venerdì, 21 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Via libera del Cdm al reddito di inclusione
Pubblicato il 29-08-2017


povertà

“Un aiuto a famiglie più deboli, un impegno di governo, Parlamento e Alleanza contro povertà”. Così su twitter il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, commentando il via libera del Consiglio dei ministri al dlgs Povertà. Dal primo gennaio prossimo arriva il ReI: il reddito d’inclusione con aiuti mensili fino a 490 euro. Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della legge sul contrasto della povertà, il riordino delle prestazioni di natura assistenziale e il rafforzamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali

“Il decreto introduce – spiega infatti il comunicato di Palazzo Chigi – a decorrere dal 1-¦ gennaio 2018, il Reddito di inclusione (ReI), quale misura unica a livello nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. Il ReI è una misura a vocazione universale, condizionata alla prova dei mezzi e all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa finalizzato all’affrancamento dalla condizione di povertà”. “Viene riconosciuto ai nuclei familiari che rispondano a determinati requisiti relativi alla situazione economica. In particolare, il nucleo familiare del richiedente dovrà avere un valore dell’Isee, in corso di validità, non superiore a 6.000 euro e un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20.000 euro. In prima applicazione sono prioritariamente ammessi al Rei i nuclei con figli minorenni o disabili, donne in stato di gravidanza o disoccupati ultra cinquantacinquenni”

Per il segretario del Psi Riccardo Nencini è “cosa buona e giusta sostenere chi è in condizioni di bisogno”. Sono complessivamente quasi 1,8 milioni, di cui 700 mila minori, le persone potenzialmente coperte dal Reddito di inclusione. La dimensione media del nucleo familiare è pari a poco più di 3,5 componenti. Tenuto conto dei redditi posseduti e di altre prestazioni economiche di ammontare superiore al Rei (esclusa l’indennità di accompagnamento), i nuclei familiari beneficiari potenziali della misura, in sede di prima applicazione, sono circa 500 mila, di cui 420 mila con minori. Ma ovviamente non mancano le polemiche legate alla consistenza della cifra messa a disposizione.

Per la prima volta il nostro Paese, afferma il ministro Poletti, “ha uno strumento permanente di contrasto alla povertà fondato sul sostegno al reddito e sull’inclusione sociale. Uno strumento che impegna tutte le istituzioni e le comunità locali a stare a fianco dei più deboli”. “Il Rei – sottolinea Poletti – rappresenta il pilastro fondamentale del Piano nazionale per la lotta alla povertà e colma un vuoto annoso nel sistema italiano di protezione degli individui a basso reddito. Il Rei, che potrà essere richiesto a partire dal primo dicembre, è il segno di un nuovo approccio alle politiche sociali, in quanto si fonda sul principio dell’inclusione attiva, ovvero sull’affiancamento al sussidio economico di misure di accompagnamento capaci di promuovere il reinserimento nella società e nel mondo del lavoro di coloro che ne sono esclusi”.

“Una prima risposta concreta” scrive il ministro e vicesegretario del Partito democratico Maurizio Martina in un post su Facebook “che mira ad aiutare concretamente tutte le persone in grave difficoltà economica. Finalmente l’Italia colma una lacuna, essendo fino ad oggi l’unico paese europeo a non avere uno strumento di contrasto universale alla povertà”. Mentre i 5 Stelle parlano di un provvedimento che “non è la soluzione per affrontare il problema della povertà che affligge il nostro Paese” e rilanciano il reddito di cittadinanza.

Positivo il commento del segretario della Cisl Annamaria Furlan, per la quale “il Reddito di inclusione è indubbiamente un provvedimento importante. Ma servono maggiori risorse e servizi sociali moderni per sostenere le famiglie ed i più deboli”. Per la Uil si tratta di un punto di partenza ma al tempo stesso, afferma il segretario confederale Silvana Roseto, “necessita di maggiori risorse, affinché possa raggiungere un bacino di utenza che, purtroppo, è ancora in aumento”. 

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