mercoledì, 14 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Daria Gravilova conquista il Connecticut ed entra nella top 20
Pubblicato il 30-08-2017


Daria GravilovaAlla vigilia dell’ultimo Grand Slam stagionale degli Us Open, al Wta di New Haven emerge la grinta di Daria Gravilova. La tennista entra nella top 20, è la prima australiana a conquistare il titolo qui nel Connecticut ed è il primo trofeo in carriera che si aggiudica. Si affianca, così, a Nick Kyrgios (finalista all’Atp di Cincinnati, dove ha perso da Grigor Dimitrov) nell’elenco dei talenti che l’Australia può sfoderare. Al Wta di New Haven Daria è stata capace di battere, consecutivamente, due top ten e rispettivamente la testa di serie n. 1 e 2 del torneo, ovvero Agnieszka Radwanska e Dominika Cibulkova. L’australiana ha sconfitto la polacca in semifinale (in un match senza storia, in cui l’altra non è sembrata mai impensierirla e invece lei è parsa avere sempre il controllo della partita), con un doppio 6/4; affronta invece la slovacca in finale, che riesce a superare solamente in tre set in un match molto equilibrato e rischioso per lei. Alla fine Dominika è sembrata molto stanca, ma Daria ha vinto di merito.

La più giovane parte bene e si porta in vantaggio sul 3-2 e servizio nel primo set; ma non è 4-2, perché subito si fa fare contro-break dalla Cibulkova, grande lottatrice che non ci sta a perdere e infatti riuscirà a chiudere il primo set sul 6/4 a suo favore grazie alla maggiore esperienza e con il break decisivo nel finale del primo parziale. Poi, quando è il momento della verità la tennista classe ’94 non esita a far sentire la sua presenza in campo mai venuta meno e chiude 6-3 con il break determinante che la porta a un terzo set che la vede di nuovo in fiducia e sempre più aggressiva. La slovacca, invece, rincorre sempre di più.

Ma entrambe lottano e l’equilibrio è sempre più consistente: i match point per tutte e due non mancano. Non si riesce ad intravedere come andrà a finire e tutto il pubblico è con il fiato sospeso, ma Daria comincia a prendere dei rischi paurosi, anche eccessivi, che però la premieranno garantendole il 6/4 che la incorona regina del Connecticut al quarto match point che è quello buono. Il segreto per la vittoria? Lo svela in conferenza stampa quando afferma di essere sempre stata convinta di poter vincere contro le sue avversarie, anche le top ten più forti e sopra di lei in classifica. Ovvero credere nei sogni con ostinazione porta al conseguimento del risultato e questo è un grande messaggio e forse il migliore degli esempi che una tennista così giovane possa dare a tutti gli amanti del tennis; ma anche Dominika non è da meno al riguardo e la loro statura più minuta (1 metro e 61 Dominika, 1 metro e 66 Daria, entrambe giovanissime poi: classe ’94 la russa naturalizzata australiana e classe 1989 la slovacca) rispetto ad altre tenniste invita a puntare l’attenzione non sul fisico, ma sul loro talento puro e così esplosivo a tratti.

In realtà crediamo che la differenza nella finale del Wta di New Haven Daria l’abbia fatta con lo schema di gioco. Innanzitutto, però, prima occorre evidenziare la determinazione di entrambe, che hanno dimostrato di avere un carattere e una personalità esemplari ed encomiabili, diventando due delle tenniste più lottatrici e stacanoviste del circuito, che non si possono non apprezzare e stimare al di là dei risultati e dei singoli match. Poi, ovviamente, non possiamo non riportare la delusione della Cibulkova. Ma una riflessione merita l’atteggiamento in campo della Gavrilova. Un’attitudine che abbiamo visto variare come il punteggio. La Gavrilova parte molto bene, aggressiva e in attacco e mette in seria difficoltà la Cibulkova e si porta in vantaggio nel punteggio. Poi, però, da metà primo set cambia qualcosa. Ovvero Daria accetta di più lo scambio lungo da fondo e rischia troppo: lei sbaglia e, intanto, mette in partita l’avversaria facendola palleggiare troppo. Convinta di poter vincere, come sempre fino a quel momento, gli scambi, in realtà ha permesso alla slovacca di trovare il ritmo di gioco; mentre venendo in attacco glielo toglieva, anche se certo per lei significava un maggiore dispendio di energie. Perseverando su questa strada rischiava veramente di perdere la finale, insistendo anche troppo sul dritto della Cibulkova. Poi ha capito e ritrovato la giusta tattica ed è venuta di nuovo tanto a rete, mostrando un’ottima attitudine con smash e volée. Inoltre ha puntato più sul rovescio di Dominika che, così, ha provato a reagire venendo avanti anche lei, ma è apparsa meno ‘portata’ nei pressi del net. Infine la Gavrilova è emersa per la capacità di spostare l’avversaria e di correre, palesando una mobilità incredibile e davvero sorprendente. La stessa freschezza atletica e fisica che l’ha fatta sobbalzare e saltare nel finale per esultare per la vittoria. Sicuramente deve continuare a insistere su uno schema più offensivo e meno difensivo: sembra davvero una giocatrice da rete. La sua prova migliore, però, l’ha offerta dando dimostrazione di grossa maturità, rimanendo sempre concentrata e mai deconcentrandosi con scatti di rabbia o nervosismo, anche nei momenti più difficili.

Ciò le ha permesso di superare la testardaggine e l’ostinazione a voler rimanere a fondo a scambiare sul dritto della Cibulkova. Certo non sono mancate le sue espressioni ironiche, di soddisfazione e di sollievo nel riuscire a chiudere i punti decisivi. E certo c’è stata per lei anche un po’ di fortuna su un paio di palle con dei nastri volti a suo favore, ma ciò non pregiudica nulla -a nostro avviso- sul suo merito; anche se la Cibulkova ha affermato che, forse, la partita sarebbe potuta cambiare e girare se un paio di punti fossero andati diversamente (a nostro parere lei ha pagato solamente più stanchezza). Sicuramente già molto ‘evoluta’, la Gavrilova non può che crescere ancora e migliorare. Un percorso solamente in salita per lei incominciato agli Internazionali di Roma, nel maggio del 2015, quando riuscì a giocare un ottimo torneo arrivando alle semifinali contro Maria Sharapova, contro cui perse per 7-5 e 6-3. Ciò l’ha portata, in seguito, a raggiungere, il 22 ottobre del 2016, la posizione n.24 del ranking WTA, dopo la sconfitta in finale nella Kremlin Cup contro la connazionale Svetlana Kuznetsova. Piazzamento che ha mantenuto sino al 22 maggio di quest’anno.

Con la vittoria del 28 agosto scorso alla finale di New Haven, infatti, -come detto- è salita al n. 20 del ranking mondiale. Ha fatto piacere vedere quanto per le altre avversarie non ce ne fosse poi molto, data la perfetta forma agonistica e fisica eccellente della tennista di Mosca. Stato atletico al top si potrebbe definire. Così come lo è quello dello spagnolo Roberto Bautista Agut, che ha trionfato al torneo di Wiston-Salem su Dzumuhr con un doppio 6/4 abbastanza agevole. Diventando l’attuale n. 15 del mondo. Di certo, infine, una doppia soddisfazione per Daria, che solo lo scorso 30 giugno 2016 perse da Dominika a Wimbledon al secondo turno per 6/3 6/2.

Ba. Co.

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