sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Psi Calabria
Il Documento integrativo del congresso
Pubblicato il 01-08-2017


Di seguito il documento integrativo presentato quale contributo alla discussione nel corso dell’ultimo Congresso Regionale PSI Calabria da un gruppo di Compagni tra cui Francesco Meringolo, Carmine Iuliano, Sonia Gradilone, Francesca D’Ambra, Walter Maccari, Scipione Roma che unitamente alla relazione del Segretario Regionale Luigi Incarnato è stato votato all’unanimità dall’assemblea congressuale.

L’assemblea ha altresì accolto un ordine del giorno di Francesca D’Ambra – vice Segretaria nazionale FGS e commissario regionale fgs Calabria sul tema immigrazione.

PREMESSA

“Abbiamo un passato imponente che diventa ingombrante quando si espone come un totem da venerare acriticamente; di quel passato dobbiamo recuperare il coraggio di essere eretici; di dire e fare ciò che gli altri non dicono e non fanno. É un passaggio cruciale, l’unico possibile per costruire un nuovo futuro”.

RIDARE DIGNITÀ ALLA NOSTRA AZIONE POLITICA

Il quinquennio 2013 – 2017 ha visto il PSI calabrese impegnato con tutte le energie disponibili in tutte le competizioni elettorali. Nonostante lo sforzo profuso e a causa di numerose contingenze negative, i risultati non sono stati quelli che noi tutti ci auguravamo.

Registriamo che in Calabria il Patto federativo prima e l’alleanza elettorale poi fatta con il PD non ha funzionato. I motivi e le analisi sono molteplici e certamente non staremo qui ad elencarli tutti.

Nel 2014 e dopo la disastrosa gestione della Giunta Scopelliti – Oliverio vince ponendo al centro del suo programma sanità, infrastrutture, occupazione giovanile, sburocratizzazione. I calabresi in massa hanno riposto tutta la loro fiducia in quel programma e in quel voto. Bene. Ad oggi tutti gli indicatori ci dicono che la Calabria continua a detenere tanti primati e tutti tristemente negativi: prima per disoccupazione giovanile; prima per turismo sanitario; prima per gap infrastrutturale; prima per inefficienza e lentezza nella PA. Rispetto all’ultima Giunta di centrosinistra guidata da Loiero – che si caratterizzò per la collegialità delle decisioni e la distribuzione delle deleghe – con Assessorati che in certi settori avevano una capacità di programmazione e di spesa di cui ancora si vedono gli effetti positivi (vedi Ass. LL.PP.), il Governatore Oliverio ha avocato di fatto a se le deleghe più pesanti, svuotando di ogni connotato politico la Giunta e svilendo il lavoro del Consiglio Regionale.

Per la sanità poi l’eterno contrasto, degno di una soap opera sudamericana, con il Commissario all’emergenza sanitaria, é finora servito come arma di distrazione di massa per la copertura dei numerosi disastri a cui siamo costretti ad assistere quotidianamente: interi territori scippati non solo dei presidi ospedalieri, ma anche dei presidi di pronto intervento. Un piano sanitario regionale che continua ad affossare – con la complicità di qualche Direttore Generale – la Sanità pubblica a favore di quella privata. Nella sola provincia di Cosenza 158 strutture private convenzionate su 155 comuni, con un trasferimento di risorse pubbliche a favore di queste ultime di 20 – 25 Milioni di euro annuì e ASP che non riescono nemmeno a dotarsi dell’Atto Aziendale. E mentre si continua a discutere di Ospedali unici fantasma, mega spoke, nuove assunzioni e ricette salvifiche, i LEA in Calabria restano una chimera e la vita dei cittadini una partita a Risiko.

Il PSI calabrese ha da sempre avuto nei confronti dell’attuale Governatore regionale un comportamento leale e propositivo, nonostante i tanti accordi disattesi, anche quando era Presidente della Giunta provinciale di Cosenza: dalla vice Presidenza della Giunta Provinciale al scelta del capolista al Comune di Cosenza fino ad arrivare al 2015 allorquando in una pubblica riunione e alla presenza del nostro Segretario Nazionale, dichiarò che il PSI avrebbe fatto parte della sua Giunta Regionale.

Il PSI calabrese continuerà a sostenerlo e ad assumersi anche responsabilità di governo qualora fosse chiamato a farlo, a patto che la smetta con la continua propaganda che ci tiene in perenne campagna elettorale e che ci ha fatto perdere i primi due anni e mezzo di legislatura.

Un partito esiste se oltre al suo Segretario legittimamente eletto, si da degli organismi veri, coinvolge gli iscritti che si riuniscono, discutono, fanno sintesi, propongono. Bisogna ricominciare a dire la nostra su tutte le problematiche che impediscono lo sviluppo socio-economico di questa Regione: lavoro dignitoso, legalità, migranti, politiche giovanili, turismo, cultura, sanità, fondi comunitari, dissesto idrogeologico, politiche abitative, costituzione nuove province. Quei bisogni e quei meriti che toccano la carne viva di un popolo – quello calabrese – con il quale dobbiamo riconciliarci e farci perdonare anche i nostri tanti, colpevoli silenzi. É l’unico modo per ridare efficacia alla nostra azione politica; é l’unica strada che ci resta da percorrere da qui alla primavera 2018, per ritornare in quel Parlamento della Repubblica dove manca una voce Socialista calabrese da quasi un decennio.

A questo proposito, impegniamo questa assemblea e la futura Segreteria a chiedere con forza al PSI nazionale il riconoscimento pieno del ruolo e del peso politico-elettorale del PSI calabrese, riservandoci un seggio sicuro in Parlamento. Ne va della nostra dignità; ne va della sopravvivenza del Socialismo calabrese.

Abbiamo ancora la fortuna di esprimere in tante Amministrazioni pubbliche, compagni e compagne capaci e generosi, che considerano ancora la politica come servizio, che fanno dell’onestà la precondizione del loro agire e che sono il nostro orgoglio e la nostra forza: valorizzarne il profilo politico, supportarne l’azione amministrativa e amplificando le loro piccole e grandi iniziative anche attraverso i nuovi Social Network sarà la Mission della nuova Segreteria Regionale.

In un’epoca che sembra prediligere i partiti liquidi, bisogna riorganizzarci sui territori chiamando anche quei tanti Compagni che non si sentono coinvolti. Le energie e le competenze non ci mancano, i dirigenti provinciali e regionali che avranno l’onore e l’onere di guidarci nemmeno, difendiamo la Storia di lotte e conquiste vero orgoglio del Socialismo calabrese e riprendiamoci la nostra dignità e il nostro futuro. #Avanti!

I delegati regionali

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