lunedì, 20 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

BCE: Pil in rialzo, ma occupazione non soddisfacente
Pubblicato il 21-09-2017


BCE- viglianzaDal Bollettino economico della BCE pubblicato oggi, apprendiamo: “L’espansione economica, che ha accelerato oltre le attese nella prima metà del 2017, continua a essere solida e generalizzata nei diversi paesi e settori. In particolare nella zona euro prosegue e mostra segni di crescente tenuta, mentre le misure di politica monetaria sostengono la domanda interna”.
Dalle stime dell’Eurotower nel secondo trimestre dell’anno, l’aumento del PIL in termini reali dell’area è stato pari allo 0,6% per cento sul periodo precedente, dallo 0,5 del primo trimestre. Secondo la BCE: “La crescita del PIL in termini reali è sostenuta in prevalenza dalla domanda interna. I consumi privati sono sospinti dagli incrementi dell’occupazione, che a loro volta beneficiano delle passate riforme del mercato del lavoro, e dall’aumento della ricchezza delle famiglie. La ripresa degli investimenti continua a essere sostenuta da condizioni di finanziamento molto favorevoli e da miglioramenti della redditività delle imprese. Indicatori a breve e indagini congiunturali confermano una robusta dinamica espansiva su orizzonti ravvicinati”.
Dopo le comunicazioni positive fatte ieri dall’OCSE, le proiezioni macroeconomiche per l’area dell’euro formulate dagli esperti della Bce nel settembre 2017 confermano il trend positivo dell’economia. Le previsioni fatte rappresentano una crescita del PIL  in termini reali del  2,2% per cento nel 2017, dell’1,8% nel 2018 e dell’1,7% nel 2019. Rispetto all’esercizio condotto a giugno 2017 dagli esperti dell’Eurotower, le prospettive di crescita del PIL sono state riviste al rialzo per il 2017 e restano in seguito pressoché invariate.
Con riferimento al fenomeno dell’immigrazione la BCE ha scritto: “Nell’area dell’euro nel suo complesso durante la ripresa, l’immigrazione ha dato un ampio contributo positivo alla popolazione in età lavorativa, riflettendo soprattutto l’afflusso di  lavoratori dai nuovi stati membri dell’Unione europea. A sua volta ciò ha verosimilmente avuto un effetto considerevole sulla forza lavoro, in particolare in Germania e Italia, ma anche in altre economie minori dell’area”.
Con riferimento alla forza lavoro femminile, nel bollettino si legge: “Proseguendo un trend di lungo periodo, l’aumento della forza lavoro durante la ripresa economica è stato trainato dalla partecipazione femminile. Se l’aumento della percentuale di persone appartenenti a fasce d’età più elevate caratterizza entrambi i generi, per le donne la crescita del tasso di partecipazione nel corso della ripresa è stata più sostenuta, mentre il calo della forza lavoro in piena età lavorativa (tra i 25 ed i 54 anni di età) è stato più contenuto. A incidere su questo risultato il livello di scolarizzazione”.
La BCE sull’inflazione recita: “Le misure dell’inflazione di fondo hanno registrato un lieve aumento negli ultimi mesi, ma devono ancora mostrare convincenti segnali di una perdurante tendenza al rialzo. Sulla base della stima preliminare dell’Eurostat, l’inflazione al netto di alimentari e beni energetici si collocava all’1,2 per cento ad agosto, invariata rispetto a luglio, ma superiore di 0,4 punti percentuali rispetto alla media registrata nell’ultimo trimestre del 2016. Le pressioni interne sui costi, derivanti in particolare dai mercati del lavoro, sono tuttora contenute. L’inflazione di fondo nell’area dell’euro dovrebbe aumentare gradualmente nel medio termine, sostenuta dalle misure di politica monetaria della Bce, dal perdurare dell’espansione economica, nonché dalla progressiva riduzione della capacità inutilizzata nell’economia e dall’incremento dei salari associati a tale espansione”.
Nel Bollettino si legge anche: “Il Consiglio direttivo della Bce ha mantenuto invariato l’orientamento di politica monetaria e deciderà in autunno riguardo alla calibrazione degli strumenti di politica monetaria nel periodo successivo alla fine dell’anno”.
Invece, per quanto riguarda la disoccupazione in Italia, dal Bollettino emerge che la disoccupazione sta diminuendo ma non in modo soddisfacente. Italia e Slovenia presentano un tasso di senza lavoro in calo ma non soddisfano ancora i requisiti per una riduzione significativa della disoccupazione.
La BCE non ha ancora accennato alla robotizzazione dei processi produttivi che rallentano l’occupazione. La realtà ineluttabilmente crescente delle innovazioni nella produzione in sostituzione del lavoro umano, pone necessariamente una serie di importanti riflessioni per potere ottenere la crescita dell’occupazione in termini soddisfacenti.

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