sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

POPOLO DI SINISTRA
Pubblicato il 03-07-2017


bari giada apreTra Brexit e sovranismi “non possiamo essere soddisfatti di questa Europa. Questa Europa, questa Italia, le si cambiano solo se adottiamo canoni diversi per interpretare questa società, io non sono stupefatto se il centrodestra vince nella Stalingrado italiana che era Sesto San Giovanni”. Lo ha detto Riccardo Nencini, segretario del Psi a Bari durante il convegno sui 125 anni della storia del Partito Socialista. “È soprattutto la povera gente, chi è in difficoltà – argomenta Nencini – che ha timore per la propria sicurezza, per quella dei propri figli, che sceglie il centrodestra. Perché individua nel centrosinistra una lacuna sul tema della sicurezza personale. O la sinistra torna a conciliarsi con il popolo oppure la vedo dura”.

plateaNumerosi anche nella sessione di oggi del convegno ‘L’eresia dei liberi’ gli esponenti della storia passata e recente del socialismo italiano, da Gennaro Acquaviva a Fabrizio Cicchitto, presidente della commissione Esteri della Camera, da Stefania Craxi alla senatrice Maria Rosaria Manieri, da Damiano Poti a Mauro del Bue a Gianfranco Schietroma, con un contributo video di Gianni Pittella da Bruxelles.

“Il socialismo italiano e il socialismo europeo – ha aggiunto Nencini – hanno sempre convissuto tagliati da due linee, da una frontiera al di là della quale c’era il massimalismo e al di qua il riformismo, la scelta riformista del socialismo italiano, che risale agli anni 60 è stata bene interpretata da Craxi e trasferita in Europa: allora era il modello del socialismo italiano che veniva ripetuto in Francia, poi nella Spagna di Felipe Gonzales fino alla Gran Bretagna di Tony Blair. Sconfitto quel modello, si è passati a una terza via o a un rigurgito di forze massimaliste che hanno provocato qualche danno, come si vede ancora oggi”.
Ha poi destato una forte commozione nella platea di simpatizzanti, anziani e giovani, riuniti alla Fiera del Levante, un montaggio video di alcuni interventi pubblici di Bettino Craxi, con parole ‘profetiche’ sui temi dell’Europa, “i Patti firmati a Maastricht non sono scritti nella Bibbia e l’Italia ha il dovere di rinegoziarli” oppure sul fenomeno dell’immigrazione: Già nel 1992, in un convegno a Venezia, Craxi affermava che ‘il tasso di crescita demografica dei paesi poveri è molto alto, sono iniziate correnti migratorie che, in assenza di un accelerato processo di sviluppo che abbracci tutta la riva sud del Mediterraneo, sono destinate a gonfiarsi in modo impressionante e saranno tendenze inarrestabili’.

I lavori completi su Radio Radicale

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