venerdì, 16 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Michele Zarrillo e i suoi fan. L’orgoglio del cantautore romano
Pubblicato il 28-08-2017


michele-zarrilloQuando il pubblico diventa una star. Fan come vip, o meglio V.I.P: alias very important people. Non è solo lo slogan di una nota emittente radio, ma ciò che è accaduto in un piccolo paese di provincia: Canale Monterano. Andare al concerto di Michele Zarrillo ed essere riconosciuti dall’artista; può succedere e così è avvenuto per tutti i membri del fan club del cantante romano. Durante il suo tour, Zarrillo infatti ha fatto tappa proprio qui in provincia di Roma, ma non è stato un concerto qualsiasi per tutti i suoi ammiratori. Molte attenzioni il cantautore e chitarrista italiano ha riservato loro soffermandosi a dialogare molto con tutto il pubblico accorso ed in particolare con “la prima fila”, presente lì già da molto tempo prima dell’inizio del live. Esibizione cominciata un po’ in ritardo rispetto all’orario previsto (le ore 22 circa invece delle ore 21 programmate), Zarrillo si è fatto perdonare trattenendosi a lungo dopo il termine del concerto a parlare con i suoi fan, intrattenendoli con una chiacchierata piacevole da cui non è sembrato affatto infastidito, anzi volenteroso di interagire e scambiare opinioni con loro. Sin dall’inizio è stato accolto con calore, ma ha dispensato lui stesso un’accoglienza molto amichevole. “Siete il mio orgoglio” e la mia fortuna, -ha detto esplicitamente rivolto a tutti coloro che lo seguono con continuità e perseveranza-. Fiero e contento di vederli numerosi, tanto da riempire tutta piazza del Campo, e così “cosmopoliti”. Provenienti da tutte le parti d’Italia, l’artista si è detto particolarmente felice di esibirsi in un piccolo paese di provincia come Canale, ancora abbastanza incontaminato dalla distruttività dell’uomo, dove “casine graziose” mostrano un senso del “buon gusto” che infonde speranza. Scatenatissimo sul palco, non si è fermato neppure quando la sua voce iniziava a dare le prime avvisaglie di ‘stanchezza’, dopo un tour lunghissimo che lo ha portato persino a salire sul palco del centro commerciale di Porte di Roma per un live il I luglio. Manifestando un po’ di preoccupazione per il calo di voce, dato che nei due giorni successivi (il 26 e 27 agosto, dopo l’esibizione a Canale di venerdì 25) lo attendevano altre due date importanti; ma comunque, nonostante lo stress fisico, il cantante si è detto persino un po’ triste e dispiaciuto per questa tournée che sta volgendo al termine. Musica che è vita per lui, attraverso cui tante emozioni ha regalato.

Entusiasmo con cui ha scaldato la piazza del Comune di Canale Monterano soprattutto grazie alle canzoni portate a Sanremo: “Una rosa blu” (nel 1982), “La notte dei pensieri” (nel 1987 con cui è arrivato primo fra le Nuove Proposte), “Cinque giorni” (con cui si è classificato quinto al Festival del 1994), “L’elefante e la farfalla” (che ha portato a Sanremo due anni dopo, nel 1996, e che lo ha visto piazzarsi solamente 11º), “L’alfabeto degli amanti” (torna all’Ariston dieci anni dopo, nel 2006, con questa canzone che gli regala il 2º posto nella categoria Uomini e lo vede finalista nella classifica generale, cantata in duetto anche con Tiziano Ferro) e poi l’immancabile successo al Festival di Sanremo di quest’anno, nel 2017, ovvero “Mani nelle mani” (seppure giunto solamente di nuovo 11°). Testi importanti, che lo hanno profondamente “segnato”, cui tiene molto e che lo rappresentano -ha spiegato-. Simboleggiano e sono una parte di lui, descrivono la sua esistenza e dicono chi è; affezionato perché tratteggiano tutto il lungo, faticoso e faticato percorso che lo ha portato al successo, cui è affezionato perché spesso sono emerse nel tempo ed hanno avuto bisogno di un periodo per essere apprezzate, ma poi si sono diffuse tra il pubblico e la gente e sono rimaste nella loro memoria, diventando degli “evergreen” degni di tale nome a tutti gli effetti; questo lo inorgoglisce ancor di più. Da valido chitarrista quale è, poi, Michele non si è risparmiato e non poteva rinunciare a cimentarsi in assoli strepitosi con due chitarre più volte. Poi si è lasciato andare ballando disinvolto molto spesso.

Questo live a Canale Monterano ha mostrato la parte più umana dall’artista. Di solito siamo sempre abituati a vederlo molto composto, compito e moderato negli interventi in tv pubblici, in cui si dimostra un grosso intellettuale di cultura che ama essere impegnato, molto serio in tutto ciò che dice e fa; invece qui è stato quasi come un amico della porta accanto con cui dialogare agevolmente. Una persona semplice che sul palco quasi si dimentica del suo ruolo di “cantante” e sembra più un “musicista” che si vede solo con la sua musica e, soprattutto, con la sua chitarra. Ciononostante un serio professionista. E non è un caso che la sua tournée si intitoli proprio “Vivere e rinascere tour 2017”, a simboleggiare la capacità di un artista di rialzarsi e risollevarsi anche nei momenti più difficili.

Barbara Conti

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