mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Costruire l’Europa dei popoli
Pubblicato il 07-08-2017


L’argomento politico  più gettonato è  l’ Unione Europea, che  è diventato popolare quasi come il gioco del calcio. Come, nel passato, tutti si consideravano allenatori , così’, oggi, tutti si considerano  professori di economia,  di geografia, di sociologia  e di Diritto comunitario. La spinta  a monopolizzare bocche ed orecchi deriva dagli effetti negativi, veri o presunti, che le scelte europee hanno avuto sulle economie dei vari paesi e sulle famiglie.

Anche le maggioranze, che governano il nostro Paese, trovano comodo trasferire proprie  responsabilità all’ Unione Europea. Le diverse  opinioni  trovano la loro giustificazione nell’ estemporaneità con la quale le forze politiche  trattano la materia e in ciò che la parola “austerità” evoca.  Anche  la diversa cultura degli “opinionisti” e la superficialità con cui sono state affrontate  le problematiche derivanti  da un processo, che doveva provocare una rivoluzione geo-politica, contribuiscono all’inquinamento concettuale.  Popoli, che erano stati in lotta durante le seconda guerra mondiale, tendevano ad unirsi e ad  allearsi in un mondo, che, diventando globalizzato, annullava le posizioni di rendita dei Paesi dell’Occidente e , quindi, dell’Europa. La lungimirante prospettiva, che alcuni sintetizzavano in “Stati Uniti d’Europa”, doveva portare vantaggi sociali ed economici alle popolazioni interessate. Purtroppo,  i mercanti  rubarono  la gestione del processo, orientandolo  nella direzione a loro favorevole, snobbando  le intenzioni di quelli, che avevano partorito l’idea.   Mi sorprende che nessuno richiami le responsabilità delle forze politiche, che si dimostrarono alleate dei mercanti. Negli anni, il potere dei mercanti,  ( negli ultimi anni: Banche, Assicurazioni e Finanza) è aumentato e ciò non poteva non avere conseguenze negative sulle condizioni economiche e sociali degli Stati membri. Purtroppo, le negatività, invece di essere base di discussioni per superarle, vengono utilizzate come argomenti di  lotta politica. Metodo, che ha sempre trovato terreno fertile nel nostro Paese.  Ciò alimenta la confusione  e fa diventare causa, gli effetti.  Intanto, ciò che è vitale per il futuro dell’Unione Europea viene  sistematicamente trascurato, facendola diventare gradualmente marginale nel  mondo  globalizzato.  Per i populisti, di destra e di sinistra, è facile e comodo richiamare l’attenzione sulle cose che non vanno. A me, fanno tornare alla mente un episodio.  Un giorno un padre condusse il figlio  alla foce di un fiume. Giuntovi, il padre disse al figlio: ”Vedi come è inquinato”?    Il figlio pensoso rispose:” Papà, lo vedo, ma vorrei capire dove incomincia l’inquinamento”?  Quanti sono come il padre e quanti sono come il figlio? Quando avvertiamo il peso  di scelte fatte dalla BCE o dal Parlamento europeo, dovremmo porci  la domanda: “ Quando è iniziato il processo, che sta portando l’Unione  ad essere  causa di non sviluppo e di aumento delle diseguaglianze”?  Mi permetto di richiamare le cose che si leggevano e si ascoltavano agli inizi del processo di unificazione europeo.   Mi limito all’essenziale. C’erano sostenitori dell’Europa dei popoli e quelli, che, senza dirlo,  cullavano il desiderio di avere l’Europa dei mercanti. Sarebbe interessante capire chi  sono gli  eredi delle due posizioni. Possiamo dire che la volontà dei Padri del Manifesto di Ventotene è stata utilizzata, in modo subdolo, per  unificare i mercanti.  Quasi a dimostrare la validità di un’affermazione di De Filippo: “i milioni si conoscono, si chiamano e cercano di incontrarsi, solcando gli oceani o scavalcando le montagne”.  L’aver fatto emigrare, nei paesi dell’Est, settori  dell’economia reale, ha fatto spostare l’interesse dei poteri forti sui settori (virtuali) bancario-assicurativo-finanziario, che richiedono più braccianti che lavoratori dipendenti. In questi ultimi mesi, addirittura, la stessa attività bancaria  sta perdendo  spazio a favore della finanza e delle assicurazioni.

Ho detto, in un precedente articolo, che, l’aver posto fine alla separazione tra Banche e Assicurazioni,  ha fatto esplodere l’accordo tra i mercanti e la preferenza verso attività che spostano ricchezza, senza crearne. E’ sotto gli occhi di tutti , la concentrazione  di più banche in poche mani , che si accompagna al licenziamento di dipendenti  e all’aumento del costo dei loro servizi.  In questo marasma, l’unione trascura tutto ciò che dovrebbe contribuire a ridurre le diseguaglianze tra i vari popoli e tra persone dello stesso paese. Si danno direttive nei settori che interessano i mercanti, mentre i deboli si lasciano in balia delle politiche nazionali. Per farla breve, affermiamo che l’E.U. è solo Europa dei mercanti.  I fatti, che avrebbero dovuto dimostrare l’esistenza  della volontà di  costruire l’ Europa dei popoli, sono assenti.  Mi auguro che si riparta dal punto in cui la strada incominciò a deviare .

Luigi Mainolfi

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