venerdì, 16 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

ESTATE ROMANA
Pubblicato il 30-08-2017


tiburtino iiiRoma è di nuovo protagonista (in negativo) sulla questione migranti. Dopo gli scontri e gli sgomberi di fine agosto a Piazza Indipendenza, la tensione si sposta in periferia. Ieri sera intorno alle 22 si è scatenata una lite furibonda al centro di accoglienza migranti di via del Frantoio a Roma, quartiere Tiburtino Terzo.
Tutto sarebbe nato da un diverbio tra un migrante e alcuni ragazzini del quartiere, un successivo lancio di sassi da parte di un migrante, un gruppo di residenti che aggredisce gli ospiti del centro e ne ferisce uno e due versioni successive. Da un lato chi sostiene che ci sia stato un vero e proprio assalto da parte dei residenti al centro accoglienza, dall’altro la versione che i migranti sarebbero usciti armati di coltelli e bastoni. In ogni caso un eritreo è stato ferito alla schiena, ma non si conosce ancora l’esatta dinamica dell’aggressione: le indagini sono ancora in corso.
Il migrante eritreo ferito nella notte durante le tensioni registratesi al centro di accoglienza di via dei Frentani non è ospite di quella struttura dal luglio scorso. È quanto fa sapere la Croce Rossa di Roma che gestisce il Presidio Umanitario spiegando che l’eritreo “è attualmente inserito nel programma di relocation” ospite del Centro di accoglienza straordinaria (Cas) di via Staderini, nel quartiere di Tor Tre Teste. “Quanto è accaduto questa notte al Tiburtino è sintomo di una situazione di tensione. Siamo preoccupati per la pacifica convivenza di tutti”, sottolinea la Croce Rossa precisando anche che “non ci sono state persone ‘sequestrate’ e che la tensione per fortuna non ha prodotto gravi conseguenze”. “Noi siamo disponibili – prosegue la Cri di Roma – a prendere tutti i provvedimenti necessari qualora si accertassero fatti diversi, ma al momento possiamo confermare che dal Presidio non è partita alcuna forma di aggressione. Siamo disponibili come sempre nei confronti della popolazione residente e auspichiamo che lo siano anche le Istituzioni del territorio. Da subito ieri sera ci siamo messi in contatto con le Forze dell’Ordine e attendiamo la conclusione delle indagini”.
La procura di Roma ha aperto un fascicolo. Il pm Alberto Galanti procede per tentato omicidio ed è in attesa di un’informativa della polizia sui fatti sfociati nell’accoltellamento dell’eritreo. Nel frattempo ha nominato un interprete che possa consentire al ferito di riferire su quanto accaduto nel centro di accoglienza.
La tensione si è riacutizzata nella mattinata: all’uscita di tre migranti dal centro, uno dei quali con la mano fasciata, un paio di residenti gli sono andati incontro urlando: “Ti ho riconosciuto, eri quello che stanotte aveva in mano un bastone”. Ad intervenire polizia e carabinieri che hanno separato i due gruppi. Attualmente è presidiato dalle forze dell’ordine il centro di accoglienza di via del Frantoio. Un blindato della polizia da stamattina è posizionato davanti al cancello d’ingresso che apre sul vialetto interno. Pochi i migranti che entrano e escono dalla struttura mentre continua il via vai di residenti lungo la strada.
A buttare benzina sul fuoco ci ha pensato subito Casapound che ha addirittura fatto circolare la notizia ‘falsa’ di una donna sequestrata dai migranti del Centro. “Pare che una donna sia stata rapita dagli immigrati clandestini, ospiti del centro gestito dalla Croce Rossa, in seguito ad un diverbio”, ha commentato su Roma Today Mauro Antonini, alimentando la crescente tensione.
Un appello a “evitare altre tensioni” viene dalla Croce rossa italiana (Cri) di Roma, fonti della quale affermano come le violenze di stanotte al Tiburtino III, a Roma, con un migrante eritreo ferito, siano avvenute all’esterno del centro della Cri. L’organizzazione umanitaria sta ancora cercando di ricostruire l’accaduto dalle testimonianze dei propri operatori, che vengono sentiti dai carabinieri: secondo quanto emerso finora, alcune persone – tra cui l’eritreo ferito – si sarebbero avvicinate all’ingresso del presidio umanitario in via del Frantoio.
“Sugli incidenti al centro di accoglienza di via del Frantoio andrebbero evitate le solite speculazioni politiche. Dovrebbero evitarle in particolare le destre, dentro e fuori le istituzioni, impegnate h24 a criminalizzare i migranti e ad alimentare i conflitti, invece che provare a risolvere i problemi”, afferma Stefano Fassina, deputato Sinistra italiana e consigliere Sinistra per Roma. “È evidente – prosegue Fassina – che sulle periferie si sono scaricati problemi enormi. È evidente che da tanti anni Roma non ha politiche per l’accoglienza e l’integrazione. È carenza specifica di un problema generale: l’assenza di politiche adeguate per la dilagante sofferenza economica e sociale della città”.
“Di fronte a questi nuovi fatti – avvertono i consiglieri del Pd di Roma – ci chiediamo cosa stia facendo il Campidoglio per gestire l’accoglienza, se e come stia collaborando con le altre Istituzioni. Forse sarebbe stato meglio approvare già ieri la proposta del Pd di istituire una cabina di regia per coordinare le istituzioni e rafforzare il sistema di accoglienza diffuso per rifugiati e richiedenti asilo. Il tutto invece è stato rimandato per l’assenza dell’assessora Baldassarre”.

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