lunedì, 21 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Il disinquinamento concettuale
Pubblicato il 25-07-2017


Durante il giorno, mi capita di parlare con molte persone. Dal giornalaio, al bar e durante le passeggiate, è un continuo confronto. I concetti che sento mi fanno capire che la gente ripete ciò che ha sentito dalla televisione, la sera precedente o dai giornali radio mattutini. Inoltre, utilizzo FB come mezzo per far sapere quello che penso e per conoscere cosa pensano gli altri. Dal tutto, viene fuori una ricerca sociologica approssimativa. Perciò, anche se sento cose che non condivido, ringrazio i miei interlocutori, che, facendomi capire gli effetti dell’informazione radio-televisiva, mi consigliano cosa devo scrivere nel prossimo articolo. Ecco perché, di seguito, cercherò di sottoporre ai pazienti lettori alcune considerazioni, provocate dalle chiacchierate giornaliere: 1) I commentatori e i non-onorevoli affermano che il guaio dell’Italia è il debito pubblico. Per fare accettare la bufala, si precisa che il rapporto italiano tra debito pubblico e il PIL ( prodotto interno lordo) è preoccupante e che per rispettare le indicazioni dell’E.U. l’incremento annuale non dovrebbe superare il 2, 9%.

Si nasconde un fatto aritmetico. Il rapporto è la divisione tra un numeratore e un denominatore. Il suo valore si può ridurre, anche facendo crescere il denominatore (PIL), non solo riducendo il numeratore (la spesa). Così, avveniva nella prima Repubblica. Se poi si parla di non far crescere la spesa, perché non si riducono i grossi emolumenti ( stipendi , pensioni d’oro, indennità e liquidazioni), partendo da quelli degli eletti a qualsiasi carica? 2) Economisti da marciapiedi affermano che per produrre crescita, ci vogliono investimenti, ma senza specificarne il tipo e il modo. Sanno che, parlando genericamente di investimenti, hanno il consenso di tutti quelli, che sono in attesa di prendere.

Occultano, per ignoranza, la differenza tra crescita e sviluppo. Nella prima Repubblica si parlava di sviluppo, non di crescita. La differenza è sostanziale. La crescita, che può anche non stare in un processo di sviluppo, può fare aumentare le diseguaglianze e, alla media distanza, queste bloccano anche la crescita. L’ipocrisia sta nel fatto che, per avere il consenso degli speculatori, devono far pensare alle opere pubbliche (es. Ponte sullo stretto, Ferrovie, Gallerie, Piazze e marciapiedi).

Lo sviluppo , che comprende la crescita del PIL, dell’occupazione, della propensione al consumo e della fiducia nel futuro, è l’unico strumento per la lotta alla povertà (cosa diversa dall’aiuto caritatevole ai poveri). 3) I giovani, che, per lavoro, si trasferiscono in altre Città, sono clienti dei padroni di alloggi (Chiesa, PD e privati). I canoni, che assorbono buona parte degli stipendi, vanno ad aumentare solo i risparmi dei proprietari. Perché lo Stato o gli Enti locali non investono nella costruzione di alloggi da destinare ai giovani lavoratori? Ciò avrebbe anche un effetto positivo sui consumi. La Merkel, nel suo programma elettorale, ha inserito la costruzione di appartamenti popolari. 4) Boeri va ripetendo che i migranti -lavoratori contribuiranno a fare aumentare il PIL dell’1%. Ha scoperto l’acqua calda. Se va “scacatiann’” per invogliare all’accoglienza, fa il furbo e il successo della sua furbizia significa il contrario di ciò che afferma. Gli assistiti e i mendicanti non fanno aumentare il PIL, ma la spesa improduttiva, facendo aumentare il numeratore del rapporto tra la spesa e il PIL. 5) Un’altra espressione che viene ripetuta in modo assillante e che alimenta blocchi mentali, è la seguente: “La crisi è causata dalla globalizzazione”. Si confonde il quadro con la cornice. Il problema è come il nostro Paese deve comportarsi nel mondo globalizzato e multipolare. Basterebbe capire come si comporta la Cina. Comunque, l’argomento richiede un articolo a parte. Ci sono altre affermazioni provocatrici di confusione, le cui conseguenze si avvertono di più nei periodi elettorali. Prendiamo l’esempio di Avellino. L’anno venturo si voterà per il rinnovo del consiglio comunale. I molti aspiranti sono diventati maestri di fuochi pirotecnici.

Le loro bocche sembrano i mortai. Si sentono solo accuse. Tutti gli aspiranti sono convinti che l’unico modo per avere consensi è dimostrare bravura nell’offendere, trovando simpatici aggettivi per ridicolizzare i concorrenti. Non si sente una proposta. Danno l’impressione di non conoscere la differenza tra essere contrario e essere alternativo. Nella prima Repubblica le forze politiche erano alternative; nella seconda sono solo contrarie tra di loro. Anche questa caratteristica alimenta il trasformismo. Mentre è difficile passare da una forza politica a quella ,ad essa, alternativa, per passare ad una forza solo contraria, basta una cena o allungare la gamba. Se non si neutralizzano gli effetti della cattiva informazione, si andrà di male in peggio. Spero che il popolo apra gli occhi e diventi più prudente e più esigente.

Luigi Mainolfi

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Commenti all'articolo
  1. E’ evidente che sia il deficit sia il debito devono sempre essere rapportati al Pil. Il problema dell’Italia é stato quello di una crescita debole, anzi di una decrescita, tranne negli ultimi due anni, che ha reso la percentuale sempre più alta, oggi al 132 per cento.

  2. Il Prodotto Interno Lordo misura il risultato finale dell’attività produttiva dei residenti di un Paese in un dato periodo.Conosciamo tre modi di misurare il PIL:dal lato della domanda,da quello dei produttori,dai redditi che esso remunera distribuendo il ricavato della vendita.Manfredi Villani.

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