sabato, 17 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luciano Masolini:
L’incolmabile vuoto lasciato
da Amerigo Iannacone
Pubblicato il 28-08-2017


Lo scorso 12 luglio a causa di un incedente stradale è deceduto lo scrittore e poeta Amerigo Iannacone, aveva compiuto da poco sessantasette anni. La sua improvvisa scomparsa ci ha colti di sorpresa, destando in noi che lo conoscevamo e tanto apprezzavamo una profonda sofferenza, accompagnata da un incolmabile vuoto. Era nativo di Ceppagna, un paesino vicino Venafro in provincia di Isernia. Prima del suo pensionamento (nel 2011) aveva svolto l’attività come insegnante – inizialmente di stenografia – presso un istituto professionale per il commercio e successivamente era passato ad insegnare anche in altre scuole.

Ma la sua vera passione erano i libri che non solo gli piaceva leggere, ma che cominciò presto pure a redigere Ne ha infatti lasciati molti. E per una pura casualità, sempre legata al mondo librario, divenne anche un bravissimo ed esperto editore. Nel 1990 nacquero infatti le Edizioni Eva – nome proveniente da quello della sua amata figlia -, con il cui logo sono già usciti circa cinquecento pubblicazioni, dove non mancano autori pure di prestigio. Amerigo Iannacone fu inoltre anche un esperantista, alla cui lingua (incontrata ed imparata nel 1982) aveva addirittura dedicato una sua grammatica. E diversi furono i libri sullo specifico argomento (anche varie sue traduzioni) inseriti in apposite collane del ricco e valevole catalogo Eva. Pochi mesi prima della tragica scomparsa in quel maledetto incidente era uscita la sua ultima opera, “C’ero anch’io. Un’autobiografia o quasi”, divenuto ormai una sorta di suo testamento. Tra le diverse altre cose da lui sempre così amorevolmente realizzate un posto di rilievo è quello che riservò (con infinita passione) a “Il Foglio Volante – La Flugfolio”, un periodico letterario e di cultura varia che fondò nel gennaio del 1986. Nel quale, come ben si capisce già dal doppio titolo, vi trovava spesso spazio anche la lingua e la letteratura esperanto. Proprio in questo mese ne è stato curato un numero speciale (il numero otto) di ben sedici pagine, tutto incentrato nell’omaggiante ricordo del suo fondatore.

Ci auguriamo che questa minuscola ma virtuosa testata – prezioso luogo d’incontro di poeti, letterati ed esperantisti – possa continuare ad uscire regolarmente come avvenuto fino ad ora. Colui che la fondò (e a cui tanto teneva) ne rimarrebbe senz’altro più che appagato. Comunque, dato che lo spirito di un poeta non muore mai, siamo certi che attraverso la sua luminosa opera Iannacone continuerà ugualmente a ricordarci quanta forza e bellezza sono insiti nella vita. Invitandoci con il suo umano esempio di squisita persona quale è stata a saperne cogliere ogni pur minimo momento, compresi anche quelli con cui non vorremmo mai imbatterci.

Luciano Masolini

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