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Opinioni e commenti
 

Buemi: “Non capisco la sinistra che difende Maduro”
Pubblicato il 01-08-2017


leopoldo-lopez-antonio-ledezma_0Continuano le rappresaglie del Presidente Maduro contro la popolazione venezuelana. Maduro aveva avvisato che avrebbe utilizzato il pugno di ferro contro i suoi oppositori ma nessuno si aspettava una mossa così repentina: il servizio segreto venezuelano (Sebin) ha arrestato Leopoldo Lopez e Antonio Ledezma, i leader che guidano l’opposizione a Nicolas Maduro. L’ordine di cattura sarebbe arrivato proprio dal presidente all’indomani delle contestate elezioni della Costituente. L’avvocato di Leopoldo Lopez ha detto oggi che il suo cliente è stato riportato al carcere militare di Ramo Verde, alla periferia di Caracas, da dove era uscito lo scorso 8 luglio.
Oggi a richiamare l’attenzione su quella che è ormai a tutti gli effetti una dittatura, anche il senatore socialista, Enrico Buemi: “Vorrei ricordare a tutti noi i fatti di questa notte accaduti in Venezuela e ricordare a quest’Assemblea e a tutti noi che queste sono cose che abbiamo già visto: le abbiamo già viste in giro per il mondo, ma le abbiamo viste anche nel nostro Paese (è soltanto di qualche mese fa l’anniversario del rapimento di Giacomo Matteotti e della sua successiva uccisione)”.
“Concordo – aggiunge – con le parole del Presidente Casini nel ritenere, nel caso accadesse qualcosa a questi due esponenti politici dell’opposizione venezuelana, il primo responsabile, almeno per quanto ci riguarda, il Presidente Maduro, che sta forzando, anche con l’uso della forza militare, normative che mettono in discussione i principi fondamentali”.
“Non posso, però, non richiamare alla vostra attenzione, colleghi, il silenzio di due Gruppi parlamentari in quest’Aula che non hanno applaudito quando il presidente Casini richiamava all’impegno ed alla solidarietà di questa Assemblea nei confronti delle opposizioni e della battaglia popolare venezuelana per la democrazia”, ha fatto notare il senatore del Psi.
“Non capisco come certi pezzi della sinistra italiana non si associno a questa battaglia di affermazione di democrazia e di principi di libertà: non ci può essere interesse di bottega, non ci può essere solidarietà con altri Stati che in questo momento in Venezuela giocano una partita magari discutibile da parte di Gruppi politici italiani. Per quanto mi riguarda, non so se il mio futuro sarà ancora di impegno politico in questo Parlamento, ma sarà difficile condividere con loro prospettive politiche che in questo momento li fanno dividere da un impegno solidale di questo Senato”, ha così concluso Enrico Buemi.

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