giovedì, 21 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Un vulnus l'”Intesa” con le due banche venete
Pubblicato il 05-07-2017


Una strada perigliosa si è aperta con l’aiuto dello Stato alle due banche venete, perigliosa perché si è deciso di intervenire su due istituti “privati” in difficoltà utilizzando i soldi dei contribuenti. La motivazione è stata la impellente necessità di tutelare sia il risparmio che i posti di lavoro. Trovo encomiabile tutto questo, ma perché, allora, non aiutare tutti coloro che i soldi li hanno persi prima, mi riferisco gli azionisti che avevano ancora acceso il lumicino della speranza nonostante il valore delle loro azioni fosse sceso da 60€ a 10 centesimi.

Non entriamo minimamente in merito a quei tecnicismi finanziari creati ad arte che forse non sono chiari neppure a coloro che li hanno progettati; talmente cervellotici per quanto incomprensibili, perché nel torbido, come si suol dire, si pesca meglio. In realtà è solo l’intreccio di interessi di una élite finanziaria che gioca a Risiko con i soldi dei risparmiatori, dove quando si vince, vincono loro, e quando si perde, perdiamo noi.

Ma di cosa ci meravigliamo, i popoli della terra si sono sempre fatti la guerra per i quattrini, e noi ci preoccupiamo perché banchieri e finanzieri fanno i prestigiatori con i nostri risparmi? Invece, pensate a quanto siamo fortunati rispetto ai Paesi che vengono bombardati prima di essere depredati delle loro ricchezze! Quello che non capiamo è la sadica necessità di aggiungere parole inutili a fatti evidenti.

Due aziende private – come le due banche venete – sono state utilizzate come un bancomat perché un gran numero di persone diventassero più povere (gli azionisti delle ex popolari) a vantaggio di altre che hanno accresciuto le loro ricchezze (gli azionisti di Intesa). Ma quali alchimie finanziarie, sono solo dei “truffatori” i funzionari che scientemente hanno venduto le azioni “fantasma” alle persone che si fidavano di loro da una vita.

Ora siamo arrivati al finale dei fuochi artificiali, non piazzano più una singola azione per volta, ma interi istituti di credito, vendendone la storia nei mercatini delle cianfrusaglie al solo scopo di trarne profitto. Nessun atto di altruismo, e di nobiltà in queste operazioni, ma solamente squallide speculazioni. Parlavamo di strada perigliosa perché convinti che le associazioni dei consumatori manifestassero – tutte insieme – la loro immediata indignazione a quanto è successo.

Pensavamo che i 1.666 lavoratori di Almaviva, per fare uno dei tanti esempi, si ribellassero perché lo Stato non li ha protetti, come invece stanno proteggendo i dipendenti delle due banche venete che verranno accompagnati all’uscita dal lavoro con un comodo e progressivo atterraggio. A proposito di atterraggio, un po’ come è successo per Alitalia. In questo senso strada perigliosa, e anche pericolosa quando il popolo delle “formiche” deciderà di ribellarsi alla banda delle “cicale”!

Le elezioni sono ormai alle porte, e non escluderei che in Italia possa arrivare quel populismo che Paesi come l’Austria, l’Olanda e la Francia hanno evitato per un soffio.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento