venerdì, 21 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Nuovi Voucher, Istruzioni per l’uso
con le nuove regole
Pubblicato il 31-07-2017


Voucher

ISTRUZIONI PER L’USO CON LE NUOVE REGOLE

Dai consulenti del lavoro arrivano le istruzioni per l’uso sui nuovi voucher. “Il decreto legge numero 2853, di conversione del decreto legge 50 del 2017, copre il vuoto normativo -si legge nella circolare n.8/2017 della Fondazione Studi consulenti del lavoro- creatosi dopo la soppressione dei voucher. Ora, infatti, per le prestazioni di lavoro occasionale vengono introdotte due modalità di occupazione dei lavoratori, che vedono applicare regole differenti a seconda delle caratteristiche dell’utilizzatore del buono lavoro e delle attività prestate. In pratica, le persone fisiche che utilizzano prestazioni limitatamente ad alcune attività, non incluse nell’esercizio di attività professionale o d’impresa, possono utilizzare il ‘libretto di famiglia’; in tutti gli altri casi, invece, è previsto il contratto di prestazione occasionale”.

“Questa forma semplificata -spiega- per la gestione del lavoro accessorio che si esplica attraverso il ‘libretto di famiglia’ interessa in particolar modo chi svolge piccoli lavori domestici, di giardinaggio o manutenzione oppure chi svolge assistenza domiciliare a bambini, persone anziane, ammalate o con disabilità, oppure per attività di insegnamento privato supplementare”.

E nella circolare “si precisano non solo le attività per le quali è possibile richiedere prestazioni di lavoro occasionale con il libretto di famiglia, ma anche gli adempimenti che il prestatore e l’utilizzatore devono rispettare”.

Entrambi, infatti, prosegue, “devono preliminarmente effettuare la registrazione sulla piattaforma telematica Inps, che sarà disponibile dal prossimo 10 luglio”. “La registrazione – sottolinea – è indispensabile sia per permettere agli utilizzatori di richiedere il libretto di famiglia, sia per consentire all’Inps di identificare il prestatore quale soggetto destinatario delle prestazioni ai fini assicurativi e per il pagamento dei compensi”.

“L’Istituto, infatti, utilizzerà i dati -chiarisce la circolare- per l’accredito delle spettanze e dei contributi previdenziali, assistenziali e assicurativi a favore del prestatore. L’utilizzatore, inoltre, dovrà sempre transitare dalla piattaforma telematica Inps per il pagamento del libretto di famiglia, per ulteriori richieste di libretti nominativi prepagati e per effettuare la comunicazione mensile”.

“Questa, infatti, deve avvenire -conclude- entro il giorno 3 del mese successivo a quello in cui è stata svolta la prestazione lavorativa con la finalità di fornire all’Inps le informazioni necessarie per procedere al pagamento delle prestazioni e all’accredito dei contributi”.

Ecco le novità, in base alla circolare e alle procedure illustrate dall’Istituto di previdenza.

Chi li usa, da colf a badanti, da imprese a PA e agricoltura. Si potrà usare il ‘Libretto famiglia’ per lavori domestici, di giardinaggio, di pulizia o manutenzione, di assistenza domiciliare a bambini e persone anziane, ammalate o con disabilità, di insegnamento privato supplementare. Il ‘Contratto di prestazione occasionale’ potrà essere utilizzato da professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori, associazioni, fondazioni ed altri enti di natura privata, imprese del settore agricolo e pubbliche amministrazioni.

Tetto 280 ore l’anno. Il limite economico previsto dalla legge è 5.000 euro l’anno per lavoratore e per datore di lavoro, con un ulteriore limite di 2.500 euro per le prestazioni rese ad un singolo datore. C’è anche un limite di durata: non si potranno superare le 280 ore nell’anno. Altrimenti scatta la trasformazione in contratto a tempo indeterminato.

Registrazione su piattaforma Inps, conto e pagamenti entro il 15 del mese. Dopo la registrazione sulla piattaforma Inps, il datore di lavoro dovrà versare dei soldi, per ora tramite l’F24, che alimentano un portafoglio elettronico attraverso il quale vengono pagate le prestazioni e gli oneri. Il compenso mensile sarà accreditato sul conto corrente, sul libretto postale, sulla carta di credito dotata di Iban o incassato grazie ad un bonifico domiciliato presso gli sportelli delle Poste.

Avviso di prestazione entro il giorno 3 per famiglie, 60 minuti prima per imprese ma possibile revoca entro 3 giorni. La comunicazione di svolgimento della prestazione lavorativa da parte del datore di lavoro nel caso del ‘Libretto famiglia’ dovrà avvenire entro il giorno 3 del mese successivo. Per il ‘Contratto di prestazione occasionale’ la comunicazione dovrà invece essere preventiva e avvenire entro 60 minuti prima dell’inizio; prevista la possibilità di revoca entro 3 giorni da parte; in caso di disguido prevale la conferma del lavoratore.

Salario minimo 9 euro, compreso minimo 36 euro al giorno da imprese. Il compenso giornaliero non potrà essere inferiore a 36 euro (retribuzione minima di 4 ore lavorative), anche qualora la durata sia inferiore. Per le ore successive è fissato dalle parti, purché non inferiore a 9 euro. Compresi gli oneri a carico dell’utilizzatore, il costo totale è 12,29 euro. Nel caso del ‘Libretto famiglia’, invece, i titoli per compensare le prestazioni di durata fino ad un’ora hanno valore nominale di 10 euro (e suoi multipli), 8 euro netti al lavoratore.

In agricoltura minimo tra 6,52 e 7,57 euro. Nel settore agricolo, il compenso minimo orario varia “in base alle aree di appartenenza” del contratto nazionale: 7,57 euro, 6,94 euro, 6,52 euro. Resta la retribuzione minima di 4 ore lavorative.

Volano per economia reale del Paese

ENASARCO: UNA NUOVA FONDAZIONE 4.0

Con il bilancio sociale 2016 la Fondazione Enasarco (Ente Nazionale di Assistenza per gli Agenti e Rappresentanti di Commercio) inaugura una nuova stagione, nella quale trasparenza e partecipazione sono le condizioni essenziali per innescare un processo virtuoso di rinnovata rappresentanza, in grado di creare e aggiungere valore a favore di un’economia reale fatta di piccole e medie imprese. Nata quasi 80 anni fa con Regio Decreto, oggi la Fondazione Enasarco con 235.684 iscritti attivi e 120.000 prestazioni previdenziali in essere, è il secondo ente italiano erogatore di pensioni, subito dopo l’Inps. Con l’obiettivo di essere sempre più accessibile, efficiente e adeguata ai bisogni degli iscritti, la Fondazione ha adottato nel 2016 un nuovo Codice di trasparenza; un Regolamento per la gestione dei conflitti d’interesse nell’ambito dei processi interni; un Regolamento per l’impiego e la gestione delle risorse finanziarie; e un nuovo Codice Etico che definisce regole chiare di condotta applicabili all’intera struttura tecnica.

“La Fondazione Enasarco sta attraversando la più rilevante e decisiva fase di modernizzazione e riorganizzazione dalla sua nascita. La nuova governance, frutto di quel cambio epocale avvenuto un anno fa – ha spiegato il presidente di Enasarco, Gianroberto Costa – ha prodotto la nascita di una nuova Enasarco. Una Fondazione 4.0 rifondata su basi più solide; più trasparente, più efficiente e sicuramente più connessa con la volontà dei nostri iscritti”. “Da qui l’attivazione, in questi primi dodici mesi, – prosegue Costa – di una serie di processi e di percorsi per raggiungere gli obiettivi indicati. Con uno spirito pionieristico stiamo investendo in economia reale, in particolare vogliamo scommettere sulle imprese piccole e medie che hanno chance di diventare protagoniste del mercato e che garantiscono congrui ritorni sull’investimento ai nostri iscritti, ai quali dobbiamo garantire la copertura pensionistica per cinquanta anni”.

Tutti gli indicatori strutturali ed economici mostrano un trend positivo che certifica l’ottimo stato di salute finanziaria della Fondazione, a dimostrazione che la nuova governance avviata nel 2016 dal Consiglio di Amministrazione, eletto per la prima volta dall’assemblea degli iscritti e non designato, sta portando buoni frutti. La gestione della previdenza è passata da un rosso di oltre 35 milioni e mezzo di euro del 2012 a un saldo positivo di quasi 33 milioni di euro nel 2016 (+232%), per attestarsi, in termini di previsione 2017, a un più 28 milioni e 600 mila euro. Analogamente per la gestione dell’assistenza si passa da un saldo positivo di oltre 45 milioni e 600 mila euro del 2012 a circa 82 milioni di euro del 2016 (+108%), con una previsione di circa 86 milioni per il 2017. Stesso trend per la complessiva gestione istituzionale: il preconsuntivo 2016 si attesta a circa 115 milioni di attivo e sulla soglia si dovrebbe collocare il risultato del 2017. Rispetto al 2012, l’andamento della previdenza e il saldo dell’assistenza sono highlight di un processo di riorganizzazione positivo e rassicurante.

Grazie a questi eccellenti risultati la Fondazione intende diventare un volano di crescita per l’economia reale del nostro Paese, continuando a modificare l’orientamento degli investimenti, dal settore immobiliare verso asset più facilmente negoziabili, infrastrutture ed equity. Al 31 dicembre 2016 circa il 35% del patrimonio della Fondazione è di fatto rappresentato dalla componente liquida, proprio a seguito di politiche di ristrutturazione e rinegoziazione degli investimenti in essere, di dismissioni immobiliare, nonché di nuovi investimenti effettuati (al 31 dicembre 2011 la componente liquida del portafoglio si attestava a circa il 5% dell’intero patrimonio immobiliare). E’ di 700 milioni il totale degli investimenti che la Fondazione detiene in quote di fondi di private equity, infrastrutturali e private debt. Inoltre 200 milioni di investimenti nel private equity destinati a 15 aziende italiane che operano in differenti settori. 3 nuovi fondi infrastrutturali. 279 milioni al 31 dicembre 2016 sono gli investimenti effettuati in titoli di Stato (erano 22 milioni nel 2011).

La diversificazione degli investimenti ha come principale obiettivo assicurare una migliore copertura di servizi di welfare per gli iscritti: dalla previdenza complementare alle forme di assistenza integrativa. Gli interventi economici a favore dei soci saranno di fatto sempre più rilevanti in un tempo in cui il welfare obbligatorio mostra molte criticità. Alla solidità economico-finanziaria della Fondazione si unisce anche una crescente soddisfazione degli iscritti. Nel 2017 si sono investiti 1,5 milioni per l’attività di formazione, aumentando del 50% le ore medie pro-capite dedicate all’aggiornamento professionale. Trasparenza e partecipazione sono i segni già percepiti di un cambiamento voluto per mettere a disposizione dati e informazioni per gli agenti di commercio e per gli stakeholder. Innovazione e trasformazione tecnologica garantiranno lo sviluppo di circoli virtuosi a favore dei due target principali.

Carlo Pareto

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