giovedì, 21 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Pensioni. La quattordicesima scappa all’estero
Pubblicato il 19-07-2017


Boeri-InpsIl Presidente dell’Inps, Tito Boeri, durante un’audizione al Comitato permanente sugli italiani nel mondo, presso la Commissione Esteri alla Camera, ha detto: “Nel 2017 la spesa per la quattordicesima a persone che non risiedono in Italia è più che raddoppiata passando da 15 a 36 milioni di euro con un’impennata del 131% delle prestazioni. Ciò si deve agli interventi sulla quattordicesima che hanno aumentato la platea dei beneficiari. La legge di Bilancio per il 2017 ha elevato il limite di reddito previsto per tale prestazione, incrementando la platea dei destinatari, e ne ha aumentato l’importo”. Sono stati circa 46.000 i beneficiari di questo provvedimento.

Poi Boeri ha aggiunto: “Le pensioni pagate all’estero dall’Inps, nel complesso, su 160 Paesi, nel 2016 sono state oltre 373.000, per un valore di poco superiore ad un miliardo di euro. Tuttavia, più di un terzo delle pensioni pagate a giugno 2017 hanno periodi di contribuzione in Italia inferiori a tre anni, il 70% è inferiore a sei anni e l’83% è inferiore ai dieci anni, quindi durate contributive molto basse. Queste prestazioni vanno a ridurre gli oneri di spesa sociale di altri Paesi, è quindi come se il nostro operasse un trasferimento verso altri Paesi senza avere un ritorno in consumi. Le somme sono erogate dall’Italia invece che dal Paese dove si pagano le tasse”. Per Boeri, in conclusione: “E’ un’anomalia, visto che non c’è un quadro di reciprocità”.

Il maggior numero dei beneficiari della quattordicesima è presente in Europa con il 39,6%, in America meridionale con il 36,1% ed in America settentrionale con il 12,6%. In proposito il Presidente dell’Inps ha ricordato: “ Si tratta in grandissima parte di Paesi in cui esistono redditi minimi garantiti il cui accesso è basato sul livello di reddito degli individui con benefici il cui ammontare è stabilito in modo tale da portare questo reddito al di sopra di soglie di povertà prestabilite. Questo significa che il nostro Paese con le quattordicesime erogate a residenti di questi paesi sta di fatto riducendo gli oneri di spesa assistenziale di altri Paesi”.

Boeri però non ha detto che gli oneri per l’assistenza sanitaria gravano sul Paese in cui si è residenti. La necessità di dare lavoro agli immigrati, se da un lato genera entrate contributive, non c’è poi nessuna certezza che le prestazioni vengano pagate in Italia. Non si può negare a nessuno la volontà di ritornare nei Paesi di origine e non si può nemmeno imporre ai residenti di non trasferire la residenza all’estero. Il fenomeno, in passato, ha funzionato favorevolmente per l’Italia, quando gli italiani emigrati all’estero, dopo il rimpatrio, ricevevano in Italia la pensione pagata dagli Stati esteri dove avevano svolto l’attività lavorativa. Oggi, tenuto conto che in Italia risiedono oltre cinque milioni di cittadini stranieri, si prospetta un ampliamento dei pagamenti all’estero delle prestazioni pensionistiche.

Invece, resta incompleta la lotta all’evasione ed all’elusione sia fiscale che contributiva.

Salvatore Rondello

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