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Opinioni e commenti
 

LA RINCORSA
Pubblicato il 25-07-2017


VITALIZI VERSO IL VOTO IN AULA, I 5 STELLE ESULTANO

La proposta per cancellare i vitalizi per tutti i parlamentari, ex deputati e senatori compresi, approda in Aula alla Camera e già domani potrebbe incassare il primo ok del Parlamento, per poi passare al Senato. Il disegno di legge porta la firma del deputato Pd Matteo Richetti ed è sulla carta sostenuto da un ampio spettro di forze politiche, M5S in testa. Ma quasi altrettanto trasversali sono i malumori: c’è infatti chi, anche nel Pd non condivide la nuova stretta.

“Dalla prossima Legislatura cambiano i criteri che riguardano l’età: saranno quelli della legge Fornero” spiega il relatore al provvedimento Matteo Richetti. La proposta di legge attualmente stabilisce che il trattamento previdenziale sia riconosciuto ai parlamentari al compimento del sessantacinquesimo anno di età. L’adeguamento alla legge Fornero comporterà dunque un innalzamento dei requisiti anagrafici richiesti per l’accesso al sistema pensionistico.

Una materia scivolosa su cui è facile fare propaganda. Si chiede il ricalcolo dei vitalizi dei parlamentari con il sistema contributivo. A questo punto se il conto dovesse essere esteso a tutti i pensionati potrebbe esserci un taglio drastico di tutte le pensioni. Un rischio che però non ferma il MS5, Lega e Fratelli d’Italia che si sono buttati a capofitto nel piatto. Che la materia debba essere trattata non c’è dubbio. Il problema è il come. “Quando si chiedono sacrifici agli italiani – scrive in un editoriale il segretario del Psi Riccardo Nencini – i primi a dare l’esempio devono essere i rappresentanti delle istituzioni. In apertura della legislatura furono proprio i socialisti a presentare disegni di legge per innalzare le pensioni minime, tagliare le pensioni eccessivamente alte cui non corrispondeva il versamento di uguali contributi, rivedere il sistema dei vitalizi in alcune regioni. Il problema è come. La proposta che approda all’Aula ha tutta l’aria di essere incostituzionale. Il vice ministro Morando l’ha fatto intendere chiaramente e con lui un pugno di qualificati giuristi”.

E poi Nencini aggiunge: “Lo dico in chiaro: una cosa è una proposta che fa scalpore, applausi a scena aperta ma inapplicabile, altra cosa una proposta meno roboante ma concreta, immediatamente realizzabile con risparmio per l’erario pubblico e un forte segnale in tema di giustizia sociale. Nella rincorsa a chi la spara più grossa, noi stiamo dalla parte di una riforma seria e realistica. Non vogliamo che i cittadini gioiscano per poi essere traditi”.

Il senatore socialista Enrico Buemi calca la mano su un punto ben preciso. Quello che irretroattività delle leggi. Un principio scolpito a chiare lettere nella nostra costituzione. “Chi è impegnato quotidianamente nel lavoro politico e parlamentare con proposte di legge, emendamenti e interventi in aula e in commissione, nell’interesse del Paese – afferma Buemi – non ha code di paglia nel difendere un adeguato trattamento economico della funzione parlamentare e della successiva erogazione della pensione derivante dalle leggi precedenti e nuove rispettose dei principi costituzionali, che valgono per tutti gli italiani parlamentari e non”. E poi annuncia che al Senato “i socialisti voteranno contro ogni proposta che offra derive interpretative lesive dei principi di fondo irrinunciabili, come quello della irretroattività delle leggi”.  “Populisti, demagoghi, moralisti della prima, della penultima e dell’ultima ora si accomodino e se gli italiani li seguiranno su queste derive irresponsabili peggio per loro – ha concluso il senatore Buemi – perché di demagogia in demagogia scomparirà la democrazia e la funzione pubblica sarà esercitata esclusivamente da ricchi di famiglia, soggetti con grandi interessi privati da difendere o nullafacenti in cerca di briciole.”

Il Pd marcia convinto che la legge non abbia nessun riscontro di incostituzionalità. Il capogruppo alla Camera Ettore Rosato afferma che sono stati “tranquillizzati” i deputati che avevano sollevato il timore che la norma sui vitalizza possa essere estesa alle pensioni ordinarie dei comuni cittadini. Infatti è stato sollevata la questione che l’intervento di ricalcolo dei vitalizi con metodo contributivo, possa poi essere esteso alle pensioni “della generalità dei cittadini”. Cosa che Rosato esclude. Mentre per altri il rischio esiste: quello di costringere al ricalcolo con il contributivo anche le pensioni più basse. “Una operazione di macelleria sociale per 20 milioni di pensionati” dice il deputato di Forza Italia, Francesco Paolo Sisto. Contrario anche il Presidente del gruppo Misto Pisicchio che parla di “inedito connubio tra Cinque Stelle e Pd” che si appresta ad approvare “un provvedimento che tutti sanno essere incostituzionale, pensando di rincorrere la pancia del popolo del Web, che però non è il popolo italiano”. Pisicchio insiste: “È un brutto spot fatto da chi, evidentemente, non deve pagare nessun pegno, perché riguarda gli ex parlamentari, mentre dal 2012, com’è noto, il sistema contributivo è in atto alla Camera”. Per Pisicchio “se davvero si vuol fare qualcosa di senso, si applichi un tetto e si impedisca un cumulo. Ma in realtà non si vuole fare altro che cattiva propaganda. Capisco i Cinque Stelle, impegnati da tempo in una battaglia di delegittimazione della politica all’infuori del Movimento. Non capisco gli altri”, chiosa Pisicchio.

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