martedì, 21 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Stalking, Locatelli: stop a qualsiasi depenalizzazione
Pubblicato il 05-07-2017


stalking

Pia Locatelli, capogruppo Psi alla Camera, è intervenuta durante il question time con il Ministro Orlando sull’ipotesi di depenalizzazione del reato di stalking nel nuovo disegno di legge di riforma del processo penale. “Si è parlato molto – ha sottolineato Pia Locatelli – della riforma del codice penale appena approvata a causa delle possibili conseguenze che avrebbe sul reato di stalking. Alcuni dirigenti dei maggiori sindacati italiani e alcuni avvocati hanno criticato una parte della riforma, che, secondo loro, porta ad un indebolimento del reato; altri non sono d’accordo con questa interpretazione. Il sottosegretario del Ministero della giustizia è intervenuto sul tema, sostenendo che la depenalizzazione dello stalking è una notizia falsa, ma le critiche sono continuate. Anche lei, signor Ministro (Andrea Orlando ndr.) ha dichiarato che le preoccupazioni risultano non fondate, ma temiamo che la questione sia più complicata di quanto non appaia. Chiediamo quindi, signor Ministro, quali siano le iniziative urgenti che lei intende assumere per fugare qualsiasi possibilità di equivoco interpretativo nel merito”.

Nella sua risposta il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando ha detto di essere disposto a introdurre “modifiche normative” per evitare una “applicazione incongrua”. “Nel comprendere, tuttavia, l’allarme legittimamente manifestato e al fine di evitare il potenziale consolidarsi di prassi applicative che conducono ad una monetizzazione del reato, siamo aperti a modifiche normative che potranno essere orientate alla previsione di un ampliamento dei casi di procedibilità d’ufficio per il reato di atti persecutori o a definire chiaramente le ipotesi di minore gravità. Gli atti nei quali queste modifiche possono essere introdotte sono molteplici, perché ci sono diversi provvedimenti di contenuto connesso all’attività giudiziaria pendenti al Senato e anche in Commissione, qui, alla Camera”.

“Signor Ministro – ha detto Pila Locatelli nella sua replica – apprezzo la sua apertura alle modifiche normative. Mi permetto di farle una raccomandazione: vede, questo allarme è stato, come posso dire, lanciato da persone che da una vita si occupano di questi temi, e, addirittura, è stato quantificato il problema. Si pensa che in almeno il 50 o 60 per cento dei casi questa sanzione riparatoria sarà applicabile. Non sto a raccontare tutto, perché lo sa benissimo che la irrevocabilità della querela è per i casi gravi di reato di stalking, ma noi abbiamo un problema sempre, ma in particolare in questo momento. Il rischio è che si lanci questo messaggio pericoloso: il reato di stalking non è poi così grave, tant’è che lo abbiamo indebolito con questa riforma del codice penale. Il problema è: cosa legge una donna? Che, se la querela è ritirata, lo stalker se la caverà con poco, e il problema è che, dopo qualche giorno, dopo qualche mese, forse dopo qualche anno, riprenderà la sua attività, riprenderà i suoi atti persecutori. Questo è l’allarme che noi abbiamo lanciato, e quindi, mentre apprezziamo questa sua apertura alle riforme, e sono sicurissima che le giuriste si metteranno a disposizione per aiutare a cambiare questo testo, noi insistiamo sulla prevenzione. Ci permettiamo di darle un suggerimento per la prevenzione di atti persecutori, per la non recidiva: l’uso di braccialetti elettronici e di GPS. Con un’ulteriore raccomandazione: forse è il caso di rinegoziare”.

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