venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

ARGINE CORBYN
Pubblicato il 28-09-2017


Labour leader Jeremy Corbyn making his keynote address to the Labour Party annual conference, at the Brighton Centre, Brighton. PRESS ASSOCIATION Photo. Picture date: Wednesday September 27, 2017. Photo credit should read: Stefan Rousseau/PA Wire

Labour leader Jeremy Corbyn making his keynote address to the Labour Party annual conference, at the Brighton Centre, Brighton. PRESS ASSOCIATION Photo. Picture date: Wednesday September 27, 2017. Photo credit should read: Stefan Rousseau/PA Wire

Nella deriva europea che sta portando un po’ ovunque alla vittoria delle destre, l’unico argine si trova Oltremanica: è l’eccezione Corbyn. Il leader del Partito laburista inglese, Jeremy Corbyn, è ormai protagonista della politica britannica, il suo discorso di ieri ha riscosso successi che lo hanno visto incoronare anche dalla stampa Oltremanica fino ad avere echi in tutta Europa. Corbyn infatti si dichiara orgogliosamente e tradizionalmente socialista, nonostante le difficoltà di tanti partiti di sinistra in Europa, senza dimenticare le sconfitte dei socialdemocratici in Germania e dei socialisti in Francia.
Durante la conferenza annuale di partito di Brighton, Corbyn ha detto che il modello economico neoliberista “modellato molti anni fa da Margaret Thatcher” è ormai fallito. “Adesso siamo noi la corrente principale”, rompendo così con le politiche dell’era blairiana. Senza mezzi termini, Corbyn rimarca così quella radicalità che nel Novecento ha permesso alle grandi masse di vedere un orizzonte, una forza politica in cui riconoscersi. Ha poi riservato al tema degli alloggi le proposte più dettagliate, comprendenti, tra l’altro, tasse per i terreni non sviluppati e controlli sui canoni d’affitto da parte delle amministrazioni comunali. Per questo ha ricordato la tragedia di Grenfell, il rogo di una casa popolare nel cuore ricco di Londra diventato simbolo di disuguaglianza, proponendo per questo l’innalzamento dei salari pubblici e affitti controllati per limitare la “gentifricazione” dei quartieri.

Preparando il terreno dello scontro ha insistito sulla credibilità come forza di governo, sfidando la premier, Theresa May, a chiedere nuove elezioni anticipate. Poi Corbyn assesta una lezione al New Labour di Tony Blair, i cui scampoli ancora si rodono a vedere il loro partito guidato da quello che per decenni è stato il più estremista fra i parlamentari: “Ci hanno sempre detto che le elezioni si vincono al centro — chiosa Corbyn — e non è sbagliato. Solo che il centro di gravità della politica si è spostato e siamo noi oggi il mainstream”, la corrente maggioritaria.
Corbyn ha precisato di non voler smantellare il capitalismo, ma di voler riequilibrare l’economia con un maggior coinvolgimento dello Stato. Le sue posizioni sono state accolte negativamente dalla comunità d’impresa, già preoccupata per l’impatto dell’uscita dall’Unione europea. Sulla Brexit, il leader del Labour ha detto che negozierebbe con l’Unione Europea un accordo che “garantisca l’accesso senza impedimenti al mercato unico”. Ha parlato, infine, del rapporto con gli Stati Uniti: i due paesi, ora più che mai, devono restare alleati, ma Londra deve anche saper dire “no” a Washington se necessario.
La forte presa di posizione (chiara e netta) ha premiato il partito di sinistra Oltremanica: il Labour vola negli ultimi sondaggi realizzati nel corso o a ridosso della conferenza annuale di partito di Brighton, chiusa ieri trionfalmente da un intervento-manifesto del leader dell’opposizione britannica incentrato soprattutto su riforme economiche, rilancio della politica sociale e soft Brexit. Il vantaggio sul Partito Conservatore di Theresa May torna ad ampliarsi dopo essersi ridotto a un sostanziale testa a testa un paio di settimane fa. In particolare YouGov, uno degli istituti più autorevoli del Regno Unito, indica il partito di Corbyn in ulteriore ascesa al 43%, nella rilevazione più fresca in assoluto: un picco attorno ai record storici di consenso per i Laburisti. Mentre dà in calo, seppure leggermente, i Tories, che si fermano al 39, ossia quattro punto sotto. Male i LibDem partito ultra-europeista, al palo a un modesto 7%. Simili lo score del sondaggio più recente di Icm per il Guardian (Labour 42%, Tory 40, LibDem 8) o di quello di Survation per il Mail-on-Sunday (Labour 42%, Tory 38, Libdem 8).
Le masse hanno così riconosciuto il grande merito di Corbyn di aver rimesso al centro il problema del lavoro e dei lavoratori. “Dobbiamo affrontare la sfida dell’automazione e della robotica che potrebbe rendere superflui tanti posti di lavoro”, ha detto ai delegati riuniti a Brighton. “Non potremo godere dei benefici dei progressi tecnologici se questi saranno monopolizzati per il profitto di pochi”. Ovvero una tassa per le imprese che dovessero sostituire i lavoratori con robot.
Una linea apprezzata dal deputato socialista Oreste Pastorelli che ha anche presentato una proposta di legge per salvaguardare i livelli occupazionali.
“L’Italia deve cominciare ad affrontare con urgenza la sfida lanciata dall’automazione al capitale umano delle aziende. L’unico modo per raggiungere questo obiettivo è l’aumento delle imposte per le imprese che sostituiscono gli operai con la robotica. In questo senso, le dichiarazioni del leader laburista Jeremy Corbyn rappresentano il giusto percorso per un movimento di centrosinistra che vuole far godere tutta la collettività dei benefici derivanti dai progressi tecnologici”. Così Oreste Pastorelli, deputato del Psi. “Non intervenire – sottolinea il parlamentare socialista – significherebbe lasciare i profitti provenienti dalla tecnologia in mano a pochi, a scapito dei lavoratori e dello Stato. A tal proposito nei giorni scorsi abbiamo presentato una proposta di legge in Parlamento che punta ad intervenire sull’Ires aumentando di un punto percentuale l’aliquota qualora l’attività produttiva sia realizzata e gestita direttamente da macchine intelligenti. E’ chiaro che nessun pregiudizio va avanzato nei confronti del progresso scientifico e tecnologico che molti vantaggi ha portato nelle nostre vite. Tuttavia è indispensabile prevenire e ridurre le problematiche che la digitalizzazione sono in grado di produrre sul mercato del lavoro e sui livelli occupazionali. L’auspicio, dunque, è che anche il centrosinistra italiano intraprenda questo percorso di salvaguardia del patrimonio umano delle nostre aziende”.

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