domenica, 23 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

A Roma il Segretario della Lega Musulmana
Pubblicato il 03-08-2017


al_issaMohammed Bin Abdul Karim al Issa, Segretario generale della Muslim World League (Mwl), Lega musulmana mondiale), è atteso in visita in Italia nel mese di settembre. Lo annuncia l’ultimo numero del periodico “Kalima”, sponsorizzato dalla Mwl ed edito e diretto dall’ editore italo-libanese Nizar Ramadan.

Al Issa, ex-ministro della Giustizia di Riyad, Segretario generale dell’Ong più importante del mondo musulmano, a fine maggio aveva già visitato il Regno Unito (incontrando, tra gli altri, membri della Camera dei Lords e della comunità musulmana londinese, e sottolineando l’importanza di concentrare gli sforzi di piu’ Paesi nella lotta al terrorismo internazionale). Dal 18 al 22 settembre sarà a Roma: dove sono previsti incontri con personalità del mondo cattolico e della locale comunità islamica.

La visita, osserviamo, rientra, evidentemente, in quella grande campagna diplomatica che la Mwl ha da tempo in atto (con visite appunto nelle principali capitali europee) per ribadire, da un lato, l’estraneità del vero Islam alle strumentalizzazioni della fede musulmana, e addirittura ai suoi “adattamenti” al terrorismo, fatti per coprire interessi in realtà prettamente finanziari e geopolitici. Dall’altro, per combattere il clima di islamofobia generalizzata (se non da “dagli all’untore!” islamico) creatosi , negli ultimi anni, in molte aree d ‘Europa, specie là dove maggiori sono i disagi, per la popolazione europea, legati all’ impatto crescente con la massa degli immigrati. Clima su cui specula chiaramente l’ ultradestra, e che, negli ultimi anni, ha già prodotto le sue vittime: spesso legate, nelle motivazioni della destra, alla necessità di vendicare personaggi – dal regista Theo Van Gogh al politico Fortuym, ambedue olandesi – che, pur nelle diverse posizioni politiche, s’erano distinti per la loro accesa critica all’Islam nel suo complesso.

Come si vede, una spirale davvero pericolosa, con possibili conseguenze da non sottovalutare, per la tenuta delle istituzioni democratiche e del grado di civiltà, e di capacità “di comprendere l’ altro”, di tutte le società europee. Sul piano delle politiche statuali, al “tour diplomatico” di al Issa si può accostare, in parte- pur nella grande diversità dei due contesti – gli sforzi recenti del Governo saudita di contrastare quei Paesi arabi che dietro le quinte continuano ad alimentare (come peraltro fecero, in passato, gli stessi sauditi: vedi le ambigue collusioni con Bin Laden) l’integralismo islamico, specie se filoiraniano. Dalle accuse rivolte ultimamente al Qatar (in sintonia con l’amministrazione Trump) di finanziare a piu’ mani i vari filoni del terrorismo islamista ( cosa che non ha impedito, al piccolo emirato arabo, di fare, in questi giorni, un “goal” politico-calcistico incredibile, col suo ruolo determinante nel passaggio del mostro sacro del calcio Neymar dal Barcellona ai francesi) sino alla lotta spietata che la coalizione, a guida appunto saudita, ta facendo nello Yemen, con armi in gran parte occidentali, contro i ribelli filoiraniani.

Fabrizio Federici

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