

Parte saliente del progetto di risanamento è rappresentato dallo smaltimento delle sofferenze lorde per 28,6 miliardi, di cui 26,1 attraverso la cartolarizzazione, più 2,5 miliardi costituito da crediti unsecured tramite procedure dedicate. Al fondo Atlante 2 verrà ceduto il 95% delle tranche mezzanine e junior a un prezzo pari al 21% del loro valore lordo. Fatti i conti con il taglio dei costi (oltre al personale, le filiali si ridurranno da 2000 a 1.400) e la pulizia del bilancio con lo smaltimento degli npl, ci si concentrerà su “4 pilastri” in grado di portare l’istituto ad avere un utile di 1,2 miliardi di euro con un ritorno sul capitale al 10,7% a fine periodo. Il primo pilastro poggia le sue fondamenta nella piena valorizzazione della clientela retail e small business grazie a un nuovo modello di business semplificato e altamente digitalizzato; quindi verrà rinnovato il modello operativo, con un focus continuo sull’efficienza, che porterà a un target di cost/income ratio inferiore al 51% nel 2021 e a una riallocazione alle attività commerciali delle risorse impegnate in attività amministrative; oltre a una gestione del rischio di credito (il terzo pilastro) radicalmente migliorata. Infine, si prevede una rafforzata posizione patrimoniale e di liquidità, con target al 2021 che include un Cet1 al 14,7%. A portare a compimento il risanamento della banca ci pensera’ lo stesso Morelli: “Resto l’amministratore delegato”, anche se “il mio mandato è a disposizione del nuovo azionista (il Tesoro, ndr.) in qualunquemomento”, e, come aveva affermato in precedenti occasioni, persino con uno stipendio che, a seguito dell’ingresso dello Stato nel capitale della banca, sarà decurtato del 70% a 466 mila euro lordi. Il nuovo business plan (“una pietra miliare”) dovrà andare bene per forza, anche perchè, ha assicurato l’Ad, “non esiste un piano ‘B'”.

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