sabato, 19 agosto 2017
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Opinioni e commenti
 

PENISOLA(TA)
Pubblicato il 06-07-2017


Biblioteca Nicolini-2L’Italia si ritrova isolata a Tallinn e di fronte al ‘muro’ del no dell’Europa. Nel vertice in Estonia dopo Francia e Spagna, anche Germania e Belgio si oppongono all’apertura di altri porti Ue, come invece proposto dall’Italia. Il Belgio ha messo immediatamente le mani avanti: “Non credo che il Belgio aprirà i suoi porti” ai migranti salvati nel Mediterraneo” ha tenuto a precisare il ministro per l’Asilo e politica migratoria belga Theo Francken.
Ad aprire il fronte del No la Germania con il ministro dell’Interno tedesco Thomas de Maiziere che arrivando alla riunione a Tallinn ha affermato: “Non sosteniamo la cosiddetta regionalizzazione delle operazioni di salvataggio”. Così il ministro tedesco in riferimento alla proposta italiana di condividere con altri Stati l’accoglienza dei migranti salvati nel Mediterraneo. Il ministro ha comunque assicurato il proprio sostengo ad un’Italia sottoposta alla dura pressione della crisi dei migranti. Tuttavia scrive il sito del giornale “Die Zeit” che il ministro ha detto in occasione del Vertice di Tallin che Berlino vuole aiutare Roma a “ridurre il numero dei migranti che giungono e vogliono giungere in Europa senza essere bisognosi di protezione”.
La solidarietà non manca, ma i ministri europei non vogliono aprire i loro porti alle navi dei migranti. “L’Italia ha chiesto aiuto, e noi vogliamo dargliene, ma i porti della Spagna sono sottoposti ad una pressione importante nel Mediterraneo occidentale, aumentata del 140%, che impone anche a noi un grosso sforzo per i salvataggi in mare”, afferma il ministro dell’Interno spagnolo Juan Ignacio Zoido.
“Aprire più porti” europei ai migranti soccorsi “non risolverà il problema. Bisogna pensare al ruolo che i porti africani potrebbero avere”, porti come quelli “di Tunisia ed Egitto ad esempio”. Lo sostiene il ministro per la Sicurezza e Giustizia olandese Stef Blok.
Ad ogni modo il ministro degli Interni italiano sembra ottimista e, secondo il suo parere, alcuni passi avanti sono stati fatti verso l’Italia, come il controllo delle Ong e i finanziamenti libici. Per il Capo della Farnesina invece la Libia è solo la punta dell’Iceberg. “La crisi dei migranti non può essere fermata solo nelle acque del Mediterraneo. Ci vuole un lavoro a sud della Libia”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano nella conferenza stampa conclusiva della conferenza dei paesi di transito. “Perché l’afflusso dei migranti diminuisca occorre non arrivino in Libia”, ha sottolineato il titolare della Farnesina.
“La riunione è andata secondo le aspettative, perché c’era un’agenda che era già stata disegnata dall’incontro di Parigi di domenica scorsa e dalla Commissione europea”, dice Marco Minniti lasciando la riunione di Tallin, che rileva “una posizione quasi unanime”, su tre punti: Libia, codice di condotta delle organizzazioni non governative, e rimpatri con la stretta sui visti. La questione della “regionalizzazione della missione Triton”, ha ricordato Minniti, non era all’ordine del giorno della riunione di Tallinn. “Abbiamo chiesto una riunione a Frontex, che sarà probabilmente la prossima settimana”, ha spiegato il titolare del Viminale, “è evidente però che ci sono posizioni contrastanti. Noi manteniamo il nostro punto di vista, gli altri mantengono il loro ma la discussione sarà nella sede formale che è quella di Frontex”. Minniti punta a rivedere la missione Triton per il soccorso nel Mediterraneo e quindi a far sì che anche gli altri Paesi europei si facciano carico dei migranti salvati.
Ma frenare l’entusiasmo italiano ci pensa direttamente l’Ue. “Cambiare il mandato della missione Triton? “No. Il mandato della missione è ben definito. Si tratta di migliorare l’attuazione di quanto già concordato. Fanno già un lavoro molto buono”. Così il commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos arrivando alla riunione dei ministri dell’Interno a Tallinn.
L’atteggiamento di chiusura degli Stati membri non ha sorpreso l’Italia che però adesso prova a lavorare per rinegoziare e ottenere qualcosa in più per quanto riguarda Frontex e la ricollocazione degli arrivi in Italia così come in Grecia.

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