martedì, 25 luglio 2017
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Opinioni e commenti
 

Statali. Si parla di una nuova stretta sui permessi. Bonus mamma, come fare domanda
Pubblicato il 03-07-2017


Statali

NUOVA STRETTA SUI PERMESSI?

Permessi orari per sottoporsi a visite mediche, terapie o esami diagnostici senza doversi assentare dal lavoro per un’intera giornata. E ancora, un tetto annuale di ore per fruire di tali permessi, senza subire decurtazioni in busta paga e la possibilità di frazionare in ore i permessi per motivi personali e familiari. Sono queste alcune delle soluzioni contenute nell’atto di indirizzo sui rinnovi contrattuali che il ministero della Pubblica Amministrazione ha inviato all’Aran, l’agenzia che rappresenta le pubbliche amministrazioni italiane nella contrattazione collettiva nazionale.

La nuova disciplina contrattuale in materia di permessi, assenze e malattia, messa a punto dal ministero della Pa con l’obiettivo di evitare abusi, è contenuta nelle 17 pagine della bozza di direttiva – resa nota dall’agenzia di stampa AdnKronos – che prevede, tra l’altro, nuove misure per quanto attiene le risorse finanziare stanziate per i rinnovi contrattuali, le regole sul salario accessorio e il welfare aziendale, e indicazioni specifiche per i lavoratori a tempo determinato. Un testo che affronta gli adeguamenti normativi giunti dopo il lungo periodo caratterizzato dalla sospensione della contrattazione collettiva nazionale e dall’approvazione della riforma sul pubblico impiego.

Assenze per visite, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici – Per quanto riguarda permessi, assenze e malattia sono diversi i punti chiave elencati nel testo della bozza. A partire dalla possibilità di assentarsi dal servizio per sottoporsi a visite mediche, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici che potranno essere effettuati senza assentarsi dal posto di lavoro per l’intera giornata.

Tra gli indirizzi che l’Aran dovrà prendere in considerazione su permessi e assenze rientrano:

– la previsione di un periodo di servizio minimo nell’arco della giornata, pari ad almeno la metà dell’orario e, salvi i casi di urgenza, adeguati periodi di preavviso;

– la previsione che la giustificazione dell’assenza avvenga tramite un’attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura che ha svolto la visita o la prestazione, o trasmessa da questi ultimi all’amministrazione;

– l’introduzione di un monte ore annuale per fruire dei permessi e al tempo stesso escluderli nel caso in cui siano fruiti ad ore nell’arco della giornata dalle decurtazioni economiche prefigurate adesso per i primi giorni di ogni periodo di assenza per malattia.

Assenze per malattia in caso di gravi patologie richiedenti terapie salvavita – Attualmente, la disciplina contrattuale esclude dal computo dei giorni di malattia le assenze per patologie gravi che danno luogo a terapie salvavita, come la chemioterapia o l’emodialisi, nei giorni di ricovero ospedaliero o di day-hospital o nei giorni di assenza dovuti e necessari per sottoporsi a per tale profilassi terapeutica. Con l’atto di indirizzo l’Aran dovrà ora prendere in considerazione, per il rinnovo contrattuale, l’inclusione dei giorni di assenza per tali terapie salvavita, anche se non coincidenti con i giorni di terapia e a condizione che si verifichino effetti che impediscano al dipendente di adempiere alle sue mansioni. Inoltre, tra gli aspetti da negoziare, rientra l’indicazione di una soglia massima di giornate di assenza nell’arco di un anno.

Fruizione di permessi e congedi su base oraria – Diversi gli indirizzi impartiti invece per quanto concerne i permessi retribuiti per motivi personali o familiari, come:

– l’inserimento della possibilità di fruizione ad ore. L’Aran, per convertire ad ore il monte di giornate fruibile nell’anno, dovrà attenersi a quanto già stabilito contrattualmente nei settori che già hanno introdotto la fruizione ad ore;

– la previsione di limitazioni alla fruizione nella stessa giornata, congiuntamente agli altri tipi di permessi fruibili ad ore, prefigurati dalla legge e dalla contrattazione collettiva e dei riposi compensativi beneficiati ad ore;

– le limitazioni di fruizione frazionata, nell’arco della giornata lavorativa, con la previsione di un tetto pari ad almeno la metà dell’orario di lavoro che il lavoratore avrebbe dovuto osservare.

Bonus asilo 2017

COME FARE DOMANDA

Dal prossimo 17 luglio sarà possibile presentare domanda per il bonus asili nido. Secondo le istruzioni operative rilasciate dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale la domanda potrà essere presentata solo per via telematica, e i soggetti beneficiari del bonus potranno inoltrare la propria richiesta in uno dei seguenti modi:

tramite portale INPS

contact center telefonico dell’Istituto di Previdenza

patronato

Come funziona

Il contributo è destinato a coprire le spese sostenute dai genitori per l’iscrizione del proprio bambino all’asilo nido (sia pubblico che privato), ma lo stesso bonus potrà essere richiesto anche dalle famiglie con bambini affetti da gravi patologie che necessitano di un supporto assistenziale direttamente presso la propria abitazione e, di conseguenza, non possono frequentare l’asilo. E’ importante ricordare a tal proposito che nella richiesta bisognerà indicare e si sceglie l’opzione asilo nido o quella di supporto a casa. Nel primo caso inoltre la domanda dovrà essere presentata dal genitore che ha pagato la retta (allegando alla richiesta la documentazione attestante l’avvenuto pagamento); nel secondo invece il genitore deve coabitare con il minore (o avere dimora abituale nello stesso comune) e dimostrare di avere diritto al contributo attraverso apposita dichiarazione rilasciata dal pediatra che, nello specifico, attesti la grave patologia e l’impossibilità di frequentare l’asilo. Il contributo è pari a 1.000 euro e sarà erogato in 11 rate mensili da 90,91 euro ciascuna.

Requisiti

Il bonus spetta ai bambini nati dal 1° gennaio 2016 in poi, che risultano iscritti all’asilo nido pubblico o privato.

Attenzione: per ottenere la misura intera dell’assegno da 1000 euro è necessario che il bambino sia iscritto per tutto l’anno, altrimenti, in caso di partecipazione parziale, spetta solo in parte. Ricordiamo che il bonus nido non spetta in base a reddito ISEE ma è a prescindere dal reddito.

Fasano

CONVEGNO SULLE MALATTIE PROFESSIONALI DELLA PESCA

Si è svolto il 9 giugno scorso, presso il Salone di Rappresentanza del Comune di Fasano, il convegno organizzato dalla Flai Cgil Brindisi, per discutere delle malattie professionali nel settore della pesca, del futuro del settore e delle relative tutele sociali al fine di garantire un’informazione corretta sull’entità e la tipologia dei rischi professionali cui sono esposti i pescatori a bordo e a terra. Come ha spiegato il Segretario Generale della Flai Cgil di Brindisi Antonio Ligorio, il settore della pesca vive di proprie specifiche peculiarità infatti secondo quanto rilevato dall’Irepa, l’Istituto di ricerche economiche per la pesca e l’acquacoltura, negli ultimo decennio il progressivo calo degli occupati nella pesca marittima è quantificabile in oltre 6.000 posti di lavoro. Le cause sono molteplici ma vanno in particolare ricercate nell’aumento dei costi di produzione che ha contribuito ad aggravare la condizione economica delle imprese di pesca e quindi dei lavoratori. Negli ultimi anni anche il numero delle catture si è notevolmente ridimensionato a causa principalmente della riduzione strutturale della flotta da pesca italiana.

Gli operatori della pesca inoltre, al contrario dei lavoratori degli altri settori produttivi, non godono ancora della garanzie normative predisposte a tutela della salute e della sicurezza sul lavoro a causa del colpevole ritardo del legislatore. Il lavoro del pescatore non è considerato lavoro usurante, non rientra nel Testo Unico sulla sicurezza, non ha una tabella di malattie professionali riconosciute eppure la pesca comporta problemi muscolo scheletrici e dolori articolari dovuti allo svolgimento dei lavori. A questi lavoratori non viene riconosciuta alcuna malattia professionale e denunciare un infortunio per loro coincide con la perdita del posto di lavoro. E’ impossibile dunque stilare le percentuali degli infortuni non essendo attivo alcun protocollo e non essendo prevista alcuna tutela previdenziale efficace, molti addetti preferiscono non denunciare eventuali episodi e mantenere il posto di lavoro. Effettivamente il dato statistico INAIL rileva un numero di infortuni sul lavoro esiguo rispetto ai rischi ai quali sono continuamente sottoposti i pescatori lasciando sospettare una consistente sotto-denuncia. Secondo infatti uno studio dell’Ilo, l’International Labour Organization, la pesca è collocata tra le attività più pericolose in assoluto. A bordo il pescatore opera esposto agli agenti atmosferici, in ambienti pericolosi e stretti, lontano dalla terra ferma e in presenza di macchinari in movimento. A terra vanno considerate tutte le operazioni di scarico del pescato. Le malattie che riguardano i lavoratori della pesca colpiscono in particolare la colonna vertebrale e gli arti superiori per lo sforzo continuo tipico del lavoro in barca ed in misura minore, non per importanza, l’apparato uditivo per i danni causati dai rumori dei motori. Non vanno poi trascurate le patologie della cute per la continua esposizione ad agenti atmosferici e biologici e quelle correlate alla presenza di amianto e di vernici utilizzate massicciamente nelle imbarcazioni, in particolare nei pescherecci di vecchia fabbricazione.

Anche se come ormai noto il 20 febbraio di quest’anno è stato siglato il rinnovo del Ccnl per gli imbarcati delle cooperative di pesca valido a partire dal 1° gennaio per i prossimi 4 anni (fino al 2020), si tratta di un risultato importante raggiunto dopo una trattativa durata più di due anni Con l’iniziativa si intende tracciare un quadro il più possibile completo delle malattie correlate al lavoro nella pesca al fine di promuovere un miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nel comparto ed una corretta informazione a vantaggio dei lavoratori marittimi che svolgono un’attività rischiosa che richiede molti sacrifici. Ad introdurre i lavori è stato il segretario generale Flai Cgil Brindisi, Antonio Ligorio. Subito dopo ci sono stati i saluti del sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria. Sono intervenuti: Mario Tavolaro, Medico Legale Sede Terr. Inail Lecce-Brindisi, Francesco Vergine, Direttore Patronato Inca Brindisi, Pietro Mingolla Responsabile Linea Servizio Post. Sost. Reddito Inps Brindisi, Antonio Macchia Segretario Generale Cgil Brindisi ed Antonio Gagliardi, Segretario Generale Flai Cgil Puglia. Ha concluso i lavori Antonio Pucillo della Flai Cgil Nazionale.

Carlo Pareto

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