lunedì, 24 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Grana Pd con Crocetta, la destra sempre più compatta
Pubblicato il 31-08-2017


crocetta 1A nove settimane e mezzo dal voto in Sicilia, dove i dem contano quattro assessori in giunta, Rosario Crocetta inizia a mettere i bastoni tra le ruote al Centrosinistra. L’attuale presidente chiede di essere ricandidato, vuole le primarie, mentre Ap e Pd hanno già chiuso l’accordo su Fabrizio Micari, rettore dell’ateneo di Palermo. “Io sono sempre stato chiaro e dico sempre quello che penso. Se qualcuno pensa che Rosario Crocetta sia l’ideologia della divisione del centrosinistra si sbaglia di grosso”, afferma dicendosi pronto a correre da solo in caso di rottura e minacciando perfino un “governo del presidente”.
La grana arriva direttamente in casa Dem portando a ulteriori divisioni, dopo i malumori per le regionali con alleanza Ap. “Il progetto Micari – fa sapere Crocetta – è un progetto nato a Roma con Leoluca Orlando che ha fatto esattamente la stessa cosa che ha fatto con le amministrative. È andato a Roma, si è fatto candidare dal Pd e poi ha detto che era civico, noi gli abbiamo fatto una legge che con il 40% vinceva e poi ha fatto tutto da solo. Io non posso accettare che la Sicilia venga commissariata da Roma”. Infine Crocetta chiede ancora una volta un incontro a Renzi, ma difficile che i vertici del Nazareno cambino idea sulle primarie, anche perché manca davvero poco e il Partito si è già speso per il nome del rettore palermitano.
“È legittimo che il presidente voglia difendere cinque anni di governo in Sicilia. Ma non accettiamo lezioni di democrazia. Renzi e la classe dirigente del Pd, sottoscritto compreso, hanno posto le primarie al centro del nuovo corso”. Lo afferma al Mattino, il sottosegretario alla Salute Davide Faraone, dirigente del Pd, riferendosi al governatore siciliano Rosario Crocetta. “Le primarie – aggiunge – furono proposte a Crocetta a suo tempo. Gli chiedemmo la disponibilità per i primi di luglio, ma il governatore rifiutò: le avvertiva come una sorta di messa in discussione della sua avventura politica”.
Da sinistra inoltre arriva il nome di un candidato più che influente e stimato negli ambienti siciliani: Claudio Fava. Mdp ha scelto infatti all’unanimità il figlio del giornalista ucciso da Cosa Nostra come candidato alla presidenza della Regione siciliana e vota compatta per la ricomposizione delle forze di sinistra. “Sono a disposizione e se ci sarà una condivisione ampia e convinta di tutta la Sinistra” con “una partecipazione alta e coerente di tutte le componenti a quel punto, ma soltanto a quel punto, sarò pronto a fare la mia parte”. Così Claudio Fava commenta la scelta del coordinamento regionale di Art1-Mdp di sceglierlo all’unanimità come candidato governatore in Sicilia.
E mentre la sinistra continua a spaccarsi, la destra si ricompatta: con Nello Musumeci potrebbe andare nelle prossime ore anche l’ex rettore Roberto Lagalla. Lo conferma il commissario regionale di Forza Italia, Gianfranco Miccichè: “Ci sono delle limature all’accordo da fare, ma anche Cantiere popolare fa parte della coalizione, se non fossero con noi sarebbe una grande sconfitta. Con Lagalla stiamo lavorando, non ha ritirato la candidatura a governatore. La nostra proposta è che sia in giunta”.

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