venerdì, 24 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Il mea culpa del Mezzogiorno
Pubblicato il 14-07-2017


L’editoriale di Gianni Festa, “E se fossero i meridionali i nemici del Sud ? , ha richiamato alla mia mente ricordi di cose scritte, fatte e proposte, durante gli anni, nella convinzione che la risposta alla domanda fosse: SI. Da segretario provinciale della FGSI ( ero fresco di studi sulla Storia economica del Mezzogiorno e fondatore della Cooperativa Agricola “Valle Caudina, 1962”) scrissi un articolo per “Il progresso irpino” di Nicola Vella dal titolo “I nemici del Sud sono i meridionali”. In quegli anni, avevo maturato convinzioni “meridionaliste attive”. Non accettavo che fotografi dell’esistente venissero considerati meridionalisti e non digerivo, l’assenza di cooperative agricole in un territorio vasto e a forte vocazione agricola. Nemmeno da immaginare, la costituzione di Casse Rurali e Artigiane o di Casse di Mutualità. I dirigenti dei partiti di sinistra erano parolai e populisti e si limitavano a criticare gli uomini della DC. Una volta, era il 1967, nella sezione PSI di Cervinara, dopo aver svolto una relazione sulla opportunità di costituire una “Cassa Rurale”, l’Avv. Michele Ceccarelli , ottimo oratore e “carrista”, mi rimproverò, dicendo che “la sinistra non doveva intraprendere iniziative economiche”. Più ascoltavo, più leggevo, più osservavo e più mi rendevo conto che gli “intelletuali della Magna Grecia” erano depositi di nozioni, ma la politica, come strumento per provocare sviluppo, era assente dai loro forbiti interventi, sia scritti che orali. Ho negli orecchi ancora le citazioni e i riferimenti nozionistici, non ricordo proposte e azioni utili allo sviluppo. Quando, nel 1971, fu resa obbligatoria l’assicurazione R.C, per le auto, calcolai il totale dei premi assicurativi ( una montagna di soldi) che dal Sud andavano verso il Nord, non esistendo Società Assicuratrici del SUD.

Un mio articolo, su Il Giornale di Napoli, aveva questo titolo “Battaglioni di milioni vanno verso il nord”. Proposi la costituzione di una Società Assicuratrice pubblico-privata, tramite i consiglieri regionali socialisti. Nessuno prese la proposta in considerazione. E cosa dire della gestione del risparmio tramite le Banche? Finalmente, stanno emergendo gli intrallazzi fatti a danno del Banco di Napoli. Ovviamente, questi concetti sono estensinbili a tutto il Mezzogiorno. Nemmeno Manlio Rossi-Doria, nonostante la sua fama e il suo prestigio, fu preso in considerazione, sia quando da candidato al Senato ( elezioni 1968) presentò il suo programma di sviluppo per l’Alta Irpinia, sia all’indomani del terremoto del 1980. Mi andavo rendendo conto che la refratterietà a recepire la politica del fare era un problema culturale. Perciò, nel 1979, sui Quaderni de “Il Paese” pubblicai il saggio “Imperialismo culturale e imperialismo economico”. Anche, strumenti efficaci, come la Cassa per il Mezzogiorno, nata grazie a uomini illuminati, dopo un periodo entusiasmante, fu trascinata nella politica degli amministratori locali miopi, che chiedevano , come diceva Rossi-Doria, solo Caserme dei Carabinieri e orinatoi pubblici. Dopo il terremoto si parlava di ricostruzione e di sviluppo.

La ricostruzione , bene o male ci fu anche se consumò molto territorio, ma dell’opera di sviluppo autopropulsivo nemmeno l’ombra. Sarebbe interessante fare l’elenco dei PRENDITORI dei soldi, che sono stati più di quelli che Bonn spese per la RDD. Cosa dire dei i Patti territoriali? Diedero la Laurea di economista a un intralazzarore, come Borgomeo, che continua a mietere successi personali, senza provocare sviluppo. Quando la Regione Campania propose la creazione di attrattori turistici, nessuna Provincia Campana eleborò un progetto degno di questo nome. La cosa ridicola avvenne in Irpinia. La giunta, della quale facevo parte, tra la mia proposta, che era stata giudicata “geniale” da Marino Niola, e una serata con Battiato in quel di Gesualdo, preferì Battiato. E cosa dire, delle conseguenza della presenza di mafia,camorra sacra corona e ‘ndrangheta? Potrei fare altri esempi, ma mi fermo qui. Dalle cose lette e dai dati economici in mio possesso, ritengo che è tutto il Mezzogiorno a dover recitare il Mea Culpa e preoccuparsi del futuro, cambiando modo di pensare e di concepire la politica. Perciò , la risposta alla domanda iniziale è: la colpa del sottosviluppo del Mezzogorno è dei MERIDIONALI.

Luigi Mainolfi

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento