lunedì, 24 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

VENTO DI RIPRESA
Pubblicato il 31-08-2017


ripresaDieci anni dopo l’inizio della crisi economica, in l’Italia il numero di occupati supera quota 23 milioni. Una soglia oltrepassata solo nel 2008. Aumentano sia i lavoratori dipendenti sia gli indipendenti. Sale tuttavia all’11,3% il tasso di disoccupazione, che rimane stabile tra i giovani (35,5%). Lo rileva l’Istat, che stamani ha diffuso i dati su occupati e disoccupati a luglio.

Lo scorso mese la stima degli occupati è cresciuta dello 0,3% rispetto a giugno, con un aumento di 59mila unità, “confermando la persistenza della fase di espansione occupazionale”, spiegano gli esperti dell’istituto di statistica. Su base annua gli occupati sono cresciuti dell’1,3% (+294mila). Aumenta a luglio anche il numero di chi cerca lavoro (2,1%, ovvero +61mila persone), soprattutto tra le donne. “L’aumento della disoccupazione – spiega l’Istat – è attribuibile esclusivamente alla componente femminile e interessa tutte le classi di età, mentre si registra una stabilità tra gli uomini”. Il tasso di disoccupazione sale all’11,3% (+0,2 punti percentuali), quello giovanile si attesta al 35,5% (+0,3 punti).

Intanto arrivano anche i dati dell’Osservatorio Inps sul precariato. Nei primi sei mesi dell’anno sono stati attivati 822.593 contratti a tempo indeterminato, comprese le trasformazioni, con un calo del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2016 quando i contratti stabili erano pari a 845.702. Inoltre, nello stesso periodo, nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +945.000, superiore a quello del corrispondente periodo sia del 2016 (+719.000) che del 2015 (817.000).

Positivi i commenti del Governo. A cominciare dal premier Paolo Gentiloni, che sui dati Istat osserva: “Gli italiani occupati superano 23 milioni, un record. Ancora molto da fare contro disoccupazione ma effetti positivi da jobs act e ripresa”. A dire che la ripresa c’è anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, solitamente molto prudente, in una intervista alla Rai: “C’è la ripresa, lo dicono tutti i dati, dal pil all’occupazione, alla fiducia. Quindi si sta consolidando un quadro di ripresa che da ciclica deve diventare strutturale e il Governo continua a lavorare in questo senso”. E da Venezia il presidente della Repubblica Mattarella parla di dati confortati. “Speriamo” aggiunge.

Il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, da parte sua parla di “un altro passo nella giusta direzione, che ci avvicina ai livelli pre-crisi”. Significativo, per il ministro, “il crollo degli inattivi che diminuiscono di 322mila in un anno, per effetto dell’aumento sia degli occupati sia delle persone in cerca di occupazione”. Anche l’occupazione giovanile “mostra segni di miglioramento – osserva Poletti – con un saldo positivo di 47mila occupati in un anno. Tuttavia, il tasso di disoccupazione giovanile resta ancora troppo elevato”. Da qui, conclude, il bisogno di “rafforzare l’impegno per promuovere l’occupazione giovanile stabile”.

E il viceministro Teresa Bellanova aggiunge: “Ancora una volta i dati diffusi oggi dall’Istat dicono con chiarezza come sia necessario confermare e rafforzare il lavoro svolto dal Governo in questi anni per sostenere senza tentennamenti la crescita dell’occupazione”. “Al netto del carosello delle polemiche sostenuto da chi per il lavoro nel nostro Paese ha fatto poco o niente, possiamo essere tutti d’accordo nel ritenere positivo il fatto che il numero di occupati abbia superato i 23 milioni di unità, dato registrato solo nel 2008 e quindi prima dell’inizio della crisi e che, in termini tendenziali, il tasso di disoccupazione giovanile rispetto a un anno fa sia diminuito di 2.8 punti percentuali”. “Non fermiamoci, ora insistere sui giovani” aggiunge il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina su twitter. L’intero Partito democratico plaude. Primo tra tutti il segretario Matteo Renzi che su twitter scrive: “Dati Istat: +918mila posti lavoro da febbraio 2014 (inizio millegiorni) a oggi. Il milione di posti di lavoro lo fa il JobAct, adesso avanti”. Il responsabile sviluppo del Pd, Ernesto Carbone, sottolinea “la generale ripresa della nostra economia determina anche la crescita della fiducia spingendo le persone a rimettersi in gioco. Sono risultati di rilievo – insiste – frutto delle riforme del Governo Renzi, del Jobs act e del lavoro portato avanti dal Governo Gentiloni”.

L’entusiasmo del partito democratico non piace a Forza Italia: per Renato Schifani (FI), “gioire per un aumento del numero di occupati in questi mesi mi sembra francamente fuori luogo perché si tratta di un dato poco veritiero e legato alle assunzione estive a termine”, mentre Renata Polverini osserva che “la carenza di lavoro femminile si traduce nello sviluppo di alcune strategie difensive che minano la sfera del sociale”. Secondo il presidente nazionale dell’Udc Antonio De Poli per il Pd “non è il momento di cantare vittoria” e il segretario del partito Lorenzo Cesa, sottolinea che “il tasso di disoccupazione dei giovani resta molto preoccupante”. Mentre per la capogruppo di Sinistra italiana al Senato Loredana De Petris “da settimane i media e i partiti di governo continuano a tirare i dati come elastici per diffondere un quadro della situazione economica e occupazionale tanto trionfalistico quanto bugiardo”. “La realtà – aggiunge – è che il tasso di disoccupazione continua ad aumentare e, nonostante diminuisca il numero dei cosiddetti ‘inattivi’ ha raggiunto il picco del 35,3% tra i giovani e cala anche il numero delle donne occupate”. Sulla questione delle donne interviene anche la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan: “Disoccupazione di giovani e donne sempre grave. Serve un patto governo, imprese, sindacati per cogliere i segnali di ripresa e favorire gli investimenti pubblici e privati”. La Uil parla disegnali incoraggianti e vede il bicchiere “mezzo pieno”. Ilsegretario confederale della Uil, Guglielmo Loy, sottolinea però, che “c’è un target di persone comprese nella fascia 35-49 anni che mostra sofferenza occupazionale, come dimostrato dal calo tendenziale dell’1,2%. Ciò può essere frutto di uno sbilanciamento di politiche attive (incentivi) messo in atto in questi anni e che ha bisogno di essere rivisto”. Secondo Loy, “definire un sistema di riduzione del cuneo fiscale ‘strutturale’ incentivante la creazione di occupazione stabile, che investa anche la fascia intermedia della popolazione, riteniamo costituisca, insieme ad una riduzione dell’imposizione fiscale, il volano della ‘buona occupazione'”. Sul versante delle politiche passive, prosegue, “preoccupa il dato, diffuso dall’Inps, sull’aumento delle domande di disoccupazione, probabile conseguenza anche delle restrizioni sulla cassa integrazione che, nei primi sette mesi dell’anno, si riduce in maniera consistente, anche se con oscillazioni mensili, per tutte le gestioni”.

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