lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Poletti, novità sui pensionamenti e i giovani precari
Pubblicato il 18-07-2017


Pensioni-PolettiDopo che sono stati superati i limiti previsti per accedere all’APE social ed al pensionamento anticipato per i lavoratori precoci si profilano delle novità sui pensionamenti e sulle indennità per i giovani precari. L’INPS ha comunicato i dati definitivi delle istanze presentate entro la scadenza del 15 luglio. Complessivamente sono state presentate 66.409 domande (39.777 per l’APE e 26.632 per i lavoratori precoci) superando il tetto previsto per 60.000 richiedenti. Nello specifico, la maggior parte delle richieste sono state presentate dagli uomini con 28.109 domande per APE social e 22.900 per i lavoratori precoci. Le richieste delle donne complessivamente sono state pari al 23,2% cioè 15.400 su 66.409. Per l’APE sociale le donne sono ammontate a 11.668, mentre per i lavoratori precoci sono state soltanto 3.732.

Per i giovani precari, il PD si sta preparando ad avanzare una proposta, ancora in fase di studio ed approfondimento, sulla pensione di garanzia per i giovani, con un reddito minimo, e per rivedere il meccanismo di adeguamento automatico dell’età pensionabile con soluzioni diverse tra chi si trova soltanto nel sistema contributivo e chi si trova in altre situazioni. Si terrebbe conto anche delle diverse aspettative di vita tenuto conto che non tutti i lavori sono uguali. Lo ha dichiarato il responsabile per il lavoro del PD, Tommaso Nannicini al seminario ‘Non è una pensione per giovani’. L’ipotesi avanzata consisterebbe in una pensione minima per i giovani con lavori discontinui di € 650,00 che può aumentare di trenta euro al mese per ogni anno in più fino ad un massimo di mille euro. Al seminario hanno partecipato i Segretari di Cgil, Cisl ed Uil ed il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

Il Ministro del Lavoro nel suo intervento ha detto: “ Stiamo valutando possibili interventi sul cuneo contributivo, per abbassarlo e il problema è farlo stabilmente nel tempo, rendendo la misura definitiva”.

Giuliano Poletti ha anche criticato la riforma Fornero, spiegando:  “Considero sbagliate le politiche di austerità che hanno innalzato seccamente, di 5 anni, l’età del pensionamento, ciò ha creato un ‘muro’ all’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Doveva essere fatta in maniera diversa, serviva gradualità. Quindi, bisogna intervenire in maniera tale che convenga assumere un giovane. E l’operazione non deve avere una validità di uno o due anni, ma dovrebbe essere resa permanente”. Continuando, Poletti aggiunge: “Insomma, il lavoro stabile deve costare meno di quello a tempo in via definitiva, capovolgendo la situazione che c’era prima dei nostri interventi”.

Su quante siano le risorse a disposizione nella prossima legge di Bilancio per il taglio del cuneo, il ministro non si è pronunciato.

Rispondendo alle sollecitazioni sui Neet, dopo i dati diffusi ieri, il Ministro invita a non parlare di ‘sdraiati’, ma di persone che stanno attivamente cercando lavoro. In proposito, Poletti ha detto: “Ma in Italia, rispetto agli altri Paesi Ue, ci vuole più tempo. Ed è questo il problema. La soluzione va anche cercata attraverso politiche di accompagnamento e provando a fare incontrare domanda ed offerta di lavoro”.

Salvatore Rondello

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