sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

DESERTO DEI TARTARI
Pubblicato il 04-07-2017


parlementL’Europa si trincera sulla questione migranti e come nel romanzo ‘il deserto dei tartari’ si ritrova arroccata nella perenne attesa del nemico. A non molto sembra essere servito il vertice a Parigi sull’immigrazione. Francia e Spagna infatti hanno lasciato intendere di essere pronte ad accogliere richiedenti asilo, non ad alleggerire l’Italia del peso dei migranti cosiddetti economici, che poi sono la maggioranza di quanti sbarcano nei porti italiani provenienti dall’Africa attraverso l'”hub” libico, mentre addirittura Vienna ha mostrato i muscoli con l’esercito austriaco alle porte del Brennero. “È vergognoso e disonorevole che uno stato membro invii” le sue truppe “a proteggere i confini con l’Italia come se fosse in guerra, questo è il tipo di atteggiamento che provoca vergogna nei cittadini europei e che rischia di far crollare la Ue”, afferma Gianni Pittella Presidente di S&D, mentre la portavoce della Commissione ha fatto sapere che “attualmente non abbiamo avuto nessuna comunicazione da parte dell’Austria”.
L’Europa (la Commissione europea) di rimando prova a far rispettare le regole comunitarie aprendo la procedura d’infrazione contro Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca, tre dei quattro Paesi del gruppo di Visegrad che non hanno ricollocato al loro interno la quota di richiedenti asilo concordata a livello Ue nel 2015 e nello stesso tempo incalza con la bozza in sostegno dell’Italia, la base per la discussione nel prossimo Consiglio Affari Interni informale di Tallin. Tuttavia proprio la funzione del Parlamento europeo sembra essere stata delegittimata dai Paesi membri, sempre più trincerati nelle loro posizioni di Governi nazionali. Esempio ne è stata la seduta di oggi all’Europarlamento sula crisi dei migranti, un tema fondamentale per i Paesi comunitari che invece hanno preferito disertare. Tanto da portare al litigio dei due Presidenti Ue, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani.
“Il Parlamento europeo è ridicolo. Assai ridicolo: saluto coloro che si sono degnati di essere presenti in aula. Il fatto che una trentina di parlamentari siano seduti ad assistere a questo dibattito dimostra a sufficienza che il Parlamento non è serio”. Così il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker è sbottato, questa mattina, durante il dibattito nella plenaria a Strasburgo sui risultati della presidenza maltese del Consiglio Ue.
Parlando davanti a un’aula semideserta, Juncker ha continuato: “Se Muscat fosse la signora Merkel, cosa difficilmente immaginabile, o il signor Macron, più facilmente immaginabile, avremmo avuto un’aula piena. Il Parlamento è totalmente ridicolo!”.
A questo punto è intervenuto il presidente dell’Aula, Antonio Tajani: “La prego signor presidente di aver un atteggiamento più rispettoso nei confronti del Parlamento. Voi potete criticare il Parlamento, ma non è la Commissione che deve controllare il Parlamento, è il Parlamento che deve controllare la Commissione”. Juncker ha insistito: “Ci sono solo pochi parlamentari in Aula, per controllare la Commissione. Siete ridicoli”. E Tajani di rimando: “Signor presidente, vi prego di tenere un atteggiamento diverso. Noi non siamo ridicoli. La prego”. E Juncker: “Non parteciperò mai più ad un incontro di questo genere. La Commissione è sotto il controllo del Parlamento, ma il Parlamento deve rispettare anche la presidenza dei piccoli Paesi, cosa che il Parlamento non sta facendo. Volevo rendere omaggio a quello che il primo ministro ha detto: ha fatto un lavoro eccellente, come tutti i ministri maltesi e gli alti funzionari di Malta”, ha tagliato corto Juncker, passando la parola ai (pochissimi) eurodeputati presenti. A essere presenti erano infatti una trentina di eurodeputati su 751.
Ma piccola lite a parte, la questione migranti finisce per ridestare solamente la volontà di affrontare la crisi da Paese-Nazione e non da Paese comunitario.
“Sulle migrazioni, con tutte le buone intenzioni e le dichiarazioni, quando si tratta di una solidarietà effettiva, noi, gli Stati membri dell’Ue, dovremmo vergognarci tutti di quello che abbiamo fatto. Paesi come l’Italia hanno visto centinaia di migliaia di bambini, donne e uomini raggiungere le sue coste: guardiamo a questa Europa che, su questo argomento, è un fallimento”, ha affermato il primo ministro maltese Joseph Muscat, intervenendo nella plenaria dell’Europarlamento proprio per illustrare i risultati della presidenza maltese del Consiglio Ue, conclusasi il 30 giugno.
Tuttavia nonostante la buona volontà e i messaggi di solidarietà il quadro che si delineerà a Tallin non sembra certo quello delle responsabilità condivise, nè dell’accoglienza, ma si punterà tutto sui respingimenti. “Il rimpatrio nei Paesi di origine è un aspetto indispensabile in una politica migratoria globale. I Paesi europei devono aumentare collettivamente i rimpatri perché sono troppo pochi i migranti rimpatriati”, ha detto il commissario Ue per le migrazioni Avramopoulos, sottolineando come le persone arrivate sulle coste europee sono per la maggior parte migranti economici, che “devono tornare nel loro Paese il prima possibile, in condizioni umane”. il Commissario europeo per le migrazioni Dimitris Avramopoulos in un’intervista a Le Figaro in cui ha invitato la Francia a “impegnarsi di più”, in particolare per quanto riguardo il contributo finanziario al Fondo per l’Africa. Se infatti Roma ha sbloccato 4 milioni di euro e la Germania 50 milioni, la Francia ha messo a disposizione solo tre milioni. L’Europa pensa quindi di sostenere sia i Paesi di origine che Roma con aiuti economici, è in arrivo da Bruxelles un nuovo esborso da 35 milioni di euro per la gestione della migrazione in Italia. Si legge nel piano d’azione della Commissione Ue per aiutare il Paese, sottoposto ad una forte pressione migratoria. Ma all’Italia Bruxelles chiede in cambio di rispettare gli impegni assunti in materia di ricollocamento, “registrando urgentemente tutti gli eritrei presenti in Italia, centralizzando e standardizzando la procedura, consentendo il trasferimento dei minori non accompagnati”. Si legge nel piano d’azione presentato dalla Commissione Ue. Inoltre si sollecita a “dare prova di maggiore flessibilità nei controlli di sicurezza organizzati a livello bilaterale con altri Stati membri”. Il primo vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans presentando il piano d’azione della Commissione Ue ha infatti affermato: “Il commissario Avramopoulos ed io siamo in stretto contatto con le autorità italiane e abbiamo parlato col ministro Minniti diverse volte questa settimana, e lo stesso ha fatto il presidente Juncker col premier Gentiloni. Mostreremo piena solidarietà con l’Italia. La solidarietà che merita”.
Intanto dall’Inps arrivano gli avvertimenti del Presidente Tito Boeri che fa sapere che avere meno immigrati per un paese ‘Vecchio’ come il nostro vuol dire distruggere il nostro sistema di protezione sociale. Durante una simulazione presentata oggi Boeri dimostra con la chiusura delle frontiere agli immigrati fino al 2040 avremmo 73 miliardi in meno di entrate contributive e 35 miliardi in meno di prestazioni sociali destinate agli immigrati “con un saldo netto negativo di 38 miliardi”. Insomma, “una manovrina in più da fare ogni anno per tenere i conti sotto controllo”. Inoltre il Presidente dell’inps punta il dito contro la politica e afferma che “una classe dirigente all’altezza deve avere il coraggio di dire la verità agli italiani: abbiamo bisogno di un numero crescente di immigrati per tenere in piedi il nostro sistema di protezione sociale”. Nonostante sia pur “consapevole del fatto che l’integrazione degli immigrati che arrivano da noi è un processo che richiede del tempo e comporta dei costi”.

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Commenti all'articolo
  1. Migranti, scontro Roma-Vienna. Dopo il no di Spagna e Francia all’attracco di navi che trasportano migranti nei loro porti, ieri l’Austria ha minacciato di spostare mezzi blindati al Brennero. Il ministro della Difesa austriaco Hans Peter Doskozil ha anche annunciato di essere pronto a inviare soldati “in tre giorni” per contrastare l’immigrazione clandestina dall’Italia. Il nostro ministro dell’Interno, Marco Minniti, reagisce duramente: “Sono sorpreso – ha dichiarato il ministro italiano – per le dichiarazioni di Doskozil. Non c’è alcuna emergenza al valico del Brennero. Questa iniziativa ingiustificata e senza precedenti comporterà inevitabili ripercussioni nella cooperazione in campo di sicurezza tra i due Paesi” (Corriere). Minniti si prepara inoltre ad affrontare domani la sfida del vertice di Tallinn, in Estonia, dove si terrà la riunione dei ministri dell’Interno dell’Ue. Il ministro italiano dovrà fronteggiare il blocco dei Paesi dell’Est contrari da sempre a ogni collaborazione sul fronte dell’accoglienza ai migranti. “Lo scoglio più arduo da superare – scrive il Corriere – riguarda il ‘blocco di Visegrad’ formato da Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia che non hanno mai voluto cooperare in materia di immigrazione arrivando addirittura a minacciare la costruzione di muri per impedire il trasferimento degli stranieri sul proprio territorio”.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

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