martedì, 24 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Apriamo il dibattito sul Psi, con chiarezza e senza ipocrisie
Pubblicato il 25-09-2017


Qualche giorno fa sono stato a Bozzolo,in provincia di Mantova,per il festival dell’Avanti! Sì,per chi non lo sapesse,ancora in giro per l’Italia si organizzano molte feste per il nostro giornale. Del resto anche l’Unità non è più in edicola da tempo ,ma le feste sono sempre numerose. Anzi il segretario Renzi le ha “utilizzate” come tribune per un richiamo televisivo (non c’è tg della Rai che non le abbia ampiamente pubblicizzate ) per il suo libro,intitolato, con cattivo gusto, Avanti e per polemizzare con i suoi avversari,interni ed esterni al Pd.

Sono rimasto colpito a Bozzolo dalla passione politica, dall’attaccamento alla bandiera socialista ,alla storia del nostro partito e per l’interesse agli sbocchi politici di oggi .Ho svolto una conferenza su Eugenio Colorni,il noto socialista europeista,uno dei padri del “Manifesto di Ventotene” (insieme ad Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi). E’ stata molto apprezzata quella conferenza su un uomo dimenticato dagli europeisti , che pure è stato un profeta (spesso inascoltato anche all’interno del Psi ) dell’Europa federale . Un saggio su questo filosofo e scienziato (assassinato dalla banda filonazista Koch nel 1944 a Roma), sarà pubblicato nel prossimo numero di Mondoperaio. I compagni che affollavano la sala “Sandro Pertini” del Circolo socialista erano entusiasti ,felici di ritrovarsi insieme : provenivano dai paesi di tutta la provincia, un territorio un tempo con un elettorato socialista forte,con una lunga storia di lotte sociali ,in cui i socialisti hanno svolto sempre un ruolo di primo piano . Ma guardavo la sala e vedevo solo uomini e donne di età anagrafica molto avanzata .E i giovani ? Una rarità ,si potevano contare come le dita di una mano. Che cosa pensare ? Che il socialismo e,in particolare,il Psi non ha più un potere di attrazione ? Che un partito,con 125 anni di storia,non riesce più a cambiare pelle, a rinnovarsi per continuare a svolgere un ruolo da protagonista ,in grado di affascinare le nuove generazioni che scoprono l’impegno politico ?

Ormai credo che non vi siano più dubbi in proposito. Non credo che siano necessarie dotte analisi sociologiche per arrivare a questa conclusione. Del resto ,il fenomeno non è solo nazionale,anche in altri paesi (Francia,Spagna,Gran Bretagna, Germania) si registra lo stesso fenomeno,forse di dimensioni ancora più ampie : un fenomeno di superamento delle vecchie formazioni politiche e anche di deologizzazione . Basti pensare al caso Macron per avere una conferma di quanto affermiamo. Quando si discute su certi partiti (Lega, M5S ,liste civiche ,ecc.) che non si definiscono “né di destra,né di sinistra”, dobbiamo renderci conto che nello scenario politico si registrano da molti anni cambiamenti epocali. E questo vale anche per quei movimenti o gruppi politici che si definiscono genericamente “liberali” ,”centristi” o ancora più semplicemente “democratici”. Dobbiamo prendere atto dei profondi mutamenti nelle strutture economico-sociali del paese ,avvenuti negli ultimo decenni,che hanno coinvolto di conseguenza anche le trasformazioni dei partiti politici ,sino farli diventare dei gusci vuoti,attivi solo durante le campagne elettorali . In questa realtà,in continua trasformazione,quale futuro può profilarsi per un piccolo partito,come il nostro,anche se con una gloriosa storia politica ? L’ho detto anche a Bozzolo : il Psi è stata la madre di tutti i partiti della sinistra ,ma ora ha sicuramente esaurito la sua spinta propulsiva,non riuscendo a radicarsi ,come lo era in passato, come una forza capace di collegarsi attivamente con un ampio schieramento riformatore. Un partito,dunque,con i blasoni della grande storia ,ma che ci sembra appartenere più al passato che al futuro.

Affermo tutto questo,con profonda amarezza, come giornalista politico,da attento osservatore, come appassionato studioso e storico militante del movimento operaio e socialista. Penso realisticamente che non sia più sufficiente tenere in vita un piccolo partito per mantenere viva la fiammella della memoria .Per questi scopi esistono già molte Fondazioni e associazioni anche se non sempre operano con diligenza. Sicuramente è encomiabile il lavoro di “Socialismo” di Acquaviva e Covatta,della “Nenni” e della “Buozzi” di Benvenuto,della “Turati”, della “Kuliscioff”, sino a poco tempo fa della “Modigliani “(ora ridotta male, anche per la pessima gestione dell’ultima presidenza) e cosi via .

Qualcuno si è chiesto: è necessario cercare altre strade,altri sbocchi ,con aggregazioni politiche e sociali affini o contigue al Psi,come ha più volte proposto l’amico Del Bue,dissertando su una mitica prospettiva laica, in grado di unire in un comune progetto riformatore socialisti,radicali,ambientalisti e forse anche cattolici democratici. Anch’io un tempo ero su questa linea,ma poi mi sono convinto che si tratta di una pia illusione : i radicali,dopo la scomparsa di Marco Pannella,sono profondamente divisi almeno in tre tronconi e perennemente in conflitto fra di loro; ,Emma Bonino è interessata solo alla ricerca di un incarico istituzionale e/o di una candidatura Pd al Senato; gli ecologici,dispersi in mille rivoli. guardano solo ai grandi partiti. Ho l’impressione che anche liste del tipo “La rosa nel pugno” appartengono al passato e non sono più riproponibili

E allora ? Le idee certo non mancano,ma è importante discuterne sull’Avanti!! ,sul sito del partito,se è possibile, anche su Mondoperaio. Gli ultimi due congressi del Psi non hanno affrontato questi problemi di fondo,se non marginalmente. Siamo quasi alla vigilia delle elezioni politiche e siamo impantanati : abbiamo quasi paura di esprimere le nostre preoccupazioni .Usciamo dal letargo e,per cortesia,vi imploro di parlare ,di dire come la pensate ,con chiarezza,senza ipocrisie . L’ho fatta troppa lunga e vi chiedo scusa . Attendo le vostre opinioni. Vi prometto che ,alla prossima puntata,vi dirò come la penso. Grazie a tutti coloro che mi hanno letto.

Aldo Forbice

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Commenti all'articolo
  1. Caro amico e compagno Aldo,condivido questo tuo scritto.Propongo di incrementare il tesseramento socialista e di avviare nelle sezioni di partito incontri pubblici per contribuire alla costruzione di una società aperta e plurale,libera e solidale,giusta e sicura,fondata sulla valorizzazione del merito e sulla capacità di soddisfare i bisogni economici,umani,civili,sociali ed ecologici dei cittadini(mio stralcio dallo statuto 2014 del Psi).Complimenti fraterni per i tuoi stimoli ad utilizzare la stampa socialista.Manfredi Villani.

  2. La pesante crisi della socialdemocrazia nei vicini paesi europei fa sembrare ancora più piccolo il dramma dei socialisti italiani.
    Spesso mi domando cosa sarebbe oggi il PSI se fosse vivo ancora Bettino Craxi e quel gruppo dirigente che avrà avuto le sue colpe, ma che sul piano politico era e resta formato da giganti in questo mondo di nani (e ballerine) con cui conviviamo.
    IL PSI di oggi ha sicuramente responsabilità, non riesce a organizzarsi sul territorio, è scomparso dalle grandi aree urbane, non ha più alcun radicamento nella società civile (Scuola, professioni, industri, commercio etc) e sopravvive, qua e la per la generosità di vecchi compagni, finché continueranno ad averla.
    L’impresa è impossibile; i cambiamenti a livello globale ci hanno sorpresi e la vecchia ricetta della socialdemocrazia liberale si è dimostrata non idonea ad essere condivisa da masse crescenti di cittadini, fiaccati dalle regole finanziarie della UE e stressati dalla difficile e tormentata convivenza con imponenti flussi migratori in un periodo di lunga crisi economica. L’assenza di lavoro per i giovani , la permanenza prolungata per effetto delle legge Fornero di molti lavoratori, l’estromissione anticipata e forzata di altri hanno creato un clima in cui prevale un diffuso senso di ingiustizia sociale che vede crescere, quotidianamente, l’odio verso la classe politica dirigente e la sfiducia nelle istituzioni e nei partiti.
    Ne soffrono i grandi, figuriamoci i piccoli per non dire dei piccolissimi come il psi, senza autonoma rappresentanza parlamentare, senza risorse e con un’organizzazione sempre più debole.
    E’ evidente che così non si può andare avanti e che abbiamo, tutti noi, il dovere di indicare una prospettiva che non può essere quella della sopravvivenza.Dobbiamo rompere lo schema che ci imprigiona, avere il coraggio di andare oltre le regole che ci siamo dati, ragionare su un nuovo modello di sviluppo che si faccia carico di interpretare al meglio le straordinarie evoluzioni – demografiche e scientifiche- che caratterizzeranno i prossimi decenni e costruire su quelle basi una comunità responsabile,di forti valori sociali e morali.

  3. Riguardo all’anagrafe, dopo la fine del vecchio PSI, i socialisti rimasti “sulla breccia” hanno innanzitutto cercato, in quel clima ostico per non dire ostile, di mantenere in vita la memoria della passata stagione politica, attraverso un’azione di testimonianza che soltanto chi l’aveva direttamente vissuta poteva svolgere, e ora quei “testimoni” sono inevitabilmente “invecchiati”.

    Nel frattempo, tuttavia, qualcosa era successo, perché a livello locale molti socialisti godevano ancora di credito e stima, per conoscenza personale, tanto da riscuotere consensi quali candidati alle elezioni comunali e provinciali, per le seconde delle quali ricordo che come Nuovo PSI sfiorammo il quorum per avere il consigliere (quorum che allora, se non erro, era fissato al 3%), ma ora anche per loro gli anni sono trascorsi, e in non pochi “usciti di scena”, appunto per ragioni anagrafiche..

    Diverso il discorso relativamente al voto politico, per il quale occorreva ed occorre una organizzazione territoriale che ormai non esiste più – ed è del resto molto difficile da ricostruire – attraverso la quale poter contattare i giovani, i quali, in alternativa, possono essere attratti da proposte che siano diverse e specifiche, tali cioè da connotare anche un piccolo partito, ma questo difficilmente succede se lo stesso non ha la forza e la prospettiva di dar vita a liste autonome, e deve giocoforza farsi ospitare in quelle di un “cugino maggiore”, dal quale non potrà, ovviamente, differenziarsi più di tanto.

    Oggi non sappiamo se e come evolverà la legge elettorale, ma io penso che, da come stanno le cose, i socialisti, intesi nelle varie componenti e collocazioni, non riusciranno ad avere liste proprie, e anch’io non credo che sia realistica l’ipotesi di aggregare forze “minori”, che hanno storie e sensibilità diverse – e tali vengono percepite anche dall’esterno – e non resterà dunque che seguire la strada di entrare in liste altrui, ovvero dei partiti “maggiori”, se si vuole ottenere una rappresentanza parlamentare, e lo dico per aderire all’invito dell’Autore di evitare le ipocrisie.

    Nel procedere così occorre avere nondimeno la consapevolezza che l’autonomia si andrà via via sfumando, e forsanche perdendo, mentre invece l’identità socialista può essere verosimilmente conservata ancora sul piano locale, sperando di avere un certo qual ricambio generazionale, e alla condizione, io credo, di agire con flessibilità nella scelta delle alleanze, nel senso di non allinearsi automaticamente alle opzioni del livello nazionale (e d’altronde avveniva così anche all’epoca del vecchio PSI)..

    .Andando a concludere, continuo a pensare che l’autonomia socialista poteva essere mantenuta, o riguadagnata, con un sistema elettorale che unisse maggioritario e proporzionale – così da soddisfare due esigenze entrambe sentite, anche nella pubblica opinione – dove il candidato premier potesse esser sostenuto anche da più liste in coalizione, e potesse “trascinare” con sé un certo numero di candidati, ossia il cosiddetto listino, in caso di successo..

    In questo caso, tuttavia, i voti delle liste che non dovessero superare la soglia di sbarramento – soglia che potrebbe essere anche bassa perché non verrebbe comunque pregiudicata la governabilità – dovrebbero restare all’interno della coalizione, in modo da evitare il rischio che un elettore non si esprima per un partito “minore” nel timore di veder sprecato il proprio voto, mentre così il voto sarebbe sempre utile (all’interno di questa formula vedrei bene anche il “premierato forte”, con le corrispondenti prerogative, ma qui immagino che occorrerebbe una riforma costituzionale, sulla falsariga, almeno mi pare, di quella che fece il centro-destra, e andò a referendum nel 2006 ).

    Paolo B. 28.09.2017

  4. Caro compagno Forbice. Le Tue riflessioni e considerazioni sullo stato del socialismo e, in particolare ,del nostro PSI, espresse con chiarezza e senza ipocrisie, sono gli interrogativi che anche io, da sempre socialista e da sempre iscritto al PSI, mi pongo da qualche tempo.
    Condivido, pertanto, le Tue conclusioni: il PSI, ma non il socialismo, come partito ha esaurito la sua carica di attrazione e non riesce più a svolgere un ruolo da protagonista per affascinare le nuove generazioni.
    Ma dobbiamo, con altrettanta chiarezza e senza ipocrisie, chiederci: questo vale in senso assoluto per un partito moderno che si richiami ai principi e ai valori del socialismo o vale, piuttosto, per il nostro piccolo PSI di oggi?
    Io sono convinto che il PSI negli ultimi anni, purtroppo, ha cambiato pelle ma invece di rinnovarsi per essere più rispondente alle esigenze e ai bisogni della società moderna nel rispetto dei nostri principi, si è appiattito, nel suo piccolo, sulla politica del PD di Renzi e del renzismo cercando, sempre nel nostro piccolo e nel rispetto della moda politica corrente, di creare un partito a servizio del suo segretario.
    Proprio in questi giorni sulla stampa nazionale vi è un ampio dibattito, oggi leggo un ottimo articolo di Paolo Mieli sull’argomento, sulla ampia crisi dei partiti socialisti europei e mi sembra che tutti i commentatori sono d’accordo che la crisi è dovuta al fatto che i partiti socialisti europei hanno dimenticato le proprie origini e i valori di sempre.
    I successi di Sanders e di Corbjn nei propri paesi dovrebbero farci riflettere seriamente.
    Con chiarezza e senza ipocrisie caro Forbice: torniamo ad essere socialisti riscoprendo le nostre origini e i nostri valori!
    Cordialmente

  5. Caro compagno Forbice.
    Le Tue riflessioni e considerazioni sullo stato del socialismo e, in particolare del PSI, espresse con massima chiarezza e senza ipocrisie, sono gli interrogativi che anche io, da sempre socialista e da sempre iscritto al PSI, mi pongo da qualche tempo arrivando alle Tue stesse conclusioni; il PSI, ma non il socialismo, come partito, ha esaurito la sua carica di attrazione e non riesce più a svolgere un ruolo da protagonista per affascinare le nuove generazioni.
    Ma dobbiamo chiederci, appunto senza alcuna ipocrisia, questa considerazione vale in senso assoluto per i partiti che si richiamano ai principi del socialismo democratico o vale, piuttosto per il nostro piccolo PSI?
    Io sono convinto che il PSI negli ultimi anni, purtroppo, ha cambiato pelle (per richiamare una Tua espressione) ma invece di rinnovarsi per essere più rispondente alle esigenze e ai bisogni della società moderna, pur nel rispetto dei principi e valori del socialismo, si è appiattito, nel suo piccolo,. sulla politica del PD di Renzi e su renzismo.
    Proprio in questi giorni sulla stampa nazionale, anche a seguito dei risultati delle elezioni tedesche, si è aperto un ampio dibattito sulla crisi dei partiti socialisti europei. Mi sembra che tutti i commentatori, vedi il recente articolo di Paolo Mieli sul Corriere della sera, evidenziano che la crisi è dovuta al motivo che i partiti socialisti europei, chi più e chi meno, hanno dimenticato le proprie origini e i propri valori. In questo senso i successi di Sanders negli Stati Uniti e di Corbyn in Inghilterra ci devono far riflettere seriamente.
    Con chiarezza e senza ipocrisie, caro Forbice se il PSI vuole di nuovo essere attrattivo per le nuove generazioni ed essere protagonista di una nuova politica in difesa delle classi più deboli della nuova società , torniamo a essere socialisti riscoprendo le nostre origini e i nostri valori.
    Cordialmente.

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