domenica, 19 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Passo indietro per l’occupazione. Male i giovani
Pubblicato il 03-07-2017


occupazione giovanile 2Passo indietro per il mercato del lavoro italiano nel mese di maggio. Tornano a scendere gli occupati mentre aumenta il tasso di disoccupazione che sale, per i giovani, al 37%. Questa la fotografia dell’Istat che ha certificato come, a maggio, dopo otto mesi, gli occupati siano tornati a diminuire. In particolare, l’Istituto di statistica stima una riduzione dello 0,2% rispetto ad aprile (-51 mila unità) attestandosi, dopo il forte incremento registrato il mese precedente, a un livello lievemente superiore a quello di marzo. Il tasso di occupazione si attesta al 57,7%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione risale all’11,3% a maggio, dopo il calo di aprile.
Il dato è in aumento di 0,2 punti percentuali. In aumento anche quello giovanile al 37%. L’aumento e’ pari a 1,8 punti percentuali e riporta il dato sui livelli di gennaio scorso, quando si attestava al 37,2%. Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti non appare preoccupato del passo indietro e sostiene che le tendenze di medio-lungo periodo non mutano. “Dopo il forte aumento registrato ad aprile – spiega – la diminuzione degli occupati registrata a maggio non muta le tendenze di medio-lungo periodo dell’occupazione che continuano ad evidenziare, sia su base trimestrale che su base annuale, la crescita degli occupati e la diminuzione dei disoccupati. In particolare, nel trimestre marzo-maggio gli occupati sono 65mila in più e i disoccupati 90mila in meno”. Secondo Poletti “per far fronte al troppo elevato tasso di disoccupazione giovanile è necessario concentrare verso questo obiettivo gli interventi per sostenere e promuovere l’occupazione”. Per il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy per rilanciare l’occupazione in Italia sono necessari interventi sul cuneo fiscale e non interventi spot.

“Dall’andamento fortemente altalenante della nostra economia – precisa – ne deriva la sola crescita dell’occupazione temporanea (che come tale è continuamente a rischio disoccupazione, anche di lunga durata, in assenza di tempestive ed efficaci politiche attive), composta soprattutto da over 50, cioè da una platea di lavoratori già professionalmente formata. E’ vero che la crescita dell’economia è il primo fattore che può sostenere la buona qualità e la quantità di occupazione, ma un intervento non a spot (bonus) bensì strutturale, come la riduzione del cuneo fiscale e previdenziale, può essere un sostegno a quelle imprese indecise se assumere o stabilizzare le persone. Il sindacato – conclude Loy – si aspetta dalla Legge di Stabilità segnali chiari verso questa direzione”. Mentre per Confcommercio “il brutto dato riduce notevolmente l’entusiasmo di un mese fa, quando il mercato del lavoro era cresciuto di quasi 70mila unità”.

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