giovedì, 19 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Arrivano le Ferie,
ecco le regole per
non avere sorprese
Pubblicato il 10-08-2017


Inps

ACCESSO A TUTTI I SERVIZI DELL’ISTITUTO CON CREDENZIALI SPID

Il 15 marzo 2016 è partito Spid, il nuovo Sistema Pubblico di Identità Digitale che consente ai cittadini di accedere con un’unica identità digitale a tutti i servizi online delle pubbliche amministrazioni e delle imprese aderenti. Il cittadino può quindi fare richiesta per avere un’identità digitale ai gestori autorizzati il cui elenco è presente in un apposito link riportato nel messaggio Inps n. 3035.

L’Istituto di previdenza – si sottolinea – è stata una delle Amministrazioni che hanno permesso l’accesso ai propri servizi con Spid. Considerato il livello di maturità raggiunto dopo la sperimentazione e l’efficacia in termini di sicurezza degli accessi, l’Ente assicuratore rende noto che dal 21 luglio scorso è possibile accedere con le credenziali Spid anche a tutti i servizi Inps riservati alle altre categorie di utenti (intermediari, aziende, enti pubblici, ecc.).

L’accesso a tutti i servizi dell’Istituto è dunque consentito mediante Pin rilasciato dall’Inps, Spid con credenziali almeno di Livello 2 e Cns (Carta Nazionale dei Servizi). L’Ente di previdenza opportunamente precisa inoltre che gli utenti già in possesso di un Pin possono accedere a tutti i servizi loro autorizzati anche con le credenziali Spid.

Per le eventuali nuove abilitazioni, al momento della richiesta, l’utente può indicare che accederà ai servizi con una credenziale Spid o con la Cns e pertanto non gli verrà attribuito un Pin.

Inail

PREMI RIDOTTI NEL 2018

L’Inail, ha comunicato sul proprio sito internet, la pubblicazione del modello Ot 24 per l’anno 2018, con la guida alla compilazione. Le aziende operative da almeno due anni che, nel corso del 2017, abbiano effettuato interventi migliorativi delle condizioni di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro rispetto agli obblighi di legge, possono richiedere all’Inail , entro il 28 febbraio 2018, la riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione.

Inail: le misure per l’agevolazione

L’ente chiarisce che l’ agevolazione è prevista nelle seguenti misure:

fino a 10 lavoratori il 28%;

da 11 a 50 lavoratori il 18%;

da 51 a 200 lavoratori il 10%;

oltre 200 lavoratori il 5% .

Inail, riduzione del premio, come accedere al beneficio

Per poter accedere alla riduzione, occorre aver effettuato interventi in base ai quali viene attribuito un punteggio minimo pari a cento. E’ necessario che, al momento della concessione, i datori di lavoro siano in possesso dei seguenti requisiti:

applicazione integrale della parte economica e normativa degli accordi e dei contratti collettivi nazionali e regionali, territoriali o aziendali, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, nonché degli altri obblighi di legge;

inesistenza, a carico del datore di lavoro o del dirigente responsabile, di provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi in ordine alla commissione delle violazioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro (cd. “cause ostative”);

possesso della regolarità contributiva nei confronti di Inail e Inps.

È inoltre richiesto il possesso della regolarità in materia di prevenzione infortuni ed igiene del lavoro. Quest’ultimo Requisito si intende realizzato quando vengano osservate tutte le disposizioni obbligatorie, con riferimento alla situazione presente alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello di riferimento della domanda.

La riduzione eventualmente riconosciuta opera solo per l’anno nel quale è stata presentata la richiesta, e viene applicata dall’azienda in sede di regolazione del premio dovuto per il medesimo anno.

Ferie

BREVE VADEMECUM SULLE SUE REGOLE

Il diritto alle ferie retribuite risale a una pluralità di fonti ufficiali: la Costituzione (articolo 36) le considera un diritto del lavoratore e un dovere verso la sua salute psicofisica e ne sancisce l’irrinunciabilità. Una direttiva dell’Unione europea indica la loro durata minima in quattro settimane, di norma continuative; il codice civile (articolo 2.109) rinvia la durata del riposo annuale retribuito alla legge, agli usi e all’equità. L’ultima parola spetta però ai contratti collettivi di categoria, che ne disciplinano modalità, durata e interruzioni giustificate. Datori di lavoro e lavoratori hanno pertanto il riferimento concreto negli accordi di categoria, che rispettano al meglio le esigenze degli addetti ai singoli comparti e consentono, in sede di rinnovo contrattuale (ogni quattro anni), di apportare eventuali modifiche.

Per quanto attiene in particolare la durata, le intese negoziali sottoscritte dalle organizzazioni dei lavoratori la regolano per ciascuna categoria: quattro settimane per metalmeccanici e chimici, 26 giorni lavorativi ai settori di commercio e turismo, da venti a 25 giorni (a seconda dell’anzianità) ai dipendenti delle aziende di credito e finanziarie, 26 ai quadri direttivi, 35 ai dirigenti dell’industria e trenta a quelli del commercio. Il periodo a cui si riferiscono le ferie è annuale, ma a chi ha prestato la propria attività meno di un anno (all’inizio o alla fine del rapporto) compete un dodicesimo della durata ufficiale per ogni mese di servizio, compresa la prova. Sulla scelta dei tempi è necessaria un’intesa tra datore di lavoro e dipendente per conciliare le esigenze aziendali con quelle dell’addetto.

Le ferie non possono sovrapporsi al preavviso: se effettuate durante questo periodo devono essere autorizzate e possono prolungarne la durata. Riguardo alla retribuzione, la somma da corrispondere per i congedi autorizzati, non può essere inferiore ai minimi retributivi o alla paga percepita nei periodi lavorati, inclusi gli elementi accessori. Sulla stessa linea sono il contratto collettivo del commercio e le sentenze della Cassazione (m. 14.955 del duemila). La Suprema Corte ha stabilito che non si può scendere sotto i minimi retributivi per non indurre l’interessato a rinunciare alle ferie. Per i riposi eccezionalmente non goduti viene erogata, per il medesimo lasso di tempo, un’indennità sostitutiva della retribuzione, con versamento della contribuzione obbligatoria. Le ferie possono essere interrotte da malattia. Per ottenere la sospensione delle ferie in caso di evento morboso bisogna rispettare le seguenti regole: inviare all’Inps e all’azienda il referto medico entro due giorni dal suo rilascio; restare a disposizione nel proprio domicilio dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 di tutti i giorni (festivi compresi) per eventuali verifiche sanitarie all’uopo disposte. L’inoltro della documentazione medica entro il previsto secondo giorno dalla data di emissione non occorre, invece, in caso di intervenuto ricovero presso una qualsiasi struttura sanitaria pubblica o privata. Se non viene riconosciuta subito, il lavoratore può chiedere il pagamento della relativa indennità economica entro un anno dal mese in cui è avvenuta l’interruzione dei congedi. Nell’ipotesi di indisposizione occorsa in un paese dell’Unione europea, l’interessato deve mettersi in contatto con l’organismo estero che invierà in Italia i certificati richiesti. Nelle more il soggetto colpito deve sempre documentare il suo stato morboso all’Istituto e al datore di lavoro entro i soliti due giorni prescritti dal rilascio. Stesso iter, pure se il lavoratore si trova temporaneamente in uno Stato extracomunitario, ma in questo caso l’attestazione medica deve essere espressamente convalidata dal Consolato. Per esigenze di servizio urgenti, invece, il lavoratore può essere richiamato dal congedo, e le spese di rientro sono a carico dell’impresa. I residui di ferie possono essere utilizzati successivamente, oppure coperti da un’indennità sostitutiva oltre alla normale retribuzione. Con la circolare n. 8 del 3 marzo 2005, il ministero del Lavoro ha fornito ulteriori istruzioni sulla nuova disciplina delle ferie e dell’orario di lavoro (Dlgs n. 66/2003 e n. 213/2004). In sintesi, il lavoratore ha diritto ad almeno 4 settimane di ferie all’anno (non monetizzabili), 2 da fruire obbligatoriamente nell’anno e 2 entro i 18 mesi successivi. In pratica, secondo l’interpretazione ministeriale, il riposo annuale può essere così suddiviso: un primo periodo di almeno 2 settimane in modo ininterrotto nell’anno di maturazione, su richiesta dell’interessato e nel rispetto del Codice civile (art. 2109). La domanda di autorizzazione  alla fruizione dei congedi dovrà essere tempestiva per dare modo all’azienda di organizzarsi in maniera adeguata e funzionale; Un secondo periodo, per le restanti 2 settimane, da usufruirne anche frazionate ma entro i 18 mesi dal termine dell’anno di perfezionamento, salvo periodi più ampi fissati dai contratti collettivi. L’inosservanza di questi limiti da parte del datore di lavoro comporta una violazione esclusivamente contrattuale; un terzo periodo, se le ferie superano 4 settimane, potrà essere eventualmente monetizzato o scaglionato, ma entro il termine stabilito dalla contrattazione privata. Per i rapporti di lavoro stagionali e a tempo determinato di durata inferiore all’anno è sempre possibile monetizzare i congedi feriali non goduti; questo è permesso pure nei contratti di lavoro a tempo indeterminato, ma soltanto in caso di risoluzione del rapporto nel corso dell’anno. Una deroga particolare riguarda infine i dirigenti, che sono gli unici a poter rinunciare volontariamente ai riposi. Importante, l’impresa che non accorda i periodi garantiti e irrinunciabili rischia ammende variabili da 130 a 780 euro, per ogni dipendente e per ciascun lasso di tempo in cui è stata accertata la violazione della legge.

Carlo Pareto

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