sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Alessandro Todde:
Vedere il figlio è diritto anche del padre
Pubblicato il 23-08-2017


Buongiorno Egregia Redazione,
mi presento:mi chiamo Alessandro Todde, sono un papà di un bellissimo e sfortunato bambino che da tre anni sta (stiamo) subendo una ostinata e dolorosa sottrazione di minore.

La madre di mio figlio, di nazionalità Rumena, ha sottratto il bambino ormai quasi tre anni fa e da un anno e mezzo-cioè da quando ho ottenuto con Sentenza definitiva della Corte di Appello di Bucarest l’ordine di rimpatrio di mio figlio Gabriel, in base alla Convenzione Aja alla quale mi sono prontamente appellato – non sono più riuscito a vedere nè a sentire mio figlio, data l’irreperibilità della madre, la quale ha pensato bene di sparire per non rispettare la sentenza.
Ad Aprile di quest’anno ho ottenuto in primo e secondo grado l’affido esclusivo di Gabriel, poiché in base alle Leggi Internazionali la Romania ha riconosciuto la competenza in materia di affido ai Tribunali Italiani,ed é solo questione di tempo perché la Romania riconosca la Sentenza in base al certificato art.39.
Ormai non si contano più le cause che abbiamo dovuto sostenere e le denunce effettuate e depositate verso la madre di mio figlio e le altre persone coinvolte.Purtroppo, come spesso accade,stiamo incontrando serie difficoltà nell’ottenere il supporto e l’intervento delle Autorità della cittadina dove la madre sottrattrice dice di risiedere,nonostante le sentenze tutte a mio favore!!!
Ci stiamo battendo senza sosta e più volte abbiamo chiesto aiuto al Ministero della Giustizia,Autorità Centrale,Dipartimento Protezione Minorile,Consolato,Ministero Esteri,tenendoli informati di ogni sviluppo.L’autorità Centrale continua a sollecitare l’omologa Autorità Rumena dandomene comunicazione.Attualmente la madre di mio figlio sarebbe ufficialmente ricercata dalla Direzione Investigativa Anticrimine della Romania e dall’Interpol,in base alle comunicazioni ricevute…..
Mio padre si é indebitato fino al collo per aiutarmi e riportare Gabriel a casa,ma a parte quello siamo esausti di fronte a tanta cattiveria,ignoranza ed ostinazione e nel dover constatare l’intenzione della signora e della sua famiglia di cancellarmi come padre,come se non esistessi.In questi tre anni,come può ben immaginare abbiamo subìto di tutto,dalle intimidazioni agli sfottò anche in Tribunale.
Abbiamo davvero bisogno di aiuto,non abbiamo mai chiesto soldi ma azioni davvero concrete.
Non é possibile che nessuno vada a cercare questo bambino e che la madre possa girare libera ignorando sentenze,denunce,ufficiali giudiziari e convocazioni ufficiali della Polizia.
Per concludere,mio figlio soffre di una rara forma di anemia e per questo era in cura presso il centro ematologico del Policlinico Umberto I di Roma; la madre ha inconsciamente condotto il bambino in un luogo dove non ci sono strutture allo stesso livello, come riconosciuto anche dai Tribunali, o comunque lontane dal luogo di residenza. Questo è stato un motivo determinante, oltre alla negazione della figura paterna, per cui la madre è stata ritenuta non idonea a crescere il bambino.
In realtà credo che lei se ne prenda cura dal punto di vista meramente pratico,ma sia lei che tutto il tessuto che ha intorno stanno mettendo a rischio la salute fisica,mentale ed emotiva di Gabriel.Dietro a questa assurda storia c’é infatti la famiglia materna che ha manipolato il tutto per vari motivi.
Io sono convinto che un figlio abbia il diritto di crescere con entrambi i genitori salvo un pericolo reale per il minore,come stabilisce anche la Legge,e mai vorrei far crescere mio figlio senza madre,ma non c’é mai stata possibilità di un accordo civile con la controparte per via del loro rifiuto categorico poi sfociato nel semplice ed assordante silenzio.Sia chiaro che se anche riuscirò a riportare mio figlio a casa non gli impedirò mai di non avere contatti con sua madre.Sarebbe una crudeltà inaudita nei confronti del bambino,nonostante tutto.
Io non sono perfetto e spesso in coppia si arriva a non trovarsi più,ma non merito che mi venga negato un figlio,e su questo nessuno ha dei dubbi, nemmeno la mia ex cioé la madre di Gabriel. Tutto questo è una follia ed un qualcosa di crudele e doloroso.

Questa in breve è l’attuale storia mia e di mio figlio,
Vi ringrazio in anticipo per il tempo che avete speso nel leggerla e spero e Vi chiedo solo di aiutarmi, se potete, semplicemente portando la mia storia un pò più in superficie,o mettendomi in contatto con chi può davvero fare qualcosa per rendere giustizia a Gabriel,a me ed alla mia famiglia.

I miei Migliori Saluti

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