sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Locali storici, “scrigno
di saperi e di sapori”
Pubblicato il 28-08-2017


Due-Torri-Restaurant

Mai come in questo caso la risonante definizione “scrigno di saperi e di sapori” può essere appropriata nei confronti della Guida Locali Storici d’Italia giunta all’edizione 2017! Del resto, ben annoverati nella prestigiosa pubblicazione che da anni gratifica un rilevante numero di appassionati, esperti e affezionati, compaiono celebri locali e milieu ove tra le loro storiche mura sono gelosamente custodite tradizioni e conoscenze di valore. Delle autorevoli “fucine di cultura” –, come viene certificato nella guida e per certo così è! Nondimeno, sfogliare quest’opera corredata di splendidi disegni dalle connotazioni retrò è a tutti gli effetti un prodigioso viaggio nel tempo che fu. Contesti e ambienti unici, sicuramente impareggiabili che meritano di essere valorizzati ma soprattutto preservati – poiché indiscutibile patrimonio culturale per le attuali e le future generazioni…

locali storici

Quanto premesso nell’introduzione è ciò che il lettore, lo studioso o anche il semplice appassionato troveranno nella Guida Locali Storici d’Italia 2017 – in toto dedicata a un percorso inedito attraverso cento (100) locali che sono stati (e sono, va da sé) “fucine di cultura”, per la loro entità o attraverso gli eventi di cui sono stati rimarchevoli protagonisti. In buona sostanza, trattasi dei Locali Storici d’Italia più indicativi giacché palesano l’essenza del luogo magnificata da indiscussa atemporalità resa ancora più preziosa dal concetto che il luogo sprigiona – unitamente a concetti quali il riposo, il relax, la sosta, il piacere del cibo e del bere. Tutto questo, intelligentemente mescolato assieme è quella sottile “alchimia” che differenzia e contraddistingue un locale rispetto a un altro.
La Guida, con sopraffina competenza, documenta vicende e personaggi dei 230 più antichi e prestigiosi alberghi, ristoranti, pasticcerie, confetterie, grapperie e caffè letterari, che hanno fatto la storia del nostro Paese – sia per gli eventi di cui sono stati dimora che per gli eminenti personaggi che li hanno frequentati. E sono ben sette gli antichi locali che entrano a far parte di questa nuova raffinata edizione datata 2017: l’Hotel Due Torri di Verona, del 1674, diretto da Silvano De Rosa, che ospitò Mozart tredicenne nel 1770 per il suo primo concerto in Italia, all’Accademia Filarmonica di Verona, e dal cui balcone sulla piazza, nel 1867, Giuseppe Garibaldi, in visita ufficiale, infiammò i cittadini con un discorso memorabile sull’unità d’Italia. Sempre nella città scaligera ecco il Café Carducci, del 1928, guidato dalla quarta generazione della famiglia Bianconi, nato come bar del popolare quartiere “Veronetta” e cenacolo di pittori e poeti, tra cui Angelo Dall’Oca Bianca, che si spingevano “di là dal ponte” sull’Adige per incontrarsi e riunirsi com’era antica tradizione veronese.
A seguire l’Hotel Miramonti ubicato a Cogne (Aosta), risalente al 1926, terza generazione della famiglia Gilliavod, di stirpe valdostana cinquecentesca, pioniere del primo turismo anglosassone sul Gran Paradiso, nel 1941 ospitò la squadra della gloriosa Juventus che si preparava al Campionato di serie A e conserva i trofei che re Vittorio Emanuele III donò al bisnonno Celestino, nel 1906, dopo una battuta di caccia.
E ancora – il Caffè Milano in quel di Treviglio, presso Bergamo, del 1896, titolare Daniele Manzotti, dove Hermann Hesse racconta, nei suoi diari italiani, la piacevole sosta, con un tavolino al sole e un caffè, nel 1913; si narra che lo frequentasse Mussolini quand’era convalescente in ospedale a Treviglio nel 1915 per le ferite subite all’inizio della Prima Guerra; la “Turta de Treì”, dolce-simbolo della città è stata creata qui! Spostandoci a Venezia troviamo il Bistrot Chat qui Rit, del 1945, guidato da Giovanni Mozzato, seconda generazione: sull’onda del successo di “Bonjour Tristesse”, nel 1954 passava qui le serate Françoise Sagan che la rivista Elle aveva spedito in Italia a scrivere un reportage sulla Dolce vita e uscirono “Buongiorno Venezia”, “Buongiorno Capri”, “Buongiorno Napoli”; durante il Festival, s’incontravano Burt Lancaster, Luchino Visconti, Orson Welles, tutti golosi del “Gatto”, una variante dell’Americano. E dal capoluogo lagunare giù sino in Toscana all’Hotel Plaza Lucchesi di Firenze, 1860, diretto da Giancarlo Carniani, dove Re Umberto I nel 1890 assistette da a uno spettacolo pirotecnico su piazzale Michelangelo, dove David Herbert Lawrence nel 1926 scrisse parti di “L’amante di Lady Chatterley” e che Vasco Pratolini ha reso immortale in “Cronache di poveri amanti”. Dalla splendida città toscana al capoluogo partenopeo con il Ristorante Pizzeria Mattozzi a piazza Carità di Napoli, del 1833, di Paolo e Raffaele Surace, seconda e terza generazione, monumento della vera pizza, nato a inizio Ottocento come “Le stanze di piazza Carità”, ha visto le frequentazioni del ministro-filosofo Francesco De Santis, del presidente della Repubblica Alcide De Gasperi, dello scrittore Giuseppe Marotta; fondatore nel 1984 dell’”Associazione verace pizza napoletana”, per la tutela e promozione della più vera e golosa tradizione napoletana nel mondo.
Il tomo, foriero di elegante impaginazione e ottima veste grafica, è realizzato dall’Associazione Locali storici d’Italia, libero sodalizio culturale nato nel 1976 e attualmente presieduto da Enrico Magenes di Pavia, quinta generazione proprietaria della Pasticceria Vigoni e creatrice della Torta Paradiso. La Guida – 230 locali e 336 pagine bilingue italiano-inglese – è illustrata al tratto dal pittore Gianni Renna, proprio come si usava nelle guide ottocentesche ed è diretta da Claudio Guagnini. Per dover di cronaca va precisato che la pubblicazione viene distribuita gratuitamente dall’Associazione a chi ne fa richiesta, con il solo contributo delle spese di spedizione ed è altresì disponibile presso i locali associati. Per informazioni relative al libro e per altro è possibile contattare direttamente l’Associazione attraverso il loro portale web e quindi dalla home page sino modulo contatti dove sono presenti i recapiti dell’Associazione e un intuitivo form-modulo da compilare con i propri dati, indirizzo di posta elettronica e quant’altro!
Buona lettura a tutti quanti all’insegna del gusto, della tradizione e della cultura.

Stefano Buso

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