venerdì, 17 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Buemi: “Serve un nuovo assetto per Roma”
Pubblicato il 14-09-2017


romaIl senatore socialista Enrico Buemi ha presentato un disegno di legge costituzionale riguardate i poteri e l’organizzazione di Roma capitale che, spiega Buemi “ancora non assicurano il migliore esercizio delle funzioni di Roma, quale capitale della Repubblica”. Quindi per il parlamentare del Psi è “giunto il momento di procedere senza tentennamenti, anche alla luce della peculiarità della città di Roma, ad una nuova regolamentazione della capitale che ne definisca l’assetto organizzativo ed istituzionale sull’esempio delle altri grandi capitali europee”.

Ne consegue che “la capitale d’Italia avrà caratteristiche peculiari rispetto agli enti territoriali; per evitare difficoltà di coesistenza – e per un più generico principio di semplificazione evitando la duplicazione di livelli di governo inutili – appare obbligata la soppressione dell’ente provincia di Roma e l’inserimento dei comuni ad essa facenti capo nell’assemblea metropolitana del Lazio: essa si esprimerà, con un ruolo consultivo, nei confronti del nuovo soggetto di governo, per Roma capitale: il Governatore, che è parte del Governo nazionale”.

Buemi spiega: “La scelta di un organo espresso dall’Esecutivo nazionale soffre, ovviamente, anche delle conseguenze del verminaio che viene scoperchiato, da un anno, intorno all’amministrazione comunale: ma è proposta sulla quale ha convenuto la Conferenza programmatica del PSI a Roma il 30 e 31 ottobre 2015, anche perché appare coerente con un più generale impianto ordinamentale, cui gli Stati centrali europei si sono rivolti, per gettare le fondamenta della rinascita urbanistica della loro capitale. A Londra, nel 1666 la vasta ricostruzione dopo il grande incendio avvenne sulla base di piani approntati da Christopher Wren, Controllore dei lavori del Re (1669). A Berlino, Philipp Gerlach, architetto e pianificatore del re nel 1707 fu incaricato da Federico Guglielmo I di estendere lo sviluppo della città verso ovest con la pianificazione della Pariser Platz. A Parigi il barone Haussman era prefetto della città (1853-1870) quando sovrintese alla sua radicale trasformazione e alla sua straordinaria crescita (da 1,2 a 2 milioni di abitanti); fino a pochi anni fa, la funzione di gestione della metropoli francese competeva ad un dipendente del Governo centrale”.

“Roma – continua Buemi – non ha mai avuto questo impegno diretto dello Stato nella sua gestione, ma in compenso ha «sifonato» ingentissime risorse finanziarie dall’Erario nazionale per scelte assunte da amministratori locali senza responsabilità: ecco perché ora vanno attribuite alla responsabilità diretta del Governo nazionale, per mezzo di un suo Governatore, funzioni in materia di pianificazione territoriale strategica, la realizzazione e la gestione di grandi infrastrutture, dei servizi di trasporto a livello metropolitano, dei servizi pubblici a rete (acqua, energia, smaltimento rifiuti), lo sviluppo di politiche attive del lavoro, la pianificazione commerciale della grande distribuzione e delle grandi strutture di vendita, la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e dell’ambiente. Possono essere poi delegate con legge statale o regionale o dai comuni facenti parte dell’area metropolitana, ulteriori funzioni oltre a quelle indicate”. Per tutti questi motivi il senatore del Psi aggiunge che “non può mancare un nuovo modello di valutazione dell’ipertrofica macchina amministrativa, attualmente presente nel comune di Roma: se avrà successo, lo si potrà generalizzare per altre realtà critiche sotto il profilo del controllo di legalità e di efficacia ed efficienza di gestione delle risorse pubbliche”.

Insomma si può e di deve “invertire l’assioma «capitale corrotta, nazione infetta»: ripulendo la vetrina della capitale, anche l’Italia guadagnerà nuovo lustro.

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