venerdì, 15 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Scintille Roma-Milan. Pallotta: “Loro mercato è folle”, poi si scusa
Pubblicato il 28-07-2017


Durissime accuse del presidente giallorosso sulla pioggia di milioni spesi dai rossoneri in questo mercato. L’amministratore delegato non ci sta e respinge le accuse al mittente: “Sono pronto a confrontare i bilanci”. E il numero uno dei capitolini avverte la Regione Lazio: “Senza stadio vendo la società”

pallotta8ROMA – In attesa di affrontarsi sul campo nella nuova stagione, il duello tra Roma e Milan è partito a colpi di dichiarazioni e stoccate al veleno. Durissimo in tal senso l’attacco di James Pallotta, presidente giallorosso, sul mercato dei rossoneri, autentici protagonisti delle trattative con gli acquisti dei vari Bonucci, Biglia, Andre Silva, Kessie, Conti, Ricardo Rodrguez, Borini, Musacchio e Calhanoglu (e non è finita qui).

L’ATTACCO DI PALLOTTA – “Se potete, spiegatemi il Milan, perché io non lo capisco, è follia pura. Non avevano i soldi per comprare la squadra, visto che hanno preso 300 milioni in prestito da persone che conosco a Londra, a un interesse piuttosto alto, e stanno spendendo, o almeno facendo importanti anticipi, per giocatori e pagheranno le conseguenze a un certo punto. Loro dicono che è tutto per qualificarsi alla Champions League, ma non sarà abbastanza. Quando gli stipendi saranno uguali ai ricavi, non so che diavolo succederà. Sono gli unici in Serie A che stanno perdendo la testa. Forse loro hanno un grande piano che un giorno scopriremo, ma il resto delle squadre sono in qualche modo razionali”.

LA REPLICA DI FASSONE – “Sono sbalordito. Se quelle di Pallotta sono minacce, le respingo al mittente. Non so a cosa si riferisce quando parla di conseguenze. Abbiamo emesso un bond pari a 50 milioni di euro che è totalmente destinato al finanziamento della campagna di quest’estate, siamo ampiamente al di sotto del consumo del bond stesso, e poi ci sono piani pluriennali che abbiamo presentato al Cda composto da elementi che rappresentano la più totale garanzia”. L’erede di Galliani spiega meglio e rilancia: “Io non so come Pallotta possa pensare che gli stipendi del Milan un domani possano essere uguali ai ricavi. Tutto il nostro piano prevede una soglia del 50-60% sui ricavi e noi siamo partiti da una soglia molto bassa, perchè abbiamo ereditato una rosa con stipendi che erano ben al di sotto di un’asticella competitiva. E poi, il livello di indebitamento del club è di 120 milioni, straordinariamente migliore rispetto a quello della Roma che, essendo quotata in Borsa, ha la sfortuna che è pubblico”.

“SENZA STADIO CE NE ANDIAMO” – Mettendo da parte questa lite verbale Roma-Milan, Pallotta ne ha anche per le istituzioni sulla questione stadio. Non si dev’essere svegliato in maniere positiva il presidente giallorosso, che lancia chiari messaggi alla Regione Lazio: “Non vogliamo vendere, pensiamo che ci sia una grande opportunità per noi di costruire una squadra competitiva con uno stadio e un centro di intrattenimento, ma se non approveranno il progetto allora qualcun altro dovrà andare fino in fondo”. Tradotto: senza nuovo stadio, gli americani abbandoneranno la Roma. Toni invece distesi quando si parla di Totti: “Ha bisogno di tempo per pensare. Abbiamo avuto molte conversazioni: siamo abbastanza aperti ad aiutarlo e lavorare con lui per il bene di entrambi, suo e del team”.

LE SCUSE DI PALLOTTA – “Mi scuso se ho avuto informazioni imprecise. Tengo molto al calcio italiano e al suo ritorno ai vertici. A questo proposito, mi aspetto che tutti i club diano il proprio contributo verso un campionato più forte e sostenibile, come stiamo facendo noi della Roma”. Dopo la replica di Fassone, Pallotta corregge il tiro e si scusa con la società rossonera. “Auguro al Milan – aggiunge – e ai suoi nuovi proprietari le migliori fortune e attendo con piacere che la sua dirigenza e la nuova proprietà collaborino al nostro fianco in maniera incisiva per lo sviluppo della Serie A”. Le accuse, il chiarimento, la pace.

Francesco Carci

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