martedì, 20 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Confronto Francia-Italia sul caso Fincantieri-Stx
Pubblicato il 01-08-2017


Bruno-Le-MaireIl ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, è atteso oggi a Roma per incontrare le autorità italiane e cercare di allentare il braccio di ferro tra Italia e Francia con un accordo sul dossier Fincantieri-Stx France che possa soddisfare entrambe le parti. La sua ultima proposta è quella di dare a Fincantieri la completa gestione dei cantieri francesi con la possibilità di nominare un presidente del consiglio di amministrazione con voce preponderante, ma il controllo deve essere paritario. Dopo aver esercitato l’arma del ricatto della nazionalizzazione, il ministro francese assume un atteggiamento ‘magnanime’ verso l’Italia. Sembrerebbe come la storiella del ragazzino che prima mena e dopo cerca di fare pace per raggiungere le condizioni a lui più favorevoli.
In una recentissima intervista a Il Corriere della Sera, il francese Le Maire ha illustrato la proposta che prevede per i cantieri Saint-Nazaire che la Fincantieri sia azionista al 50% e che il presidente nominato dalla società italiana abbia voce preponderante in caso di uguaglianza. Nonostante la nazionalizzazione temporanea (il governo francese, la settimana scorsa ha esercitato il diritto di prelazione salendo al 100% dei cantieri di Saint Nazaire), la Francia vuole un socio privato e Fincantieri è il candidato migliore. Con un atteggiamento più costruttivo Le Maire si è detto fiducioso che un accordo venga raggiunto nelle prossime settimane. In realtà l’attuale esecutivo francese ha scoperto un proprio fianco di debolezza che cerca di coprire facendo fare le spese all’Italia. Quel 16,66% posseduto da Fincantieri, eccedente l’ipotetico 50% paritetico tra partner italiani e francesi dovrebbe essere così distribuito: il 14,66% andrebbe alla Francese Naval Group ed il restante 2% ai lavoratori di Stx. Secondo Le Maire, sarebbe questo il modo per lasciare a Fincantieri la designazione del presidente del consiglio di amministrazione e consentire la guida italiana dei cantieri navali francesi.
Il ministro francese ha anche detto: “La nostra scelta è Fincantieri. Siamo due nazioni sorelle. Vogliamo lavorare mano nella mano con l’Italia, sia in campo industriale che sull’unione politica e monetaria. È una scelta politica importante. Abbiamo lavorato a una proposta che permetta di uscire al meglio dalla situazione attuale: costruire una grande alleanza industriale europea franco-italiana in campo navale. È importante tuttavia che i nostri partner italiani comprendano le nostre preoccupazioni. Nessuna della nostre decisioni è rivolta contro l’Italia, sono motivate da preoccupazioni legittime su due punti. Il primo è l’occupazione. Oggi il settore delle crociere va benissimo, ma una crisi può arrivare domani. E quali garanzie abbiamo che Fincantieri non sposterà le sue attività su altri siti produttivi? Migliaia di lavoratori a Saint Nazaire sono preoccupati. La seconda preoccupazione riguarda le tecnologie di punta. Oggi non abbiamo sufficienti garanzie sul rischio di trasferimento di queste tecnologie verso la Cina, che segnerebbe la fine dei cantieri di Saint Nazaire. Vogliamo semplicemente maggiori garanzie su questi due punti”.
La Francia chiede legittime garanzie all’Italia ed alla Fincantieri ma non è convincente perché finora non si è mai preoccupata di chiedere le stesse garanzie ai coreani che potrebbero già avere acquisito le tecnologie di punta per la cantieristica della Corea del Sud. Quanto al desiderio della grande alleanza italo-francese in campo navale è già un dato di fatto con la quota di Fincantieri acquistata dai coreani.
Ci potrebbero essere dunque altre motivazioni recondite oltre a quelli degli interessi nazionali della Francia. I francesi sanno bene che la loro cantieristica navale è in perdita contrariamente a quanto avviene per quella italiana. Dalla Francia, l’Italia si sarebbe aspettato un ringraziamento per l’intervento della Fincantieri che sostituendosi ai coreani è intervenuta per salvare la cantieristica francese e potenziare quella europea. È una questione di principio e di rispetto degli accordi già sottoscritti in una logica di lungimirante strategia economica che salva anche i posti di lavoro della cantieristica di Saint Nazaire.
Ricapitolando, i francesi propendono per uno schema paritario nel capitale di Stx France, mentre l’Italia non è disposta a cedere ed oggi ribadirà che Fincantieri vuole il controllo della maggioranza ed il controllo del sito.
Dunque restano immutate le posizioni francesi ed italiane.
Naturalmente il Governo italiano non intende indietreggiare. Lo ha confermato ieri sera il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che in una intervista al Tg5 si è impegnato a difendere gli interessi nazionali con tranquillità ma anche con forza. Gentiloni ha sottolineato come i paesi europei debbano cooperare tra loro. Con spirito di osservazione ha detto: “Vediamo se arrivano altre proposte”.
Ieri sera c’è stato un meeting tra il premier Gentiloni ed i ministri dell’Economia Pier Carlo Padoan e dello Sviluppo Carlo Calenda per discutere proprio della vicenda dei cantieri navali di Saint-Nazaire.
Il ministro Carlo Calenda ha ripetuto nei giorni scorsi che sarebbe inaccettabile tenere Fincantieri sotto la soglia del 51 per cento. Sarebbe una incomprensibile concessione per chi ha seguito questa vicenda.
Sul dossier Fincantieri è anche intervenuto il ministro Giuliano Poletti affermando: “Noi siamo per tutelare la correttezza dei rapporti”. Le dichiarazioni di Poletti sono state fatte durante la trasmissione ‘Ma cos’è questa estate’ di Radio24, a poche ore dall’incontro italo-francese a Roma. Per il ministro del lavoro: “Ci sono atti che testimoniano degli accordi che erano stati realizzati fra l’impresa e la nuova società e  pensiamo che quello che vada fatto sia sostanzialmente rispettare gli accordi. Bisogna trovare le forme, le modalità, ma dobbiamo tutelare le nostre imprese nel momento in cui fanno interventi nel mondo, anche perché il mercato aperto alla possibilità di avere investimenti internazionali, ad esempio in Italia, io credo che sia un fatto positivo. Un dato che non viene mai citato, mentre io lo considero molto importante, è che nel 2016 in Italia gli investimenti internazionali in Italia sono aumentati di oltre il 50%. Se vogliamo che l’economia italiana cresca, che le imprese crescano, abbiamo bisogno di investitori, quindi anche di investitori internazionali, però c’è un dato di rispetto reciproco. Questo deve valere per noi, deve valere per tutti gli altri Paesi, deve valere anche per la Francia. Quindi credo che debba essere sviluppato un confronto molto franco sul quale il nostro governo ha intenzione di far valere il rispetto dei patti, cosa assolutamente normale”.
L’incontro è importante non soltanto per i destini dell’accordo Finantieri-Stx, ma anche perché potrebbe mettere in discussione il ‘modus operandi’ delle relazioni tra i Paesi dell’Unione Europea.
Intanto il titolo Fincantieri prende il largo a Piazza Affari. Fin dai primi scambi, la quotazione della cantieristica navale italiana si è messa in evidenza segnando un progresso di oltre l’1,5% per poi accelerare ulteriormente e salire di oltre 2 punti percentuali. In Borsa, il mercato azionario sembra fiducioso che la questione possa risolversi positivamente per la Fincantieri.
Alle 17,30, presso il Ministero dell’Economia inizierà il braccio di ferro Italia-Francia. Al termine conosceremo l’esito sperando in una saggia decisione di entrambe le parti. Domani alle 15,30 il ministro Calenda riferirà alle Camere sul confronto di stasera. Dopo l’intervento del Ministro, è previsto in Aula un dibattito con interventi di cinque minuti per ogni gruppo.

Salvatore Rondello

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