venerdì, 24 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

A proposito di Giuseppina Ghersi
Pubblicato il 21-09-2017


Nell’agosto del 1990 provocai il grande confronto nazionale (ne parlò anche il giornale della gioventù comunista sovietica) sul dopoguerra reggiano. Si evocò il triangolo della morte anche se il termine riguardava tre comuni del modenese. L’ex deputato comunista Otello Montanari scrisse poi il suo famoso Chi sa parli che suscitò clamore perché si trattava del primo comunista che ammetteva responsabilità dirette del Pci negli omicidi, non solo e non tanto di ex fascisti, ma di imprenditori, cattolici, liberali e anche di socialisti, come l’ex sindaco di Casalgrande Umberto Farri ammazzato brutalmente a casa sua nell’agosto del 1946. Da pochi mesi era crollato il muro di Berlino e il Pci aveva deciso di cambiar nome. Su quei fatti il Psi tenne un grande convegno concluso da Rino Formica e al quale parteciparono l’ex partigiano Aldo Aniasi e l’ex comunista Ripa di Mena. Su tutto questo scrissi poi un libro “Storie di delitti e passioni”, uscito nel 1995.

Il caso della povera Giuseppina Ghersi, la bambina di 13 anni orribilmente ammazzata a pochi giorni di distanza dalla Liberazione, appartiene a quella stessa categoria di delitti che per fortuna a Savona furono meno copiosi che non a Reggio Emilia (il prefetto della Liberazione Vittorio Pellizzi ha parlato di mille morti fino alla fine del 1946, lo storico comunista Giannetto Magnanini “solo” di 450). Anche a Reggio Emilia un ragazzo seminarista di 14 anni venne trucidato da alcuni partigiani comunisti, solo colpevole di portare l’abito nero. Si tratta di episodi che la coscienza di tutti i democratici ha il dovere di condannare e non dimenticare. E dopo che la vicenda della Ghersi é stata ricordata nel libro di Pansa “Il sangue dei vinti” e, soprattutto, dopo la decisione di rinfrescarne la memoria con una targa in piazza, si ha il dovere di sbugiardare coloro che ancor oggi si arrampicano dietro il paravento del giustificazionismo.

La nostra condanna per chi che si é macchiato di questo crimine, qualsiasi sia la sua matrice politica, la ragione di quel gesto, le sue finalità, deve essere assoluta. La presa di distanze del presidente dell’Anpi di Savona, subito criticato anche dall’Anpi nazionale, non é solo inaccettabile, ma anche pericolosa. Rapportare gesti come questo alla lotta di liberazione finisce per attribuire delitti infami alla nobile rivolta degli italiani al nazi fascismo. Separare questi episodi dalla Resistenza significa preservarla da crimini indecenti. Nella confusione la Resistenza é lesa, nella distinzione é salva. Non é un caso che i veri partigiani già nel 1990 presero posizione condannando gli omicidi del dopoguerra. E che oggi tutti i partiti democratici abbiano usato parole chiare sulla crudele morte di quella povera bambina. Aggiungo che se l’iniziativa della targa fosse partita dai soggetti del centro sinistra, e non da un consigliere di Forza Italia, più difficile sarebbe stata l’appropriazione del gesto anche da parte di forze di estrema destra. Cos’é questa timidezza o ritrosia a farsi carico di iniziative esplicite che segnino un confine netto tra crimine infame e guerra giusta, tra omicidio e giustizia, tra crudeltà e umanità? Ho sempre pensato che la nostra matrice sia quella giusta per stare dalla parte dell’antifascismo senza rinnegare mai i valori del rispetto della dignità umana.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Il concetto che chiude il Fondo del DIrettore dovrebbe essere scontato, ma sappiamo bene che non e’ cosi’, posto che quanto si discosta dal “politicamente corretto” viene per solito “bacchettato”, per usare un eufemismo, alla faccia della libera espressione del proprio pensiero che dovrebbe averci portato la democrazia.
    Paolo B. 22.09.2017

  2. Credo che dietro la vergognosa presa di posizione di certi ambienti dell’Anpi si nasconda la cattiva coscienza, latente ma mai sopita, di una certa sinistra che nulla ha a che vedere con i veri valori di essa. Quella sinistra che ancora oggi, contro ogni evidenza, sminuisce le foibe, il triangolo della morte, i crimini di Stalin…

  3. Parole giuste, Direttore, su un tema che è discriminante tra scopi nobili e comportamenti abietti.
    Noi da dove riprendiamo? Dal fuoco dato alle camere del lavoro, dalle purghe con l’olio di ricino, dalle bastonature “educatrici”, dai linciaggi degli squadristi?
    Sulla scorta di pretesti vari,tira una brutta aria di risorgente squadrismo in Italia. E’ bene metterci subito un rimedio!

  4. Io non so se vi siano rigurgiti di “squadrismo”, anche se non mi sembra di scorgere in giro “Camere del Lavoro date alle fiamme”, oppure “purghe con l’olio di ricino”, ovvero “bastonature educatrici”, e “linciaggi di squadristi”, o qualcosa che vi assomigli immaginando che gli esempi portati da Moreno abbiano un significato essenzialmente simbolico, ma potrebbe anche essere che io sia un po’ disattento.

    Non riesco neppure a capire cosa intenda Moreno per “metterci subito un rimedio”, ma se per caso dovesse significare che va “repressa” ogni opinione che “odora di destra”, io credo che sarebbe, oltretutto, un errore politico – a parte i forti dubbi sul fatto di impedire la libera espressione del proprio pensiero – perché le idee che non possono manifestarsi liberamente sono per solito destinate a lievitare e ad ingrossarsi in “silenzio”, e a cercare poi qualcuno che possa in qualche modo rappresentarle.

    Paolo B. 24.09.2017

Lascia un commento